-
L'intervista

Così si raccontava Roger Federer: la prima intervista a SuperTennis | VIDEO

Nel 2009 Roger Federer concedeva per la prima volta un'intervista a SuperTennis. Era il 2009, era da poco diventato padre. Tanti i temi: la nascita delle gemelle Myla Rose e Charlene Riva, i suoi idoli sportivi, il celebre articolo di David Foster Wallace che paragonava il suo tennis a un'esperienza religiosa

23 agosto 2026

20260823_Screenshot_2026_08_23_134528.png

Roger Federer entrerà nella International Tennis Hall of Fame, il riconoscimento di maggior prestigio nel tennis mondiale. La cerimonia è in programma il 29 agosto. Lo svizzero tornerà anche in campo per un'esibizione a Flushing Meadows, sede dello US Open, martedì 25 agosto: l'evento sarà trasmesso in diretta su SuperTennis, in chiaro e gratis.

Per celebrare l'occasione vi proponiamo la prima intervista andata in onda su SuperTennis al campione svizzero. Era il 2009, era da poco diventato padre. Proprio dalla nascita delle gemelle Myla Rose e Charlene Riva partiva l'intervista, in cui Federer si raccontava in maniera profonda e non banale.

"Cercare di essere la miglior versione di me come giocatore e come padre è una sfida meravigliosa" diceva. 

Era un Federer felice della sua carriera e della sua vita. "Ovunque vada, le persone sono felici di vedermi. E per me è una sensazione fantastica sapere che posso viaggiare per il mondo e avere le persone dalla mia parte. Nel tennis non puoi vincere sempre. Il nostro è uno sport spietato: perdi e sei fuori dal torneo. E se non vince qualche tornei, scrivono che sei in crisi. Se qualcun altro vince, è subito la nuova superstar. Nel tennis le cose cambiano molto, molto velocemente".

Leggi anche - 7 motivi per cui Roger Federer è un campione iconico (Fusani)

Federer ha saputo affrontare quei cambiamenti e generazioni di avversari, come i suoi idoli sportivi. "Il mio eroe da ragazzo era Michael Jordan. Ha fatto cose incredibili anche Muhammad Ali, così come Tiger Woods, e Francesco Totti oggi sono amici miei. Nel tennis mi piacevano Stefan Edberg e Boris Becker, come guardare le partite tra Pete Sampras e Andre Agassi".

Nel corso dell'intervista, lo svizzero parla di uno degli articoli più celebri dedicati a uno sportivo, "Roger Federer come esperienza religiosa" di David Foster Wallace. "Ricordo di aver fatto un’intervista a Wimbledon e di aver trascorso mezz’ora con lui. Pensavo fosse una delle interviste più strane che avessi mai fatto, perché ricordo di essermene andato pensando: 'Chissà di cosa parlerà l’intervista'. E poi, ha scritto questo pezzo incredibile - ha detto - E' davvero molto triste che si sia tolto la vita. Penso penso che, grazie a persone come lui, il mondo sia oggi un posto molto migliore".

Leggi anche - Tutti i record di Federer (Marianantoni)

Grazie, Roger: il meglio della sua magica carriera

Grazie, Roger: il meglio della sua magica carriera

Esperienza religiosa o no, essere Roger Federer, dice, non è poi così difficile. "Per i tennisti, e per me in particolare, essere molto flessibili e aperti verso culture, religioni, continenti e persone diverse sia fondamentale. Mi piace incontrare persone nuove e di ogni tipo in giro per il mondo e adoro viaggiare - dice - Ho paura delle montagne russe e del paracadutismo. Non ho bisogno di questo tipo di scarica di adrenalina. E certo, ho paura di varie cose, come ragni, serpenti e roba del genere".

C898240F-C454-42CE-9E7C-FA8775355271
Play

Esperienza religiosa o no, essere Roger Federer, dice, non è poi così difficile. "Per i tennisti, e per me in particolare, essere molto flessibili e aperti verso culture, religioni, continenti e persone diverse sia fondamentale. Mi piace incontrare persone nuove e di ogni tipo in giro per il mondo e adoro viaggiare - dice - Ho paura delle montagne russe e del paracadutismo. Non ho bisogno di questo tipo di scarica di adrenalina. E certo, ho paura di varie cose, come ragni, serpenti e roba del genere".

Ai suoi tifosi, soprattutto più giovani, in quell'intervista ha lasciato messaggi utili e importanti ancora oggi. "Cerco di essere un modello per i bambini che stanno crescendo, di ispirarli a fare sport, perché penso che sia molto salutare - spiega - Il tennis è anche un ottimo strumento educativo e di apprendimento, andiamo in campo per  vincere ma sempre nel rispetto delle regole. [Noi campioni] dovremmo essere grati alla generazione che ci ha preceduti, alle persone che hanno fatto così tante cose importanti e che hanno permesso che oggi ci siano tanti tifosi. Spero in qualche modo di riportare queste cose in primo piano e farci ricordare di tutti quelli a cui dobbiamo essere grati".

Loading...

Altri articoli che potrebbero piacerti