Chiudi
La filippina, rivelazione della scorsa stagione, continua il sui percorso di crescita sostenuta da un pubblico mai così numeroso e da un paese che guarda a lei con orgoglio, speranza e ottimismo
di Ronald Giammò | 06 marzo 2026
Cento posizioni guadagnate nel ranking in poco più di un anno. Un seguito che da Madrid a Dubai, da Melbourne fino a Los Angeles continua a crescere facendosi collante di una comunità, quella filippina, che vanta più di dieci milioni di connazionali che lavorano all'estero e di un paese "sparpagliato tra le isole e i continenti tornato d'improvviso a battere come un solo cuore". Queste, e altre ancora, sono le conseguenze dello sbarco di Alexandra Eala sul circuito WTA, descritte dal quotidiano online Philippine Star.
La giovane allieva della Rafa Nadal Academy, salita agli albori della cronaca la scorsa primavera in quel di Miami, quando da wild card e da n.140 del mondo riuscì in successione a disfarsi di Jelena Ostapenko, Madison Keys, Paula Badosa e Iga Swiatek, cedendo solo in finale all'americana Jessica Pegula, in poco più di dodici mesi ha bruciato le tappe e Indian Wells sarà per lei il primo WTA1000 giocato fregiandosi dello status di testa di serie.
"La domanda - si chiede Rafael Castillo - non è solo perché tutto ciò sia accaduto, ma cosa questa ascesa riveli di noi e cosa possiamo fare per sfruttarla a livello civile". Non è un segreto che l'orgoglio nazionale giochi da sempre un ruolo importante nelle vicende sportive, eppure - prosegue l'editoriale - il fenomeno Eala appare diverso per tre motivi.

I prodotti della Nadal Academy
In primis, "ribalta un copione: il tennis non è come il basket nelle Filippine, non fa parte della cultura quotidiana", la sua ascesa internazionale ha spostato l'orizzonte comune oltre quello familiare "aumentando l'immaginario filippino". In più Eala, con il suo stile e il suo gioco, "rappresenta la disciplina che ha la meglio sul drama: non c'è spettacolo, nessun dubbio, solo lavoro, autocontrollo e grinta. E in tempi saturi di rumore, l'eccellenza silenziosa ha un effetto rinfrescante". Infine, Eala con i suoi risultati ha innescato quel processo che gli psicologi chiamano "effervescenza collettiva", riaccendendo l'identità - e con lei l'ottimismo - degli oltre dieci milioni di filippini che lavorano all'estero: "Tifare per Eala non vuol dire solo sostenere una giocatrice, ma riaffermare l'identità filippina su scala globale".
Un'identità e un popolo, quello filippino, immerso nelle quotidiane frustrazioni "del traffico (sic.), della burocrazia, della corruzione e delle menzogne governative, ma bisognoso invece di continuare a credere alla competenza e alla disciplina e che eccellere sia possibile". Non è che siamo privi di patriottismo, si legge ancora nell'editoriale, a mancare sono prove e simboli tangibili del progresso, "e quando ne appare una, noi rispondiamo con una forza travolgente".
VOLUME UPPPPPP ???
— wta (@WTA) February 17, 2026
Unreal scenes for Alex Eala!#DDFTennis pic.twitter.com/RRaG0sowzw