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Negli ultimi quattro anni l'azzurro non è mai riuscito ad andare oltre il secondo turno nei due Masters1000 del Canada e di Cincinnati. Stasera l'esordio contro l'argentino
di Ronald Giammò | 02 agosto 2026
Quattro anni di cui l'ultimo saltato per il riacutizzarsi di un infortunio agli addominali obliqui che già in passato lo aveva tormentato. Non è mai stata una trasferta fortunata per Matteo Berrettini quella scandita dalle due tappe dei Masters1000 di base in Canada e nell'Ohio, due tornei nei quali l'azzurro è riuscito dal 2022 a oggi a racimolare una sola vittoria giunta nel 2023 al primo turno a Toronto nel 2023 contro Gregoire Barrere. L'eliminazione arrivò al secondo turno per mano di Jannik Sinner, allora n.8 del mondo. Ed è, quella contro l'attuale leader del ranking, la quarta sconfitta complessiva rimediata da Berrettini nel doppio appuntamento dopo quelle subite nel 2022 da Pablo Carreno Busta e Frances Tiafoe, quella del 2023 a Cincinnati arrivata al terzo set contro Felix Auger-Aliassime e quella del 2024 arrivata ancora in Ohio e ancora al primo turno per mano di Holger Rune.
Quest'anno Berrettini arriva al doppio appuntamento con un ranking da n.40 del mondo, non dissimile da quello ricoperto nel corso delle sue ultime apparizioni (n.38 e 42). Il rivale, l'argentino Mauricio Navone, da lui sempre sconfitto in carriera, sulla carta si direbbe il miglior test possibile per saggiare una condizione che, dopo "il dolore cronico all'anca" diagnosticatogli dopo Wimbledon che lo ha costretto a saltare i tornei su terra di Gstaad e Kitzbuhel, si spera possa riconsolidarsi in vista dell'ultimo Slam della stagione in programma a New York, e che vivrà eventualmente in un secondo turno contro Valentin Vacherot un ulteriore test indicativo.

Berrettini da sogno, quarti a Parigi
La trasferta, che nasce all'insegna di una ripartenza, ha però validi motivi per poter essere affrontata con maggiore ottimismo. In primis c'è la condizione messa in mostra dall'italiano. Reduce da un Roland Garros e dalla performance offerta all'All England Lawn Tennis Club, Berrettini a Parigi è riuscito a raggiungere i quarti salvo poi doversi ritirare in corso di match contro Matteo Arnaldi in un torneo dove però uscì vincitore da una maratona contro Francisco Comesana e da altre solide e convincenti vittorie ottenute contro Arthur Rinderknech e Juan Manuel Cerundolo. A Wimbledon il buon momento proseguì, e seppur eliminato al terzo turno da Grigor Dimitrov al quinto set, Berrettini fece suoi due bei match contro Stan Wawrinka, anch'esso conclusosi al quinto set, e contro Arthur Fils, dismesso invece in tre set.
E poi c'è il cemento. Superficie su cui nelle ultime quattro stagioni l'azzurro ha giocato cento partite aggiudicandosene il 60%, ma che resta l'unica superficie su cui non sia mai ancora riuscito ad acciuffare un titolo. Condizione e superficie, quindi. E "carattere e resilienza" come collante per unire i due puntini.
Fu lo stesso Berrettini ad aprirsi dopo la bella vittoria in cinque set di Parigi contro Cerundolo: "Il tennis è l'amore della mia vita, altrimenti non sarei qui, dopo tante pause e tanti infortuni. Ho avuto momenti duri, ma sono finalmente tornato, grazie al mio carattere e alla mia resilienza". Grazie a quel successo l'italiano tornò a giocarsi un quarto Slam dopo quattro anni, e gli effetti - al netto della sfortuna per il riacutizzarsi del problema all'anca - oltre che sul gioco si riverberarono anche sull'umore, sulla fiducia e su tutto quel bagaglio di risorse invisibili cui attingere quando immersi nel pieno della contesa e nei giorni di solitudine dedicati al recupero.
A Wimbledon, dove arrivò senza aver "impugnato la racchetta per un mese", l'onda lunga delle sensazioni ritrovate a Parigi lo aiutò a collezionare due bei successi e a convincersi che valesse ancora la pena ripartire per tornare a "sentire quelle farfalle nello stomaco" che da sole ripagano di tutti gli sforzi e in un attimo sciolgono tutti i dubbi della vigilia. Basta un battito d'ali di una farfalla per scatenare un uragano dall'altra parte del mondo. Diceria o sapienza antica che sia, il senso non cambia: crederci, restare in ascolto, cogliere al volo. Berrettini lo sa.