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Iva Jovic ha iniziato il percorso a Charleston battendo Alycia Parks. Nel Media Day aveva raccontato di essere affascinata da Djokovic e Agassi, fonti di ispirazione per diversi e importanti motivi
01 aprile 2026
La diciottenne Iva Jovic, la giocatrice più giovane in tabellone al Credit One Charleston Open, il WTA 500 sulla terra verde trasmesso in diretta e in chiaro su SuperTennis, ha vinto la sua prima partita in assoluto nella storia del torneo. Attualmente numero 16 del mondo, il suo best ranking, ha sconfitto Alycia Parks, numero 97, 63 62. Ha iniziato così il suo terzo torneo WTA sulla terra in carriera dopo i due disputati nel 2025, a Bogotà, dove aveva battuto Parks nel loro unico precedente confronto diretto, e al Roland Garros.
Jovic, che ha vinto 14 delle 18 partite giocate in stagione contro giocatrici fuori dalla Top 50, ha iniziato la stagione con un exploit suonato come un annuncio, come una dichiarazione d'intenti. Battuta in finale a Hobart da Elisabetta Cocciaretto, semifinalista a Auckland, all'Australian Open è diventata la più giovane statunitense a raggiungere i quarti di finale dai tempi di Venus Williams nel 1998. E l'ha fatto senza cedere nemmeno un set prima di cedere contro la numero 1 del mondo Aryna Sabalenka.
In conferenza stampa a Charleston, Jovic ha raccontato la sua ammirazione per il 24 volte campione Slam Novak Djokovic, con cui condivide in parte le origini: Iva è infatti nata negli USA da padre serbo, Bojan, e madre croata, Jelena. "È incredibile ciò che ha fatto come giocatore. Ma la cosa che mi colpisce di più è lui come persona, tutto ciò che fa per essere un buon tennista. Fa tanto per diventare una persona migliore e più completa. Più che nei momenti in campo, è questo che lo rende migliore, perché nel tennis i margini sono davvero minimi - ha detto - Novak conosce davvero bene se stesso. Ho iniziato anch’io a fare alcuni cambiamenti nelle mie routine, cercando di integrare il più possibile ciò che fanno persone come lui".
Meno scontato il suo apprezzamento per Andre Agassi, che non ha mai potuto veder giocare dal vivo, perché si è ritirato un anno prima che nascesse. "Andre è una persona speciale, e penso che il modo in cui parla di tennis sia affascinante - ha detto - È evidente che è estremamente intelligente. Il suo approccio è molto calcolato, come una partita a scacchi quando parla del gioco. È davvero interessante. Spero di poter parlare con lui prima o poi".
Con questi maestri, e una chiara visione della strada da percorrere, Jovic è pronta a prendersi il futuro.