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Nonostante la sconfitta a Montreal Flavio Cobolli mantiene grandi opportunità di diventare il secondo italiano dopo Jannik Sinner. Ecco cosa ci insegnano le ultime edizioni dal 2009 ad oggi
di Alessandro Mastroluca | 05 agosto 2026
Da inizio anno Flavio Cobolli ha fissato un obiettivo con il suo team: la qualificazione per le Nitto ATP Finals. L'ha dichiarato senza indugi dopo la prima finale Slam al Roland Garros. "Stiamo lavorando per essere a Torino. So che è molto difficile perché alla fine vanno solo in otto, ma sono sicuro che riuscirò ad andarci” diceva a Parigi.
L'obiettivo appare vicino, nonostante la sconfitta all'esordio negli ultimi due tornei, l'ATP 250 di Umago e il Masters 1000 di Montreal attualmente in corso. Oggi se si guarda la Race, la classifica basata sui risultati stagionali che offre un quadro senza aggiornato della corsa per un posto a Torino, il romano è quarto a 3.030 punti. Dopo il National Bank Open in corso in Canada Solo due giocatori possono superarlo: Daniil Medvedev se arriva almeno in finale; uno tra l'australiano Alex de Minaur, il canadese Felix Auger-Aliassime, gli statunitensi Taylor Fritz e Ben Shelton se dovesse vincere il titolo.
Ma c'è di più. Dal 2009, il primo anno in cui l'ATP ha introdotto l'attuale distribuzione di punti nei tornei e dunque la classifica si è formata con criteri comparabili a quelli attuali, l'ottavo giocatore nella Race è arrivato alle Nitto ATP Finals con un minimo di 2.670 punti (2019) e un massimo di 4.440 (Milos Raonic, 2014). Per rendere il confronto omogeneo e neutralizzare gli effetti di eventuali ritiri e rinunce, questo dato prende in considerazione per ogni anno il punteggio del giocatore in ottava posizione, l'ultima che concede l'ammissione diretta senza forfait o ritiri, prima delle Nitto ATP Finals; e non del punteggio dell'ultimo giocatore che ha effettivamente preso parte al torneo.
In media il bottino di punti dell'ottavo giocatore, che rappresenta la soglia per la qualificazione, dal 2009 al 2025 è di 3.351 punti.
Ipotizziamo che Jannik ottenga gli stessi punti del 2025 da qui a fine anno. Arriverebbe a Torino con 11.950 punti. Se il divario fosse lo stesso di oggi, vorrebbe dire che l'ottavo classificato avrebbe 3.247 punti. Se dovesse essere di 3,25, vorrebbe dire un punteggio di 3.677.
Questi numeri lasciano ipotizzare che a Cobolli potrebbero bastare tra i 400 e gli 800 punti da qui a fine stagione per chiudere tra i primi otto nella Race, che alla vigilia delle Nitto ATP Finals coinciderà con il ranking ATP, basato sui risultati delle ultime 52 settimane.
Sempre per amor di ipotesi, potrebbe ottenere 800 punti con un ottavo di finale allo US Open, due quarti Masters 1000, una semifinale in un ATP 500. Ovviamente un exploit, una semifinale o una vittoria in un grande torneo, renderebbe praticamente certa la sua presenza a Torino.
A guardare i numeri, non sembra che Cobolli abbia bisogno della grande impresa da qui a fine anno per raggiungere il suo obiettivo. Ma di una costanza di rendimento su livelli che ha mostrato di poter reggere nella parte centrale della stagione. Così da rinforzare quella certezza di qualificarsi che Cobolli ha testimoniato dopo il Roland Garros, e che i suoi tifosi senza dubbio possono continuare a condividere.