Patrick Mouratoglou "vota" ancora per i due dominatori: "Gli avversari impiegheranno almeno due anni per colmare il gap", dice il coach. L'ex n.3 Nadia Petrova avanza la candidatura di quattro outsider, ma conferma: "Carlos e Jannik lotteranno per il vertice"
di Samuele Diodato | 22 dicembre 2025
Soltanto tre volte nella storia, prima di Jannik Sinner e Carlos Alcaraz, una coppia di giocatori si è equamente spartita gli Slam in una stagione. È toccato a Ken Rosewall e John Newcombe nel 1967 (prima dell’Era Open), poi a Roger Federer e Rafael Nadal (2017), e infine a Nadal insieme a Novak Djokovic (2019). Alcaraz e Sinner, però, si sono spinti anche oltre, concludendo in pareggio sia il 2024 che il 2025: segno di dominio, sì, ma anche di equilibrio dentro il dominio stesso.
Un dominio che gli avversari proveranno a spezzare nel 2026, pur sapendo che il divario marcato tra loro e i due “alieni” è piuttosto ampio. Per diversi, anzi, è al momento incolmabile. Al coro di voci autorevoli sono uniti anche Nadia Petrova (ex n.3 WTA nel 2006) e Patrick Mouratouglou, in passato coach di Serena Williams, e più recentemente anche di Naomi Osaka.
Nadia Petrova (Getty Images)
Petrova, in un’intervista a Championat, ha giudicato ricco di spunti il 2025 grazie all’ascesa di Jakub Mensik, Ben Shelton e altri, ma ha le idee chiare sul futuro: “Qualcuno degli avversari riuscirà a battere alle volte Sinner e Alcaraz, ma il loro dominio durerà ancora per un po’”. Ha menzionato anche Learner Tien (classe 2005) e Joao Fonseca (2006) tra i giocatori da tenere d’occhio, l’ex tennista russa, ribadendo però che “i giovani devono diventare più veloci, più resistenti e più versatili”.
Ribaltare le dinamiche è qualcosa di “improbabile”, contro due giocatori che in due hanno vinto gli ultimi otto Slam, disputando tra l’altro le ultime tre uno contro l’altro. All’Australian Open, infatti, la sfida ripartirà con la possibilità di eguagliare altri numeri da record del “duopolio” Nadal-Djokovic. Lo spagnolo ed il serbo sono stati gli unici tennisti nella storia a giocarsi quattro finali Slam di fila (a cavallo tra il 2011 ed il 2012), ed in carriera hanno vinto in due una serie di nove major consecutivi (solo Nadal e Federer hanno fatto meglio, con 11 titoli tra il 2005 ed il 2007).

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Tra gli “outsider” come possibili finalisti Slam, Petrova ha segnalato Shelton per la maturità raggiunta, Alex De Minaur, Alexander Bublik e Daniil Medvedev. “Per De Minaur devono incastrarsi un buon tabellone, prestazioni singole e forma fisica. Se Bublik ha voglia può battere chiunque – ha detto – ma deve trovare la forza e la motivazione nei tornei di due settimane”. Medvedev invece, già campione allo US Open 2021, “ha l’arsenale, l’esperienza ed il coraggio”, e sarà supportato dal nuovo team (subentrato a settembre) con cui ha detto di sentirsi "di nuovo forte".
Mouratoglou, sulla pagina social, ha dato anche una spiegazione prettamente tecnico-tattica del perché il dominio di Sinner ed Alcaraz sembra destinato a protrarsi ulteriormente: “Non credo che il divario aumenterà – ha spiegato – ma neanche che qualcuno possa battere due volte uno di loro nella stessa stagione. Per avvicinarsi devono lavorare sulle loro debolezze e anche sui punti già forti, e potrebbero volerci almeno due anni”.
Il focus è andato sull’inseguitore diretto, il n.3 Zverev ed il già citato Shelton (n.5). “Serve bene – ha detto di quest’ultimo - ma deve migliorare sul colpo in uscita dal servizio. Zverev stessa cosa, perché sul terzo colpo non ha il dritto di Sinner e Alcaraz. Inoltre, pur rispondendo molto bene, non è aggressivo come gli altri due”.
D’altronde, il loro dominio è innestato anche e soprattutto sulla capacità di lasciare pochissimo tempo agli avversari. E Sinner – come scritto nell’analisi recente di Alessandro Mastroluca secondo i dati Tennis Data Innovations – sta riscrivendo gli standard del gioco con una qualità complessiva inarrivabile sui fondamentali. La concorrenza è ancora avvisata, e il monte da scalare è per loro una sfida ai limiti dell’impossibile.