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Ecco come Jannik Sinner ha spinto il suo tennis a un livello di efficacia impossibile per Alexander Zverev in finale a Wimbledon
di Alessandro Mastroluca | 13 luglio 2026
Una mente da computer, un servizio da campione. Così Jannik Sinner ha spinto il suo tennis a un livello di efficacia impossibile per Alexander Zverev in finale a Wimbledon e per quasi tutti i suoi avversari nel 2026.
"Il cambiamento più grande l'abbiamo fatto l'anno scorso dopo lo US Open; abbiamo un po' rivoltato il servizio di Jannik" ha raccontato il coach Simone Vagnozzi dopo il secondo successo consecutivo a Wimbledon. Un lavoro concentrato su dettagli, su aspetti come l'appoggio del piede al momento del lancio. "Abbiamo cambiato tante piccole cose grazie alle quali, piano piano, ha preso fiducia e sta trovando sempre meglio gli angoli" ha aggiunto.
I dati ATP raccolti da Tennis Data Innovations ed elaborati da Tennis Viz, che non tengono conto degli Slam, confermano questa visione. Tra gli attuali Top 10, infatti, nel 2026 Sinner è il giocatore con la più efficace combinazione di velocità media (125 mph, 200 km/h) ovvero e vicinanza alle righe (centrale o laterale) con la prima di servizio (49 centimetri). Zverev, che ha la velocità media più alta dei Top 10 (203 km/h) mantiene una distanza dalle righe superiore di 10 centimetri rispetto a Sinner.
In termini di efficienza al servizio, a Wimbledon Sinner ha completato una prestazione degna delle grandi leggende del gioco. E' infatti solo il terzo giocatore dal 1991, da quando questo tipo di statistiche viene registrato, ad aver concesso al massimo un break nella seconda settimana di uno Slam dopo Pete Sampras (nessuno a Wimbledon 2000, uno a Wimbledon 1997) e Andre Agassi (uno all'Australian Open 2003). E' il quarto, poi, a non aver mai perso il servizio tra la semifinale e la finale di uno Slam, sempre dal 1991, dopo Pete Sampras (Wimbledon 2000), Roger Federer (Wimbledon 2003), Novak Djokovic (Australian Open 2013 e 2019).
In finale il numero 1 del mondo ha concesso solo una palla break a Zverev, che ha ottenuto solo un break negli ultimi 111 game di risposta contro Sinner. Il tedesco ha sfoderato i suoi servizi migliori per vincere il primo set della finale, dopo averne persi 12 di fila contro Jannik.
Ma Sinner ha continuato ad essere efficace e preciso al servizio, sia al centro sia a uscire, soprattutto da destra. Nel tie-break del secondo set, poi, qualcosa è cambiato.

Wimbledon 2026, il Best Of
Zverev ha servito cinque prime, tre al centro e due a uscire, sempre contro il diritto di Sinner. Ma nessuna abbastanza vicina alle righe da neutralizzare gli effetti della risposta di Jannik, che ha scelto una posizione più avanzata e ha vinto quattro di quei cinque punti.
"Ho cercato di capire, nei momenti importanti, come nel tie-break del secondo set, dove stesse servendo. La risposta è stata molto importante, ma dal mio punto di vista è ancora più importante provare a tenere i miei turni di servizio, e poi vedere cosa succede nei game di risposta" ha spiegato Sinner.
"Nei momenti importanti ha avuto il coraggio di prendere l'iniziativa, invece di aspettare l'avversario in difesa. Ha tolto tempo a Zverev. Dal punto di vista di un allenatore, sono tutti aspetti estremamente positivi" ha analizzato Cahill.
Ha vinto anche praticamente tutti i punti che comportano una maggior pressione al servizio, segno di una sicurezza ormai totale nel colpo su cui più ha lavorato in carriera.