Chiudi
Il campione spagnolo rientra alle gare dopo 4 mesi di stop per la tendinite al polso e moltiplica le attese per l’ultimo Slam dell’anno. L’unico Major in diretta, in chiaro su SuperTennis, che promette di diventare il torneo dei tornei
di Vincenzo Martucci | 21 agosto 2026
Certo, la rinuncia di Jannik Sinner fa male, a noi come a lui, e la avvertiremo come l’avvertirà tutto il tennis, privato del suo numero 1 nell’ultimo Slam della stagione. Ma gli US Open, dal 30 agosto, promettono di diventare il torneo dell’anno e forse anche di più, perché oltre a Carlos Alcaraz, che mancava anche a noi italiani, da sempre amanti del tennis, New York metterà in vetrina il redivivo Sascha Zverev, ritemprato dal primo urrà Majors a Parigi e dalla successiva finale di Wimbledon, il nuovo Rafa, il sensazionale 19enne Jodar, capace di scalare la classifica in 12 mesi, da over 500 a top 10, e i due più seri candidati azzurri per un posto di singolare alle finali di Coppa Davis di Bologna, Flavio Cobolli (peraltro già virtualmente 6 del ranking classico e vicinissimo alle ATP Finals di Torino) e Lorenzo Musetti, protagonisti nel 1000 di Cincinnati.
Alcaraz che, con le sue caratteristiche tecno-fisiche, è all’antitesi di Sinner, ci mancava per le soluzioni di gioco, per le reazioni veementi, per la spiccata personalità. E anche per come, spinto dall’esempio di lavoro e ricerca della perfezione proprio dal Profeta dai capelli rossi, ha sublimato lo straordinario testa a testa fra due campioni così giovani portandolo ai livelli del Fab 3, Federer, Nadal e Djokovic, come non avremmo pensato mai. Così istintivo e passionale, lo spagnolo scalpita impaziente ai box da aprile, col polso destro bloccato dalla tendinite. E, da legittimo erede del grande Rafa, non ha più resistito, quasi costretto dal suo io impetuoso a sfatare l’ennesimo tabù: difendere il titolo conquistato 12 mesi fa a New York proprio superando Jannik sotto il traguardo.
I rischi per Alcaraz sono molteplici, soprattutto col suo gioco di variazioni e quindi di continue e violente sollecitazioni del polso, continuando per la lunga assenza dalle partite ufficiali, dalle difficoltà extra delle maratone di 5 set e dal campo allargato di avversari sul cemento, la superficie più democratica e frequentata del tennis. Ma il ragazzo è un autentico caballero e s’è buttato a capofitto nella difficilissima sfida che l’attende dal 30 agosto a Flushing Meadows.
Forse motivato dall’esempio di Nadal e dal suo docufilm che lo mostra come un paladino del dolore, sicuramente rinvigorito dagli ultimi intensi allenamenti di Murcia con l’amico ed ex rivale da junior, Holger Rune (anche lui fermo per infortunio, al tendine d’Achille), sicuramente caricato a mille dall’amore per il gioco e la competizione, ed eccitato come non mai dalla possibilità di prendersi il terzo titolo agli US Open. Che avrebbe un sapore leggendario e ripartire alla grande all’inseguimento del grande avversario, che lui chiama “Giannik”.
L'esultanza di Flavio Cobolli a Cincinnati (Getty Images)
Del resto, l’annuncio del ritorno di Alcaraz è rimbalzato in un attimo in tutto il mondo sportivo, ampliandosi a dismisura e trasformandosi in una eco portentosa, travolgente, euforica e certamente decisiva per dare nuova linfa al tennis in generale e alle aspettative dell’ultima prova stagionale dello Slam. Il torneo non poteva sperare in una presentazione migliore e, moltiplicando l’attesa del pubblico in modo esponenziale, aumenta anche i desideri dei tanti che vogliono aggiudicarselo. Primo fra tutti proprio Alcaraz, per rilanciarsi in modo incalcolabile, anche in proiezione futura della sua ancor giovanissima carriera, conquistando il secondo Major stagionale dopo gli Australian Open, pur costretto a saltare Parigi e Wimbledon.
Anche se lo spettatore più impaziente ed elettrizzato da questo formidabile ritorno è il tennis. Che, come tutti gli sport, ha bisogno dei massimi personaggi e delle storie più incredibili da vivere e raccontare. Come quella che il Rinascimento del tennis italiano potrà partecipare in diretta tv, in chiaro - unico Slam dell’anno -, su Supertennis, l’emittente della FITP, e SuperTennis+.
Con la vivida speranza che i due 24enni Cobolli e Musetti, così diversi nella loro storia, nell’aspetto, nel gioco e nell’evoluzione, recuperino tutte le attenzioni che in genere devono concedere al mastodontico capoclasse Sinner. Al quale, ovviamente, facciamo tutti un sincero augurio di pronta e completa guarigione.