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Campioni next gen

Jannik supera la prova dell’otto e vola al n.9: per la prima volta due italiani Top 10!

Ennesimo capolavoro dell’altoatesino che nei quarti di Vienna liquida in due set Casper Ruud, n.8 del mondo, il giocatore con più titoli vinti nel 2021. Con questo risultato da lunedì sarà come minimo n.9 del mondo nel ranking ATP e tra i primi 8 della classifica che porta alle Nitto ATP Finals di Torino. Lui e Berrettini Top 10: mai due azzurri insime nell'elite mondiale

di | 30 ottobre 2021

Con la semifinale raggiunta a Vienna Sinner salirà da lunedì, come minimo, al n.9 del mondo

Con la semifinale raggiunta a Vienna Sinner salirà da lunedì, come minimo, al n.9 del mondo. Ha compiuto 20 anni lo scorso 16 agosto

Tutto in una notte: due azzurri nella TOP 10, per la prima volta nella storia. Jannik Sinner gioca un’altra partita delle sue di questo fine 2021, un livello da primi della classe, un tennis da Djokovic, da Medvedev, da Zverev, e liquida nei quarti di finale del torneo ATP 500 di Vienna il norvegese Casper Ruud, il tennista più caldo del momento, n.8 del mondo e 5 titoli ATP all’attivo, più di chiunque altro nel 2021.

Questo clone nordico di Nadal (anche se destrorso anziché mancino) va sotto in due set con il 20enne azzurro che, certo, deve faticare, esprimere tutto il suo potenziale ma alla fine impiega solo due set per qualificarsi per le semifinali, dove lo aspetta lo statunitense Frances Tiafoe.

Con questo risultato scrive un’altra pagina fondamentale della sua storia (e un po’ anche di quella del tennis azzurro) perché non solo scavalca nella classifica Race to Torino il polacco Hurkacz e si garantisce di affrontare il torneo Masters 1000 di Parigi /Bercy da una delle rpime otto posizioni che qualificano per le Nitto ATP Finals di Torino ma va a dormire sapendo che da lunedì sarà per la prima volta, a soli 20 anni, uno dei primi 10 giocatori del mondo. Come minimo n.9. E siccome al n.7 troverà matteo Berrettini, l'Italia avrà per la prima volta nella storia due tennisti insieme nell'élite più esclusiva del tennis mondiale.

Impressionante. Lo avevamo scritto del tennis mostrato la scorsa settimana ad Anversa, quando aveva annichilito tennisti solidi e solidissimi come il francese Rinderknech, il sudafricano Harris e soprattutto l’argentino Schwartzman. Anche se i nomi non erano da Top 10, il loro livello di gioco e quello espresso da Sinner, l’autorevolezza con cui si era imposto era da Top 3. Non li aveva fatti giocare.

Se a qualcuno serviva una prova del nove a Vienna, dopo i successi sicuri sul bombardiere Opelka e sulla wild card austriaca Dennis Novak, la più probante era sicuramente quella dell’otto, l’otto del mondo Ruud, come Sinner un grande interprete delle "aggressioni" da fondocampo.

Ginevra, Bastad, Gstaad, Kitzbuhel e San Diego avevano visto quest’anno il 22enne di Olso sollevare il trofeo del vincitore (4 tornei sulla terra battuta, uno sui campi duri) in virtù del suo pesantissimo martellare dalla linea di fondo, specie con un diritto coperto devastante, sulla falsariga di quello di Nadal, anche se un po’ meno arrotato.

Lo stesso colpo che Ruud ha usato per cercare di sfondare anche il muro di Sinner. Qualche volta c’è riuscito, specie nel primo set, ma alla fine è stato il bombardamento altoatesino a sbriciolare la muraglia norvegese, costruita all’accademia maiorchina di Nadal.

Sicuro e penetrante con il servizio, sempre perfetto nel timing sulla palla e pulito nell’impatto Jannik, sotto gli occhi di coach Riccardo Piatti, è parso quel Djokovic di domani che acquista statura, giorno dopo giorno, da più di 6 anni a Bordighera.

Precisione, profondità e peso di palla ottenuti senza sforzo apparente fanno di questo Sinner il prototipo del prossimo n.1. Quello che lui è determinato a diventare.

La strada è lunga ma i passi sono sul sentiero giusto, tracciato da tutti i campioni che lo hanno preceduto nell’esperienza del suo allenatore che, non va scordato, ha forgiato (partendo dall’età giovanile) prima un n.18 del mondo come Renzo Furlan, poi un n.3 del mondo come Ivan Ljubicic (quando il n.1 e n.2 erano Federer e Nadal) e in mezzo ci ha messo esperienze, di una o più stagioni, a fianco di tennisti del calibro dello stesso Djokovic, di Richard Gasquet, di Milos Raonic, di Borna Coric.

Piatti sa che cosa serve a un giocatore per diventare un n.1, Sinner è fermamente intenzionato a farlo: fermateli se siete capaci. A 20 anni, compiuti il 16 agosto, mancano solo altri otto gradini. La salita è impervia ma il tempo è dalla loro parte.

 

Parola di Jannik (a caldo...)

“Non c’era grande ritmo oggi (nel match n.d.r.): di certo c’era molta pressione. Credo di aver giocato bene soprattutto i punti importanti. In questi ultimi tornei sto giocando bene: di certo c’è tensione in vista degli obiettivi di fine stagione e mi pare per il momento di gestirla bene. Per me la cosa più importante è cercare di giocare bene ogni partita ma di certo è difficile non pensare a Torino (la qualificazione per le Nitto ATP Finals n.d.r). Intanto ho raggiunto un’altra semifinale e cercherà di giocarla al meglio”.

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