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Alcaraz: "Per alcuni sono imbattibile, per altri un bersaglio"

Lo spagnolo racconta a Marca le emozioni del day after il successo in Qatar: "Contro Fils una delle mie migliori partite". Prima di partire per gli States lo attende una settimana a casa: "Mi aiuta, mi rilassa, dà valore a tutto il resto"

23 febbraio 2026

Carlos Alcaraz (Getty)

Carlos Alcaraz (Getty)

La partita giocata in finale a Doha contro Arthur Fils "la colloco tra le mie migliori 10 o 15 prestazioni di sempre". Parola di Carlos Alcaraz, intervistato da Marca sulla via di ritorno verso la Spagna dove ora trascorrerà qualche giorno di riposo prima di imbarcarsi alla volta degli Stati Uniti per i tornei di Indian Wells e Miami. 

"E' stata una finale completa - prosegue il numero uno del mondo - Sono stato aggressivo quando dovevo esserlo e rimasto paziente quando era necessario esserlo. Ma la verità è anche che ho affrontato un giocatore che mi ha dato molta tranquillità perché ha commesso molti errori e questo mi ha permesso di dominare: Fils è stato falloso, non so se perché confusosi col suo piano tattico o solo perché non gli riuscivano i suoi colpi, ma io mi sentivo molto tranquillo in campo e questo mi ha permesso di giocare un buon tennis". 

Con quello vinto in Qatar la collezione di trofei in bacheca per il murciano è arrivata a quota 26, di cui 9 vinti nelle sue ultime tredici uscite. Un bilancio che lo riempie di soddisfazione e che lui stesso ha così spiegato: "Sono contento, è per questo che lavoriamo: per vincere titoli e restare al vertice. I nove titoli vinti negli ultimi tredici tornei sono la dimostrazione della costanza che sto avendo - ha ammesso Alcaraz - Doha era un torneo che volevo giocare e vincere. Ma ciò che mi rende più felice è riuscire a raggiungere gli obiettivi che mi ero dato, è di questo che vado orgoglioso, ora è il momento di proseguire di questo passo". 

Una riflessione che suona come una dichiarazione d'intenti, la sua, perché erano proprio questi i tornei dove più era atteso al varco, Alcaraz, quelli dove maggiormente in passato era caduto vittima di cali di concentrazione che ne decretarono l'eliminazione. "Mentalmente sto facendo passi avanti", ha dichiarato ancora il fresco campione di Doha, tornato umile quando richiesto di commentare questo suo avvio di stagione - 12-0 il suo bilancio sin qui - all'insegna dell'imbattibilità: "Può darsi che così mi veda la maggior parte dei miei rivali, ma ce ne sono altri per cui sono invece diventato un chiaro obiettivo. Di sicuro avermi visto giocare a Doha o vincere in Australia può averli indotti a dire 'mamma mia Carlitos come sta giocando e come sta gestendo queste situazioni', e in caso di eventuali futuri scontri diretti è una sensazione che potrebbe metterli in maggiore difficoltà". 

In attesa di volare negli States dove andrà a caccia del tris a Indian Wells, torneo da lui vinto nel 2023 e nel 2024 e in cui l'anno scorso fu fermato in semifinale dal futuro vincitore del torneo Jack Draper, Alcaraz trascorrerà questa settimana a casa. Ancora incerto il programma che lo attende. Di sicuro c'è invece l'importanza che per lui ha sempre avuto riuscire a staccare la spina tra un torneo e l'altro - "Questi piccoli momenti di pausa sono quel che realmente mi aiuta" -, un atteggiamento che in molti ritengono possa essere stato alla base del divorzio col suo storico coach Juan Carlos Ferrero: "Stare a casa mi rilassa, mi tranquillizza, mi aiuta a dar il giusto valore a tutto il resto alla fine di ogni titolo o di ogni torneo".

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