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Da un lato l'eclettico australiano uscito indenne dalle sfide a Moutet e Musetti. Dall'altro l'italiano a caccia del suo primo ottavo di finale a New York. Le insidie non mancano, la calma sarà l'alleata più preziosa
Ronald Giammò | 05 settembre 2026
Mai spintosi oltre il terzo turno degli US Open, Luciano Darderi potrà contro l'australiano Dane Sweeny provare a spezzare questa maledizione e raggiungere il quarto turno del torneo l'anno scorso preclusogli dal futuro vincitore Carlos Alcaraz. Uno scenario, quello di un'eventuale sfida alla prima testa di serie del seeding, che per l'azzurro potrebbe ripetersi qualora anche Alexander Zverev uscisse vincitore dalla sfida contro il cileno Alejandro Tabilo.
Darderi, testa di serie n.21 del tabellone, è reduce da due vittorie entrambe colte in quattro set ma dal diverso peso. Se quello col britannico Wendelken era stato un esordio all'insegna della presa d'informazioni, il successo contro il ceco Svrcina è stato invece raggiunto in virtù di una maggiore e più costante solidità e di una consapevolezza che, seppur minata da qualche passaggio a vuoto costatogli un set, l'italiano non ha mai messo in discussione legittimando fino in fondo i suoi successi.
Dan Sweeny sarà però rivale diverso da quelli fin qui affrontati. L'australiano ha collezionato due vittorie 'agevoli': Moutet, suo rivale al primo turno, si è ritirato anzi tempo e Musetti ha chiuso il suo match all'insegna di un malessere dovuto al caldo che gli ha impedito di performare al meglio. Arriva quindi al match più fresco, galvanizzato nella classifica - un terzo successo gli consentirebbe di entrare tra i top100 - ma ancora privo di risposte complete circa il suo gioco: stanchezza, pressione, tenuta, tutte circostanze che l'attuale n.123 del mondo non ha ancora verificato fino in fondo.
E però sa Sweeny di poter contare su un tennis che, finché abili alla contesa, non ha certo reso facile la vita dei suoi primi due rivali. Agonismo, doti atletiche, estro, imprevedibilità, coraggio: è un tennis, il suo, complicato da inquadrare, frenetico e polifonico, e per questo più difficile da disinnescare. Specialmente per un giocatore dallo stile di Darderi, abituato a costruire i suoi successi sul ritmo e la pressione costante esercitata dal fondo, e meno a suo agio quando opposto a rivali capaci di cambiar spesso le carte in tavola. E tra risposte in avanzamento e colpi e discese a rete controtempo, Sweeeny si è dimostrato valido interprete di questo copione. Il copione di chi sa di non avere una cassetta degli attrezzi molto ampia a sua disposizione e per questo deciso a puntare tutte le sue fiches su ciò che gli riesce meglio. Sfavorito dal pronostico, se eliminazione dev'essere, che sia almeno priva di rimpianti e giunta al termine del match che aveva in mente di giocare. Un match che per questo si presenterà a Darderi come un bel grattacapo da risolvere. Farlo un colpo alla volta, punto dopo punto senza farsi trascinare dalla frenesia, appare il modo migliore per provare ad intestarselo.