-
L'angolo dell'insegnante

Insegnare con un sistema strategico (Parte 2)

Il successo di molte squadre sportive si fonda sull’applicazione di sistemi strategici. Perché non fare così anche nel tennis? Mark Phillips ci illustra gli elementi e i vantaggi del suo sistema.

di | 18 gennaio 2020

(segue dalla Parte 1)

I VANTAGGI

1. OBIETTIVI TATTICI BEN DEFINITI E CAPACITÀ DI EFFETTUARE PRECISI ADEGUAMENTI TATTICI

Insegno ai giocatori ad eseguire una lettura strategica istantanea e a scegliere una tattica. Uso un sistema di bersagli sul campo, denominati con precisione. Se un giocatore è completamente concentrato su questo sistema, mirerà ogni volta ad un bersaglio.

Come in quasi tutti gli sport, così anche nel tennis l’attacco richiede precisione. L‘unica differenza è che nel nostro sport la mancata precisione costa un punto, un game, un set o una partita. Nella maggior parte degli altri sport, quando si fallisce la possibilità di andare a punto, il punteggio rimane invariato. È uno dei motivi per cui ritengo che la precisione sia così importante nel nostro sport.

Quando un giocatore è concentrato sul suo bersaglio e riconosce che sta commettendo errori, può adattare i suoi bersagli. Chiamo questo processo “preciso adeguamento tattico”. Il sistema fornisce al giocatore un riscontro oggettivo, che gli consente di adattarsi durante un punto, un game o una partita, valutando l‘efficacia della sua selezione e della sua esecuzione.

Questo processo può essere ulteriormente sviluppato. Gli obiettivi offensivi sono, per loro natura, più rischiosi (più vicini alle tre linee di confine). Se un giocatore sceglie l‘attacco, seleziona il suo bersaglio e riconosce che il suo avversario è (più o meno) fuori posizione, può prendere la decisione di colpire un preciso bersaglio più sicuro per evitare i confini del campo ed accrescere così la sua percentuale di realizzazione offensiva.

Se un giocatore padroneggia un sistema strategico, stabilisce anche una serie di priorità tattiche per tutte le situazioni. È in grado di utilizzare la tattica più affidabile quando è necessario, ma può anche utilizzare una seconda o una terza opzione, in base alle circostanze di gioco. Questo fornisce al giocatore un arsenale di armi tattiche per ottimizzare il suo repertorio di abilità fisiche.

2. Ottimizzazione dei tempi

Insegno ai giocatori a usare un semplice processo mentale per leggere la situazione strategica, che innesca una tattica specifica. Questo ottimizza la capacità di pianificare il colpo successivo con precisione (tattica) e più velocemente dell’avversario. L’abilità di effettuare efficacemente una selezione del colpo più velocemente rispetto all’avversario fornisce un vantaggio netto. Inoltre questo processo di “lettura e scelta“ con l’allenamento diventa automatico e avviene più velocemente.

Insegno anche ai giocatori una struttura precisa su quando e dove muoversi in avanti (per rubare tempo all’avversario) o all’indietro (per avere più tempo per reagire), basata su una lettura strategica istantanea.

3. Controllo dello spazio

Il mio sistema divide il campo in zone o aree che forniscono uno schema per il posizionamento esatto, consentendo a un giocatore di sfruttare la geometria del campo. Quando un giocatore è posizionato correttamente, riconosce la posizione del suo avversario e comprende i rischi associati alla forma del campo ed ai suoi confini, diventa esperto nella gestione del rischio. Diviene esperto nel scegliere quando provare a muovere l’avversario.

Le selezioni dei colpi sono fatte usando criteri oggettivi. Il sistema identifica anche obiettivi precisi per definire le zone e quantifica il margine di errore in modo chiaro su ogni colpo. Quando si prendono costantemente rischi più intelligenti, basati sulla geometria del campo, sulla propria posizione rispetto all’avversario e sull‘altezza della rete, se ne trarrà vantaggio rispetto ad un giocatore con abilità fisiche simili.

4. Quantificazione dei dati

La rilevazione statistica sta invadendo tutti gli sport ed è utilizzata dagli allenatori per dettare la strategia, portando a più vittorie. Il mio sistema statico richiede che un giocatore colpisca obiettivi ben definiti.

Se il giocatore è veramente concentrato, le informazioni che raccogliamo su dove atterrano i suoi colpi sono utili al 100%. Ciò rende molto semplice l‘analisi del match. Entrambi, giocatore e allenatore, possono facilmente riconoscere i punti di forza e i punti deboli di un determinato giocatore. Sia giocatore che allenatore sanno quanto precisamente un giocatore sia in grado di controllare direzione e profondità, in tutte le sue tattiche.

(continua…)

* Mark Phillips è un PTR e USPTA Professional. Attualmente è membro dello staff professionista presso l‘Oxford Athletic Club di Pittsburgh, in Pennsylvania. Ha allenato all‘ USTA Competition Training Center per 20 anni ed allena e segue le squadre nazionali ai tornei.