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Eala si racconta: l'intervista al suo idolo Sharapova

La filippina ha raccontato la sua storia e il suo modo di gestire la crescente celebrità in una lunga intervista a Maria Sharapova per il suo podcast "Pretty Tough"

| 09 ottobre 2026

Alexandra Eala saluta il pubblico (foto Getty Images)

Alexandra Eala saluta il pubblico (foto Getty Images)

"Voglio essere la migliore versione possibile di me stessa, così da rappresentare un buon esempio per chiunque mi consideri un modello da seguire". Abbraccia il peso del successo e della notorietà la giovane Alexandra Eala, prima filippina in Top 20 nel ranking WTA e prima ad aver vinto un titolo in singolare nel circuito maggiore. Seguita in ogni tornei da un numero crescente di tifosi, Eala è stata protagonista di Pretty Tough, il podcast condotto da Maria Sharapova, il modello a cui la filippina ha sempre raccontato di essersi ispirata.

Da bambina, ha raccontato, Eala ha imparato presto ad essere, per citare il titolo del podcast, "Pretty Tough", ovvero abbastanza tosta. Il nonno Lolo Bob ha iniziato ad allenarla quando aveva appena tre anni. Gli ha dato consigli importanti e insieme l'ha abituata a una routine che prevedeva allenamenti in palestra alle 4:45 del mattino prima di andare a scuola.

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A 13 anni, poi, ha scelto di trasferirsi alla Rafa Nadal Academy di Maiorca, in Spagna. "Una delle cose che ho imparato su me stessa negli ultimi due mesi sia la mia capacità di soffrire - ha detto - Naturalmente è sempre più facile divertirsi quando si vince e, quando si è in una serie positiva, ci si dimentica cosa significhi perdere ripetutamente. Ultimamente, però, mi sono ritrovata quasi ad aspettare con impazienza quei momenti in cui sono senza fiato o particolarmente nervosa. Ho imparato ad affrontarli a testa alta e persino a godermeli".

Eala ha ricordato anche i consigli di Nadal sull'importanza di scegliere le persone giuste da tenere accanto. E una lezione che ha fatto proprio nel corso di questa stagione densa di primati e prime volte: dare il massimo e giocare una grande partita non sono necessariamente la stessa cosa.

I prodotti della Nadal Academy

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Prima filippina negli ottavi di uno Slam, dopo la vittoria su Iga Swiatek a Wimbledon, campionessa lo scorso agosto a Washington dopo aver battuto in finale Jessica Pegula, medaglia di bronzo in singolare femminile ai XX Giochi asiatici, Eala sa che cosa comporta essere diventata un punto di riferimento nelle Filippine.

Il suo nome, in termini di popolarità, è stato accostato a quello di Manny Pacquiao, primo atleta filippino diventato una star globale, e a tutt'oggi unico pugile nella storia a essere diventato campione del mondo in otto categorie di peso, risultato che lo ha portato nella Boxing Hall of Fame.

"Sono consapevole del peso che comporta rappresentare il proprio Paese. So che c’è un vasto pubblico che mi guarda e mi considera un punto di riferimento", ha raccontato Eala durante l’intervista.

Essere uno dei simboli sportivi del suo Paese, ha aggiunto, significa rendere omaggio non soltanto alla sua bandiera, ma anche alle persone e alla cultura che hanno contribuito a plasmare la sua identità. "Cerco di fare del mio meglio - ha ammesso - e di rappresentare la mia cultura e queste persone meravigliose come meritano".

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