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Un anno dopo la sua prima finale in un Masters 1000 Lorenzo Musetti torna a Monte-Carlo per riprendere la marcia interrotta all'Australian Open. Stavolta sulla terra battuta avrà un significativo bottino di punti da difendere.
di Lorenzo Fares | 02 aprile 2026
Mai come quest’anno il torneo Masters 1000 di Monte-Carlo, il primo di categoria in ordine di tempo su terra rossa, sembra raccogliere così tanti temi di interesse. Ovviamente il discorso della corsa al vertice tra Carlos Alcaraz e Jannik Sinner ha una corsia preferenziale, ma subito dopo guadagna spazio la grande attesa per il ritorno in campo di Lorenzo Musetti.
Difficile, al momento, giudicare il 2026 del carrarino senza menzionare quell’atavica sfortuna che sembra impossessarsi di lui nei momenti topici della carriera: appena due mesi fa Lorenzo sarebbe potuto salire al numero 3 del mondo e avrebbe pienamente legittimato un traguardo di tale portata se non ci fosse stato quel maledetto ritiro a Melbourne contro Novak Djokovic nel corso di un match dominato.
Da allora Musetti ha giocato una sola partita, perdendo contro Marton Fucsovics ad Indian Wells. Niente “Gira” sudamericana sul rosso, niente Miami. E così, un po' come era accaduto nel 2025 sebbene con dinamiche diverse (in quel caso l’infortunio era arrivato proprio in Sud America), è ancora la terra europea a correre in soccorso di Musetti. Un soccorso rosso, ma storia e politica non c’entrano nulla.
C’entra, più che altro, la straordinaria adattabilità del gioco di Musetti ad una superficie che ha fatto le sue fortune, quel mattone tritato che agevola l’ampio movimento del rovescio ad una mano e quella grande dedizione allo scambio prolungato e alle variazioni, da sempre un “must” per Lorenzo. A Monte-Carlo, poi, Musetti approderà da testa di serie numero 4 data l’assenza di Novak Djokovic, e dunque con la possibilità di evitare i due dominatori del tennis almeno fino alle semifinali: di questi tempi, non una cosa di poco conto.

Musetti, scatti d'autore
Rispetto al 2025, tuttavia, c’è una insidia che si aggiunge alle condizioni fisiche ancora tutte de testare in match ufficiali. Dodici mesi fa Musetti si presentava all’appuntamento con la terra rossa europea con ben poco da perdere a livello di punti. Stavolta non sarà così, basta andare a scorrere l’impressionante ruolino di marcia del toscano un anno fa:
Un percorso clamoroso a livello di continuità: 18 vittorie e 4 sconfitte; 2250 punti conquistati su 5000 a disposizione.
Lorenzo Musetti abbraccia la fidanzata e festeggia la finale a Monte-Carlo (Getty Images)
Se poi andiamo ad analizzare questi 4 KO, ecco che i rimpianti che affiorano non sono pochi: a Monte-Carlo e Parigi Musetti era avanti di un set contro Alcaraz prima di essere fermato da infortuni muscolari (e qualcuno in rete parò di infortuni finti…); a Madrid e Roma dopo una falsa partenza Lorenzo sembrava aver trovato la chiave di volta per provare a far girare l’incontro (soprattutto contro un esausto Draper a Madrid), ma qualche errore nei tie-break gli sbarrò la strada.
Un anno dopo è difficile migliorarsi, soprattutto in un momento storico nel quale la coppia Alcaraz-Sinner sembra volersi spartite l’intera torta e l’eterna sfida per il numero 1 interessa in maniera molto forte anche la stagione sul rosso; eppure Musetti deve cercare di non pensare ai punti da difendere ma concentrarsi unicamente su se stesso e su quella voglia di rivalsa che, siamo sicuri, metterà sul piatto per dimostrare che la sua classifica attuale sia bugiarda per difetto, non certo per eccesso.
Restando sull’attualità, Musetti a Monte-Carlo è di casa e conosce molto bene il contesto. Non ci riferiamo unicamente a site e strutture, che per ovvi motivi il carrarino conosce fin troppo bene, ma più che altro ai ricordi che nonostante la giovane età ha saputo già collezionare col tempo.
Back on the Monte-Carlo clay ??
— Rolex Monte-Carlo Masters (@ROLEXMCMASTERS) April 1, 2026
Welcome back to our 2025 finalist, Musetti ??#RolexMonteCarloMasters pic.twitter.com/Crm8irIULL