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Musetti-Sweeny: tutti i colori dell'estro in mostra a New York

Lorenzo Musetti affronta Dane Sweeny, conosciuto per i colpi in tuffo e per un modo di stare in campo non troppo serioso. Eppure ha conosciuto il peso eccessivo delle aspettative e i dubbi sulle sue qualità fino a lasciare il tennis per due mesi. Ora racconta la sua vita nel tour nel suo canale YouTube

| 03 settembre 2026

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Questione di feeling, di sensazioni positive. Lorenzo Musetti a New York si sente bene. Fin dal primo giorno, ha detto. Fin dalla finale junior del 2018.Anche se i risultati allo US Open non sono stati a lungo esaltanti, per gli standard raggiunti dal carrarino altrove: terzo turno nel 2022 dopo aver battuto al primo Goffin recuperando da sotto 2-5 al quinto set; terzo turno nel 2024 dopo aver salvato due match point contro Kecmanovic. L'anno scorso però, ha infilato una serie di 12 set consecutivi nelle prime quattro partite prima di fermarsi contro Jannik Sinner nel primo quarto di finale tutto italiano in uno Slam in singolare maschile.

Oggi, dopo il convincente esordio che l'ha reso il quarto italiano con almeno 20 partite vinte in stagione, affronta l'australiano Dane Sweeny (123 ATP). Sarà la sua 18ma partita in stagione contro un avversario fuori dalla Top 30. Finora ne ha vinte 16, ha perso contro l'ungherese Marton Fucsovics, allora numero 56, a Indian Wells.

Dal rientro sui campi di Washington, Musetti ha disputato due quarti di finale in tre tornei: ha perso due volte dallo spagnolo Jodar e a Cincinnati da Tiafoe. "Non pensavo di rientrare e di sentirmi così bene sin da subito. Ho perso due volte con Jodar, che ha giocato bene in questa trasferta americana, e con Tiafoe è stata una partita lottata e aperta". 

Per Musetti, quelli post Melbourne, sono stati mesi complicati, ha raccontato: “C'è voluta molta pazienza nella gestione degli infortuni in questi mesi. Per me è stato un po’ frustrante ripartire e poi infortunarmi di nuovo, ripartire e fermarmi ancora. Ho passato molto tempo a riflettere su quale fosse il problema, non è stato facile individuare una causa precisa”.

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E' una sensazione che conosce bene anche l'australiano. Chi non lo conosce bene, ma magari si è imbattuto in qualche suo video, può pensare a Sweeny come a un giullare. In campo si fa notare per una serie di colpi in tuffo. "A volte non riesco proprio a evitarlo. Mi ritrovo in aria prima ancora di rendermene conto - ha detto all'ATP - A volte può portare a conquistare dei punti davvero belli. Può essere divertente da vedere, ma io cerco semplicemente di fare tutto il possibile per vincere, quindi sono disposto a lanciare il mio corpo ovunque pur di riuscirci".

A Brisbane, quest'anno, ne ha fatta una delle sue. Alla fine della partita persa contro Reilly Opelka, 40 centimetri più alto di lui, si è messo in piedi una sedia per stringergli la mano: una citazione di quanto già fatto dall'israeliano Dudi Sela contro Ivo Karlovic. "Cerco semplicemente di non prendere il tennis in maniera eccessivamente seria" ha raccontato all'ATP.

Eppure, come spesso accade, chi offre divertimento non sempre conosce solo i lati positivi della vita, quando non è sulla scena. Vale anche per Sweeny, che in un anno, tra il 2024 e il 2025, si è ritrovato dalle soglie della Top 200 fino alla posizione numero 680. In quel periodo, dopo Wimbledon 2024, ha anche smesso col tennis per due mesi. "Avevo iniziato davvero a non sopportare più il tennis - ha ammesso. «Non volevo stare in campo. Mi sembrava di soffrire. Non mi stavo godendo il percorso.

Dane Sweeny (US Open)

Dane Sweeny (US Open)

"Non ero nemmeno sicuro che avrei giocato di nuovo - ha raccontato a The First Serve - Ma durante quel periodo ho capito che il tennis è qualcosa che amo. Mi mancava la sensazione di competere. Mi mancava il rumore della palla che usciva dalle corde della racchetta". Al ritorno smette di misurarsi col metro delle vittorie. Migliora come giocatore, migliora come persona. Allenta la pressione, e migliorano anche i risultati. Un messaggio che ha scelto di condividere, attraverso il canale YouTube Life on the Tour che ha creato insieme al connazionale Calum Puttergill.

Questa sarà una sicuramente una giornata doppiamente particolare per lui. E' infatti grande amico di Tristan Schoolkate, avversario di Cobolli, che ha sviluppato una stretta amicizia con Musetti. Sweeny e Schoolkate hanno abitato insieme a Brisbane per un anno, nel 2019. Si allenavano ogni giorno insieme, tornavano a casa, giocavano a ping-pong poi guardavano un film. Così per un anno. "Abbiamo imparato molto l’uno dell’altro" ha ricordato. Oggi per entrambi il livello della competizione si alza. E l'estro di Dane Sweeny si misurerà con l'arte di Lorenzo Musetti: gli appassionati italiani possono predisporsi a godersi lo spettacolo, in chiaro e gratis, su SuperTennis.

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