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Conosciamo meglio il mancino francese dall'indole fumantina e dal tennis creativo, con una forte passione per il pianoforte
di Maddalena Lai | 15 aprile 2026
Sarà Corentin Moutet l’avversario che Lorenzo Musetti troverà, dall’altra parte della rete, negli ottavi di finale dell’Atp 500 di Barcellona. I precedenti tra i due sono due a zero a favore dell’azzurro, che ha vinto entrambi gli incontri, sulla terra a Buenos Aires e sul cemento indoor a Vienna in due set netti.
Moutet, come ama definirsi, è “cento per cento parigino”. È infatti la capitale francese ad avergli dato i natali nell’aprile del 1999. Tuttavia, all’età di 12 anni, si trasferisce nel sud della Francia su invito della FFT (Fédération française de tennis) che, intuendone il talento, lo spinge ad allenarsi in una struttura federale.
Nel 2014 esordisce nel circuito professionistico, ma l’anno della svolta è il 2019, quando, grazie a diversi successi Challenger, Moutet riesce ad entrare nei primi 100 del mondo. Nel 2020, all’esordio stagionale, supera le qualificazioni dell’ATP di Doha e raggiunge la finale eliminando tennisti del calibro di Milos Raonic, Fernando Verdasco e Stan Wawrinka (testa di serie numero 1 del torneo). Nonostante la sua cavalcata trionfale, perde la sua prima finale nel circuito maggiore per mano di Andy Rublev, con il punteggio di 62 76.
Corentin Moutet (Getty Images)
Prima la pandemia da Covid-19 e poi una serie di prestazioni non brillanti rallentano la sua ascesa nel ranking, ma nel 2022, dopo essere prematuramente uscito sia agli Australian Open che al Roland Garros (dove perde per mano del suo idolo, Rafael Nadal), riesce a conquistare il quarto turno degli Us Open, dove cede al numero 7 del mondo Casper Ruud.
Il 2023 e il 2024 per il francese si chiudono con all’attivo un infortunio al polso, il settimo titolo Challenger e gli ottavi al Roland Garros, dove viene sconfitto in quattro set da Jannik Sinner.
Nel 2025, invece, Moutet raggiunge per la prima volta il quarto turno di un Masters 1000 agli Internazionali BNL d'Italia, dove esce per mano di Jack Draper. Nella lunga stagione sul cemento americano raggiunge poi la sua prima semifinale in un ATP 500 a Washington, dopo aver sconfitto nei quarti un Daniil Medvedev in piena crisi. Chiude l’anno al numero 31 del ranking portando a casa anche due finali, al Mallorca Championships e all’Almaty Open.
L’inizio del 2026 non è stato, invece, brillante. Fatta eccezione per il terzo turno raggiunto a Melbourne, Moutet non è riuscito a raccogliere grandi risultati.
Il tennis del parigino è fantasioso e divertente, ricco di variazioni e traiettorie mancine, ma, con il suo nuovo coach, lo svedese Mikael Tillström, è al lavoro per migliorare la potenza del suo gioco e l’uscita dal servizio. Un altro degli obiettivi dello svedese è cercare di incanalare la nota energia fumantina di Moutet per “trasformarla in concentrazione”. E chissà se, tra i tanti allenatori e mental coach che hanno seguito il francese nel corso della sua carriera, Tillström riuscirà nell’impresa di domare le sue intemperanze a favore del suo gioco.
10/10 artistry on match point! ?????@moutet99 sees off Buse in straights, 6-4 6-4.#BCNOpenBS pic.twitter.com/cEieJk3XiD
— Tennis TV (@TennisTV) April 13, 2026