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Martinez: "Andreeva ha enormi margini di miglioramento: non ha limiti"

La conferenza stampa di Conchita Martinez rivela molto del suo rapporto con Mirra Andreeva. "Sono super orgogliosa del lavoro svolto e del fatto che sia stata aperta ad ascoltare e a fare tutto ciò che è necessario per vincere uno Slam" ha detto

di | 06 giugno 2026

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"Qual è l'aspetto migliore del lavorare con Mirra Andreeva?" chiede Mirra Andreeva in versione giornalista, in conferenza stampa, alla sua coach Conchita Martinez. "E' che possiamo giocare a UNO e io vinco sempre" le risponde. "Tutto qui? Beh divertiti" commenta Mirra. "Sono licenziata" scherza Conchita. Questo siparietto racconta bene il loro rapporto, che è una parte essenziale del successo della 19enne neo campionessa del Roland Garros.

"Sono super orgogliosa. Non posso nasconderlo. Mirra ha 19 anni. Sta imparando. Sta acquisendo più esperienza. Ma in questo Roland Garros è stata super concentrata, si è comportata benissimo in campo, mantenendo la calma e il controllo. Sì, sono super orgogliosa del lavoro svolto e del fatto che sia stata aperta ad ascoltare e a fare tutto ciò che è necessario per vincere uno Slam" ha detto.

La prima di Mirra, a Parigi è nata una star

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Curiosamente Andreeva ha ricevuto il premio da Mary Pierce, che ha sconfitto proprio Conchita nella finale del Roland Garros del 2000. "Naturalmente, mi sarebbe piaciuto vincere questo torneo come giocatrice, ma sono felicissima della mia carriera - ha detto - Da coach, vedere Mirra vincere questo Roland Garros è stato davvero, davvero speciale. C'era anche Garbiñe Muguruza. Sapete, ci siamo abbracciate. È stata la prima persona con cui ho vinto uno Slam. Quindi è stato molto emozionante. Amo questo lavoro. Amo il tennis. Non potrei essere più felice".

Il successo premia la fiducia di Andreeva nella strada percorsa insieme e testimonia una sua nuova più matura consapevolezza. "C'è ancora tanta strada da fare, ha molto da imparare. Sapevo che alcune cose dovevano cambiare affinché potesse vincere grandi tornei - ha spiegato Martinez - Grande merito a lei per essere stata disposta a cambiare qualcosa, per essere rimasta aperta, per aver fatto il duro lavoro. Quando lavora duramente, il suo potenziale emerge: è un talento naturale"

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Il suo non è sempre un carattere facile, come ha ammesso la stessa Andreeva. "Mirra è carinissima fuori dal campo, ma in allenamento può essere un po' difficile. A volte le dici qualcosa e magari non è aperta ad ascoltare. Ma quando è pronta anche a lavorare sulle emozioni in allenamento, quando ascolta, fa quel che deve, allora non ha limiti".

La vedremo sempre così? "Lo desidero davvero e lo spero davvero, ma sono sicura che ci saranno alti e bassi. Ha ancora un enorme margine di miglioramento in ogni settore. Quindi sono super entusiasta per il futuro" ha spiegato.

Sicuramente non è stato semplice, né scontato, arrivare a giocarsi a 19 anni la prima finale Slam da favorita contro la polacca Maja Chwalinska, un'avversaria che quasi nessuno avrebbe pronosticato alla vigilia come finalista. "Abbiamo cercato di preparare la partita restando tranquille, seguendo le nostre routine. Naturalmente ho guardato moltissimi video, tante partite, moltissime statistiche. È stato utile per me averla vista anche dal vivo, perché a volte la televisione dà una percezione diversa. Era importante riuscire ad essere aggressive e allo stesso tempo restare pazienti. Penso che Mirra, dopo il quarto o quinto game, abbia iniziato a leggere meglio la partita".

L'abbraccio tra Conchita Martinez e Mirra Andreeva dopo la finale del Roland Garros 2026 (Getty Images)

L'abbraccio tra Conchita Martinez e Mirra Andreeva dopo la finale del Roland Garros 2026 (Getty Images)

Ha così celebrato un primo trionfo Slam e a quanto pare le è proprio piaciuto. "Vincere crea dipendenza" ha commentato dopo aver realizzato come sia davvero la sensazione del trionfo prima soltanto immaginata. Perché possa vincere con continuità, ha sottolineato, "ci sono ancora moltissime cose in cui può migliorare. Deve ancora svilupparsi".

Il lavoro resterà il centro del percorso con Andreeva, che sarà numero 6 del mondo. "Ogni giorno è un giorno di lavoro, ogni giorno è un'opportunità per migliorare qualcosa. Quando lavori bene, quando fai il tuo lavoro, i risultati arrivano. Arriverà anche la classifica" ha spiegato Martinez.

Se si guarda alla Race, ovvero la classifica basata sui soli risultati stagionali, Andreeva è proiettata verso la vetta, ma questo non sposta le prospettive, non muta gli obiettivi. "Non c'è nulla di particolare, non ci siamo dati traguardi in termini di classifica. E' una giocatrice straordinaria e può continuare a crescere, continuare a vincere titoli. La classifica arriverà di conseguenza".

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