Chiudi
"Nei momenti importanti della finale Sinner ha tolto tempo a Zverev. Dal punto di vista di un allenatore, sono tutti aspetti estremamente positivi" ha detto Cahill
di Alessandro Mastroluca | 12 luglio 2026
"Nei momenti importanti della finale Jannik ha avuto il coraggio di prendere l'iniziativa, invece di aspettare l'avversario in difesa. Ha tolto tempo a Zverev. Dal punto di vista di un allenatore, sono tutti aspetti estremamente positivi". Così il coach australiano Darren Cahill, che fa parte del team di Jannik Sinner guidato da Simone Vagnozzi, ha commentato così il successo dell'azzurro su Alexander Zverev in finale a Wimbledon.
"Oggi entrambi hanno disputato una partita straordinaria, ma soprattutto Jannik. Di Alexander sapevamo che era capace di giocare così ma non sapevamo però per quanto tempo sarebbe riuscito a mantenere quel livello" ha commentato Cahill. "Quando cerchi di giocare costantemente al limite, nella finale di Wimbledon sul Centre Court contro Jannik, è davvero difficilissimo. E lui è stato eccezionale. Ha sfiorato la vittoria del secondo set e sarebbe potuto andare avanti di due set. Se continuerà a giocare con questo livello e con questo stile, è già un avversario molto pericoloso, ma in futuro lo diventerà ancora di più. Adesso, dopo aver conquistato uno Slam con quella vittoria a Parigi, si vede chiaramente che cammina in campo con maggiore sicurezza".

Jannik è di nuovo Re: il trionfo a Wimbledon in 10 scatti
Nel corso del torneo, ha spiegato Cahill, Sinner "è stato messo in difficoltà fin dal primo turno. È riuscito a rimontare e a vincere una partita al quinto set, cosa che è stata molto importante per la sua fiducia e per il suo equilibrio mentale. Poi è migliorato sempre di più con il passare degli incontri".
Per il secondo anno di fila, peraltro, Sinner è arrivato a Wimbledon dopo una sconfitta dolorosa al Roland Garros. Nel 2025 la finale più lunga di sempre persa dopo aver mancato tre match point contro Carlos Alcaraz, nel 2026 l'eliminazione al secondo turno contro Juan Martin Cerundolo, causata da un evidente problema fisico che si è manifestato quando era avanti di due set e 5-2 nel terzo. "Non siamo riusciti a individuare con precisione cosa sia accaduto. Dopo quel torneo ha fatto tutti gli esami necessari e abbiamo apportato alcune modifiche alla preparazione, soprattutto al modo in cui affronta le giornate molto calde - ha spiegato Cahill - Jannik è stato capace di incassare un colpo durissimo, rialzarsi, venire qui e lavorare come un matto. Siamo arrivati dodici giorni prima dell'inizio del torneo e abbiamo scelto di non disputare alcun torneo di preparazione. Sapevamo quindi che le prime partite sarebbero state molto complicate per lui. Ma lui abbassa la testa e lavora". Proprio questa, secondo Vagnozzi, è una delle carte vincenti di Sinner. "Non rimane abbattuto a lungo. Naturalmente, subito dopo quelle sconfitte è molto deluso. Ma già il giorno successivo ci chiama e dice: "Bene ragazzi, cosa facciamo adesso? Torniamo in campo. Su cosa lavoriamo? Qual è il piano? Dove andiamo? Cosa dobbiamo fare per diventare migliori?". Questo è il suo atteggiamento nel tennis, ma anche nella vita. È uno dei motivi per cui è così piacevole lavorare con lui".
Sinner con il trofeo di campione a Wimbledon nel 2026 (Getty Images)
I 30 titoli vinti, i 5 Slam all'attivo, le 100 partite vinte nei major, le 80 settimane da numero 1 che toccherà lunedì non lo fanno certo sentire appagato. Il percorso di evoluzione, il lavoro sui dettagli, continua senza sosta. E' questa una delle lezioni della generazione d'oro di Federer, Nadal, Djokovic e Murray. "Non hanno mai smesso di cercare di migliorare. Si sono spinti a vicenda a livelli incredibili - ha detto Cahill - A ventiquattro anni, se vuoi costruire una carriera lunga e vincente, devi continuare ad aggiungere nuove soluzioni al tuo tennis. Anche oggi, nella finale, abbiamo visto cose che normalmente a Jannik non piace fare: rovesci in slice, qualche pallonetto, alcune smorzate".
Tra i record che possono ingolosire Sinner quest'anno c'è l'en plein in tutti i Masters 1000 stagionali. Al momento Jannik ha vinto tutti i primi cinque ed è iscritto al sesto, in Canada, dove ha vinto il primo titolo in questa categoria di tornei nel 2023. Un torneo che l'anno scorso aveva saltato. "C'è però una differenza. Dodici mesi fa, tra Wimbledon e il Canada c'erano soltanto due settimane. Con un calendario così compresso, se arrivavi fino all'ultimo weekend di Wimbledon era molto difficile presentarsi subito competitivo in Canada. Quest'anno invece ci sono tre settimane. Il torneo è nel programma. Ci sederemo insieme come squadra e decideremo il calendario per il resto della stagione. I Masters 1000 sono eventi estremamente importanti e la nostra intenzione è mettere Jannik nelle migliori condizioni possibili per fare bene" ha detto Cahill.
Si comincia a parlare, come l'anno scorso, anche del suo futuro. Ma al momento non ha ancora deciso cosa fare. "Rimarrò fino alla fine del 2026, poi vedremo - ha concluso - Avevo detto che avrei smesso alla fine del 2025, ma poi ho cambiato idea. Per ora arriveremo fino alla fine della stagione, poi ci siederemo come squadra e parleremo di ciò che sarà meglio per Jannik".