Torna, non torna, nega, ci pensa e intanto si allena. Per l'ITIA dal 22 febbraio può tornare in campo
di Ronald Giammò | 10 febbraio 2026
"O santo cielo, non sto tornando!". Strabuzzava gli occhi e rivolgeva i palmi delle sue mani al cielo, Serena Williams. Ed era appena dicembre, era in televisione sul Today Show, e per quanto possa essere interessante la tua vita a quattro anni dal tuo ritiro agonistico, e per quanto ancora possa risultare incisivo il tuo volto quando si tratta di promuovere prodotti, cosmesi e pasticche miracolose, quando ti presenti in un palco come quello è perché sotto sotto c'è dell'altro.
La parola ritiro lei non l'aveva mai pronunciata. Aveva usato un più vago "transizione", ad indicare quella nuova fase che una volta voltate le spalle al campo l'avrebbe vista incamminarsi verso orizzonti che allora stentava a intuire. Ma in quei giorni, quando riapparve nel prime time del mattino americano, Serena era ricomparsa nella lista ITIA di atlete reinserite nel programma anti-doping. Iscrivendosi in quella lista, l'americana dava il suo consenso ad essere testata per dei controlli, una scelta insolita per chi invece fino a qualche mese prima andava ripetendo "come fosse piena e divertente la sua vita" senza tennis.
Poi diverse cose sono accadute. La prima proprio durante quella stessa intervista, quando incalzata dalla giornalista sulla sua riposta - "Ma è un sì o un no?" - la ex numero uno del mondo ha preferito non sbilanciarci proseguendo nel suo equilibrismo verbale: "Non è né un sì né un no. Non lo so. Vediamo quel che succederà. Se sono rientrata nella lista dei testabili? Non sapevo neanche di esserne uscita. Ma non mi va di parlare di questo".
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— Serena Williams (@serenawilliams) August 24, 2025
Ce n'è abbastanza per avere due indizi, non ancora per poter esibire una prova. Il terzo è invece più recente, e a fornirlo è stata Alycia Parks, attuale n.77 del mondo con un best ranking da n.40 raggiunto tre anni fa. Impegnata a Doha in questi giorni, l'americana ha parlato con Tennis Majors delle prestazioni offerte a Ostrava, della sua necessità di staccare la spina e tornare di tanto in tanto a casa, di come sia solita pregare prima delle sue partite e dell'allenamento svolto lunedì scorso con Serena Williams.
"E' in grande forma - ha dichiarato la venticinquenne Parks - Sarebbe fantastica nel circuito, dovesse tornare". Intanto ieri la ITIA l'ha dichiarata eleggibile per un ritorno al tennis professionistico a partire dal 22 febbraio, conseguenza degli oltre due mesi trascorsi dal suo reinserimento nella lista di atleti testabili che potrebbe permetterle - in caso di wild card - di scendere in campo già a partire dal torneo di Indian Wells.
Serena intanto tace. La sua presenza in uno degli spot andati in onda nell'half-time del recente SuperBowl si è risolta in una nuvola di fumo, con l'americana a promuovere medicinali e integratori. Ma a giudicare dalla competitività messa in campo da sua sorella Venus, di un anno più grande di lei, e quando riaffacciatasi sul circuito ancora in grado di tener testa a rivali più giovani di lei di vent'anni, non sarebbe blasfemo pensare a una Serena ancora capace di rendersi protagonista accreditata - se non per la vittoria finale di certo a recitare un ruolo di primo piano in un circuito che dal giorno del suo ritiro ha faticato non poco prima di ritrovare una narrazione in grado di rimpiazzarne l'ingombranza. E poi tra due anni di sono le Olimpiadi di Los Angeles, proprio lì nei dintorni di quella Compton dove tutto iniziò più di trent'anni fa, e tornarci per il passo d'addio per un doppio tutto in famiglia sarebbe forse il modo più bello per chiudere il cerchio.