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Alexandra Eala racconta che effetto fa essere considerata un'ispirazione e accostata in patria a un star globale come il pugile Manny Pacquiao
di Alessandro Mastroluca | 14 agosto 2026
"E' incredibile quanto l’ispirazione possa influenzare le altre persone", ha detto Alexandra Eala alla vigilia della sua prima partita in carriera al Cincinnati Open, il WTA 1000 dove il suo idolo Maria Sharapova vinse il titolo nel 2011. Testa di serie numero 17, la filippina esordirà contro la rumena Elena-Gabriela Ruse al Lindner Family Tennis Center.
Passando tanto tempo lontana da casa, perché impegnata nei tornei, Eala ha ammesso di non aver percepito appieno la portata del suo impatto nelle Filippine, una nazione di circa 120 milioni di abitanti. "Quando sono tornata a casa, mi si sono davvero aperti gli occhi" ha ammesso.
Nata a Quezon City, a nord-est della capitale Manila, Eala ha impugnato una racchetta per la prima volta all’età di quattro anni. Giocava spesso con il nonno, ormai scomparso, e con il fratello Miko, che avrebbe avuto una carriera di successo a livello universitario alla Penn State University.
Nel 2018 “Alex” e Miko hanno preso la coraggiosa decisione di trasferirsi dall’altra parte del mondo per allenarsi alla Rafa Nadal Academy. Eala aveva 13 anni e quell'anno vinse il prestigioso torneo U14 Les Petits As in Francia, battendo in finale Linda Noskova, la campionessa di Wimbledon di quest’anno.
Ex campionessa dello US Open juniores, Eala ha debuttato in uno Slam solo l'anno scorso, al Roland Garros. Un anno dopo è entrata tra le prime 20 del mondo, è diventata a Wimbledon la prima filippina alla seconda settimana di un major, e a Washington la prima con un titolo WTA all'attivo. Un traguardo storico, ottenuto superando tra le altre la ex numero uno del mondo Naomi Osaka e, in finale, Jessica Pegula.
"So che non avrei vissuto queste esperienze se prima non avessi fatto tutto il lavoro che ho fatto. Mi ha davvero aiutato a crescere come persona e a vedere le cose da una prospettiva diversa", ha detto Eala, sempre più orgogliosa delle proprie radici e della propria cultura.
Ci tiene, ha aggiunto, ai contatti con i suoi tifosi che la seguono con entusiasmo e calore in tutto il mondo. "Bastano un paio di frasi da parte loro per avere uno scorcio delle loro storie, di come il tennis abbia avuto un impatto sulle loro vite, oppure di come essere filippini e il loro orgoglio per questo li abbiano influenzati personalmente", ha detto la mancina.
Rientrata a casa dopo Wimbledon, ha ricevuto uno speciale riconoscimento da parte del presidente delle Filippine Ferdinand Marcos Jr. che le ha conferito una Presidential Citation durante una cerimonia al Palazzo di Malacañang.
Alexandra Eala festeggia il titolo a Washington ( Getty Images)
La targa riconosce il valore dei suoi "storici traguardi, in quanto prima donna filippina capace di risultati senza precedenti nel tennis professionistico, ottenuti dimostrando talento eccezionale, perseveranza e incrollabile determinazione".
Il messaggio sottolinea anche come Eala porti "orgoglio, onore e gioia alla nazione" e come "abbia ispirato una nuova generazione di atleti filippini a perseguire l'eccellenza attraverso il duro lavoro, la disciplina e la dedizione".
Conferma questo quadro Tonette Mendoza, direttrice esecutiva della Philippine Tennis Association (la Federtennis filippina). "Oltre ad aver portato più persone a guardare il tennis, è riuscita anche a far sì che la gente iniziasse a giocare", ha dichiarato all’agenzia di stampa France Press. "Al giorno d’oggi riuscire a prenotare un campo da tennis è quasi impossibile", ha aggiunto Czarina Arevalo, allenatrice delle squadre nazionali femminili Under 14 e Under 12.
La popolarità di Eala non si limita al è andata ben oltre il campo da tennis. Dopo il suo percorso a Wimbledon, si è concessa un viaggio di tre giorni in Svezia. A Stoccolma ha avuto anche la fortuna di sul palco insieme a Bud Bunny nella "casita", la riprosuzione di una vera casa a Porto Rico, posizionata al centro del palco, in cui prima dello show canta con pochi fan e ospiti selezionati.
In patria, si inizia ad accostare il suo nome, in termini di popolarità, a quello di Manny Pacquiao, primo atleta filippino diventato una star globale, e a tutt'oggi unico pugile nella storia a essere diventato campione del mondo in otto categorie di peso, risultato che lo ha portato nella Boxing Hall of Fame.
Nessuno si era mai nemmeno avvicinato nelle Filippine al suo status. Nessuno prima di Alexandra Eala. "Pacquiao è una vera leggenda dello sport per noi. Ha fatto molto per spianare la strada agli atleti filippini - ha detto - Dava a tutti noi una sensazione bellissima: avevamo qualcuno per cui unirci e fare il tifo. Quando guardavo i suoi incontri da casa, non mi era mai passato per la mente che un giorno sarei stata paragonata a lui. Sono ancora molto, molto lontana dai livelli di Pacquiao, ma credo che entrambi i nostri percorsi siano bellissimi".