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Jannik Sinner è il primo italiano che sia mai arrivato alla posizione numero 1 nel ranking ATP. E' il più titolato negli Slam e nei Masters 1000. Ripercorriamo la sua storia attraverso l'archivio di SuperTennis.tv
02 settembre 2025
"Il successo non mi ha cambiato" ha detto Jannik Sinner ai SuperTennis Awards 2023. E' questo uno dei tratti che più colpiscono di lui. Primo italiano che sia mai arrivato alla posizione numero 1 nel ranking ATP, azzurro più titolato negli Slam e nei Masters 1000, Sinner è capace di un tennis eccezionale e di una sorprendente normalitào. Ripercorriamo la sua storia attraverso l'archivio di SuperTennis.tv (a cura di Alessandro Mastroluca)
Il mondo dell'altoatesino si alimenta di adrenalina e sacrifici ben ripagati. Come ogni campione vive per spingere al limite una predisposizione fino a renderla parte di sé, tanto da poter ripetere un gesto infinite volte anche sotto pressione con la stessa efficacia. E insieme di parentesi di normalità, che ti ancorano a terra e impediscono ai sogni di diventare vertigini.
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La velocità è la sua passione, tra primati di precocità battuti e un amore per le auto sportive e le corse. Amico dei piloti Antonio Giovinazzi e Kimi Antonelli, a 19 anni avviato a vincere il titolo di campione del mondo di Formula 1 nel 2026, ha voluto al vertice della sua fondazione l'attuale presidente della Formula 1, Stefano Domenicali.
Ci sono molti elementi di similarità tra il tennis e la Formula 1, ha detto a SuperTennis il team principal della McLaren, l'italiano Andrea Stella. "C'è l'aspetto pilota-tennista, la necessità di migliorare costantemente, questo è qualcosa di cui Sinner parla continuamente, più che pensare al risultato pensa al miglioramento giorno dopo giorno, e questo in Formula 1 è la filosofia fondamentale che si applica sia a livello individuale che all'interno del team. Il parallelismo fondamentale sta proprio in questa mentalità: cercare di fare in modo che domani saremo migliori di oggi".
"Lavorare bisogna. Lavorare se si vuole essere contenti nella vita", scriveva Mario Rigoni Stern, cantore - tra le altre cose - di montagne e silenzi. E il lavoro è il valore e la filosofia che unisce la famiglia Sinner. Un'etica. Che in montagna scandisce i giorni e forma il carattere e che i Sinner hanno fatto loro da tempo, trasmettendola con l'esempio al talento azzurro oggi ignaro di scorciatoie, tanto nella vittoria quanto nella sconfitta, che solo da quella strada passi la via verso il successo.
Rifugio Fondovalle (Talschlusshütte), Val Fiscalina. Questo il luogo da cui tutto è partito. Una locanda gestita dai suoi genitori Hanspeter e Siglinde, ai fornelli il primo con la madre ad accogliere gli ospiti. Salutati entrambi quando venne il momento di partire per Bordighera, gli anni trascorsi tra nevi silenzi e stoviglie si sono attestati col tempo come veri e propri anni di formazione. Caratteriale, più che sportiva. E di valori trasmessi senza troppe parole, ma con un esempio quotidiano che si rinnovava giorno dopo giorno.
Oggi Hanspeter ha lasciato i fornelli della Talschlusshütte per unirsi al team del figlio come cuoco (Giammò)
Uno Jannik emozionato ringrazia il team e la famiglia ??#tennis pic.twitter.com/sdXRC5bUEY
— SuperTennis TV (@SuperTennisTv) October 29, 2023