La 18enne di origini serbo-croate è salita al numero 20 Wta dopo i quarti di finale agli Australian Open. Dagli intrecci giovanili con Grant, a Djokovic e Sinner: ecco il profilo della più giovane rappresentante della Top-100
15 febbraio 2026
Il mondo del tennis sta scoprendo in queste prime settimane del 2026 tutto il talento di Iva Jovic. La diciottenne statunitense, cresciuta in California da genitori emigrati dai Balcani (mamma croata e papà serbo), è reduce dai quarti di finale agli Australian Open - miglior risultato in carriera in un torneo dello Slam -, arrivati dopo la semifinale nel Wta 250 di Auckland e la finale persa nel pari categoria di Hobart contro Elisabetta Cocciaretto.
Vincitrice del primo titolo nel circuito maggiore a Guadalajara nella passata stagione, Jovic ha bruciato rapidamente le tappe, arrivando a scalare la classifica mondiale a suon di vittorie anche a livello Itf - tre successi, l’ultimo nel W100 di Charlottesville ad aprile 2025 - e Wta 125, con l’affermazione del giugno scorso sull’erba di Ilkley che le ha aperto per la prima volta le porte della Top-100.
Considerata come una delle tenniste statunitensi più promettenti della sua generazione già durante l’esperienza nel circuito Juniores, conclusa con il best ranking al numero 2 del mondo e la conquista di due Slam in doppio con Tyra Caterina Grant (Australian Open e Wimbledon 2024), la nativa di Torrance è riuscita a portare a termine il difficile compito di riconfermarsi anche al piano superiore, giungendo in pochi mesi nell’élite del tennis mondiale.
Iva Jovic (Getty Images)
“Sento di essere ancora in piena fase di transizione - ha raccontato Jovic -, anche perché sono giovane e sto ancora imparando tanto nel circuito. La famiglia è tutto per me, mi ha aiutata a trovare equilibrio mentre affrontavo questa nuova dimensione da professionista a tempo pieno”. Destinata a tornare in campo tra pochi giorni nel Wta 250 di Austin, Iva Jovic (nata il 6 dicembre 2007) è la più giovane giocatrice presente in Top-100, davanti alla russa Mirra Andreeva e alla ceca Tereza Valentova. Nonostante i già ottimi risultati conseguiti nel circuito Wta, la statunitense ha ancora ampi margini di miglioramento. Giocatrice dal tennis moderno, è cresciuta osservando i successi di Novak Djokovic - che agli ultimi Australian Open le ha dato dei consigli tattici per affrontare il match con Jasmine Paolini - e Serena Williams, mentre ora si è detta affascinata dallo stile di Jannik Sinner, sua principale fonte d’ispirazione, e da Belinda Bencic.
Seguita dal 33enne britannico Tom Gutteridge, coach in forza alla USTA, Jovic è dotata di un ottimo rovescio a due mani ed è in grado di trovare buoni angoli al servizio. Alta un metro e 73 centimetri, ha un fisico minuto che le permette di muoversi sul campo con estrema rapidità, mantenendosi sempre aggressiva sin dalla risposta - dopo Paolini e Andreeva, è la Top-20 con la percentuale più alta di punti vinti sulle prime di servizio delle avversarie - e vicina alla riga di fondocampo, dalla quale costruisce il proprio gioco, senza tuttavia eccedere in variazioni con lo slice per cambiare il ritmo. È questo, senza dubbio, uno degli aspetti su cui dovrà lavorare maggiormente nel prossimo futuro, anche perché - non solo per motivi strettamente legati alla propria classifica - partite come quelle di Auckland e Melbourne contro giocatrici dal calibro di Svitolina e Sabalenka la vedranno protagonista con una frequenza sempre maggiore.
Iva Jovic in azione (foto Getty Images)
Quel che colpisce di Jovic, al di là degli aspetti puramente tennistici, è la sua capacità di restare (quasi) sempre all’interno delle partite, cercando di cancellare rapidamente i momenti negativi e di trovare subito le migliori soluzioni per rimettersi in carreggiata. A detta della stessa giocatrice statunitense, il suo carattere e la forza mentale sono una diretta conseguenza del background della sua famiglia. “Le mie radici - ha spiegato Jovic - hanno davvero definito chi sono. Porto con me ogni giorno il modo di pensare tipico dei Balcani, sia in allenamento che in partita. Essere nata e cresciuta negli Stati Uniti mi ha permesso di prendere il meglio da entrambe le culture, sviluppando una visione più ampia”.
“Iva ha iniziato la stagione in un modo incredibile - ha detto coach Gutteridge, al fianco di Jovic da quattro anni, in un’intervista al portale della USTA -. È ancora giovane, quindi può crescere parecchio: la sua natura competitiva è incredibile, non si arrende mai e raramente incappa in una giornata storta”. In attesa di capire fin dove potrà spingersi, in un circuito Wta sempre più all’insegna dell’imprevedibilità e ricco di giovani in rampa di lancio, Iva Jovic guarda al futuro con grande fiducia, consapevole di avere tutti i mezzi per ritagliarsi altre grandi soddisfazioni. Più stella (nascente) che meteora.