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Le regole del gioco

Medical time-out e trattamenti: un caso speciale per fare chiarezza

Infortuni, sospensioni, decisioni arbitrali: quando un giocatore sente male il regolamento dice come bisogna comportarsi ma ci sono molte variabili, alcune - come vedremo - perfino discrezionali… non solo per quanto riguarda l’arbitro ma anche per il fisio

05 febbraio 2020

Durante gli Australian Open si è molto parlato di infortuni, medical time out, trattamenti sì o trattamenti no. Nelle qualificazioni il caso ‘subito’ dall’azzurro Alessandro Giannessi (ma in quel caso c'erano coinvolti i crampi), poi in finale i trattamenti ricevuti da Djokovic. Non sempre è chiaro quello che si può o non si può fare, che è giusto o non è giusto fare.

Analizziamo un caso specifico, abbastanza complesso, per capire come è giusto comportarsi sia dal punto di vista dell’arbitro che da punto di vista dei giocatori impegnati.

Il giocatore A, mentre gioca contro il giocatore B, ravvisa un dolore alla caviglia dopo un lungo scambio perso, che porta, su servizio di A, al punteggio di 0-30 in favore di B. Siamo nel 1° game del 2° set, dopo che il 1° set è stato vinto da A. Il giocatore A segnala subito all’arbitro un dolore alla caviglia che vorrebbe fosse visionato quanto prima dal medico. L’arbitro ravvisata la possibilità di A a poter continuare nel gioco, lo avvisa che farà intervenire il medico al prossimo cambio campo.

Il gioco prosegue e sull’1-0 in favore di B, al cambio campo l’arbitro chiama il medico per far valutare la condizione di A. Trattata la caviglia, A ritorna in campo continuando a ravvisare qualche fastidio, perde il secondo game e sotto 2-0 richiede un nuovo intervento in campo del fisioterapista all’arbitro, questa volta accasciandosi al suolo per i forti dolori sempre alla stessa caviglia.

Si potrebbe pensare che l’arbitro, a questo punto, abbia due alternative:

  • 1) L’arbitro avvisa A che il gioco deve continuare, non può interrompersi e che potrà richiedere nuovamente l’intervento del fisioterapista solo al prossimo cambio campo e non prima, ma A non riesce a proseguire per i dolori lancinanti, per cui rinuncia a giocare il 3° game. Sul punteggio di 3-0 per B, quindi al 1° cambio campo utile, potrà rientrare il medico per trattare nuovamente la caviglia?
  • 2) L’arbitro avvisa A che il gioco deve continuare, non può interrompersi e che potrà richiedere nuovamente l’intervento del fisioterapista solo tra 2 cambi campo e non prima, ma A non riesce a proseguire per i dolori lancinanti, per cui rinuncia a giocare il 3°, 4° e 5° game. Sul punteggio di 5-0 per B, quindi dopo due cambi campo, potrà rientrare il medico in campo per trattare nuovamente la caviglia?

In realtà però nessuno dei due possibili scenari è corretto. Vediamo perché.

Quando il giocatore chiede di vedere il fisioterapista, gli viene concesso sul punteggio di 1-0 del secondo set. Ricevuto il trattamento dei 3 minuti, costui torna a giocare e sul 2-0 cade per terra per il dolore.

Intanto il fisioterapista è l’unico a poter stabilire se la condizione si è aggravata o meno: se la considera aggravata, il giocatore potrà ricevere immediatamente nuovamente i 3 minuti di trattamento medico (proprio perché la situazione si è aggravata e quindi nuovamente trattabile).

Se invece il fisioterapista non la dovesse considerare “aggravata” (e quindi non trattabile), se il giocatore è in grado di riprendere il gioco lo farà e al cambio di campo potrà usufruire del trattamento di 1 minuto cioè “solamente per la durata del cambio campo”.

Nel caso però non potesse riprendere a giocare, al giocatore si applicherebbe il punteggio penalizzato cumulativo (codice di condotta) per perdita di tempo, fino a che non potrà riprendere a giocare.

Ovviamente in questo caso specifico, se A non riprendesse a giocare, dopo il primo avvertimento, subirebbe la perdita del punto, e successivamente la perdita del gioco. A quel punto il punteggio diventerebbe 3-0 per B e, proprio a quel punto, intervenendo il cambio campo, il giocatore potrà ricevere il trattamento della durata del cambio campo.