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Andreeva, 19 anni, sesta testa di serie, è la favorita. Ma attenzione a Chwalinska, 24 anni, partita dalle qualificazioni, protagonista di una favola meravigliosa
di Tiziana Tricarico | 05 giugno 2026
Una stella pronta a brillare in tutto il suo splendore: una tennista “speciale nella sua normalità”. Mirra Andreeva e Maja Chwalinska si giocano sabato il trofeo del singolare femminile del Roland Garros (montepremi complessivo 61.723.000 euro), sulla terra rossa parigina. Tra le due - entrambe alla prima finale Slam in carriera - non ci sono precedenti.
In semifinale la 19enne di Krasnojarsk, n.8 del ranking e del seeding, ha sconfitto per 61 63, in un’ora e 16 minuti di una partita mai in discussione, Marta Kostyukh, n.15 WTA e 15esima testa di serie: la 24enne di Dabrowa Gornicza, n.114 del ranking, proveniente dalle qualificazioni, si è aggiudicata per 76(4) 64, in due ore e dieci minuti, la sfida tra mancine contro la russa Diana Shnaider, n.23 del ranking e 25 del seeding, aggiungendo un altro tassello ad un’impresa incredibile.
Un successo proietterebbe Andreeva in testa alla Race to Riyad mentre per quanto riguarda il ranking WTA sarà n.6 sia in caso di vittoria che di sconfitta. Per quanto riguarda Chwalinska, in caso di successo sabato salirebbe in 14esima posizione nella classifica WTA, con esattamente cento posti guadagnati rispetto a quella precedente, mentre in caso di sconfitta sarebbe 21esima.
E’ la quinta finalista più giovane negli ultimi trent’anni dietro Hingis (16 anni nel 1997), Clijsters (17 anni nel2001), Gauff (18 anni nel 2022) e di nuovo Hingis (18 anni nel 1999). La russa - la giocatrice che in stagione ha vinto più match di tutte, 35 - in questo 2026 sul “rosso” ha un bilancio di 21 vittorie e 3 sconfitte (ha vinto il titolo a Linz, è stata finalista a Madrid, semifinalista a Stoccarda e nei quarti a Roma). E’ la prima teenager a raggiungere almeno tre sulla terra battuta in un anno solare da quando ci riuscì Caroline Wozniacki (2009).
Dopo aver raggiunto le semifinali nel 2024 e di nuovo i quarti nel 2025, quest’anno Andreeva ha messo in fila Ferro, Bassolos Ribera, Bouzkova (n.27), Teichmann, Cirstea (n.18) e Kostyuk (n.15), lasciando per strada un set soltanto, il primo del match di secondo turno contro la spagnola. Ora punta a conquistare il titolo più importante della sua carriera: in questa stagione ha un record di 2-1 nelle finali, con vittorie ad Adelaide e Linz, e una sconfitta a Madrid.
L’incognita è capire quali contromosse opporrà allo stile di gioco non convenzionale di Chwalinska, ma la sua velocità e varietà di colpi possono contrastare la grande copertura del campo della polacca. Mirra a Parigi proverà a regalare alla sua coach, Conchita Martinez, la gioia di quel trofeo, la Coupe Suzanne-Lenglen, che alla spagnola è sfuggito come giocatrice: nella finale del 2000 fu battuta da Mary Pierce.
Non era ancora mai riuscita a mettesi in luce tra le “pro” e per farlo ha scelto un palcoscenico incredibile, dove vivere la sua favolo meravigliosa, iniziata oramai tre settimane fa, dalle qualificazioni. E che vuole concludere con l’”happy end”. Chwalinska ha iniziato battendo Rame, Monnet e Lamens nelle qualificazioni ed ha proseguito superando nel tabellone principale Zheng Qinwen, Mertens (n.23), Sakkari, Perry, Kalinskaya (n.22) e Shnaider (n.25), lasciando per strada un set soltanto anche lei, il primo del match di terzo turno contro la greca.
Maja è la seconda qualificata dell'Era Open a raggiungere la finale del singolare in un torneo Slam dopo Emma Raducanu, che allo Us Open del 2021 completò poi l’opera conquistando il trofeo. E’ è la terza giocatrice - sempre nell’Era Open - a raggiungere la sua prima finale WTA in uno Slam dopo Venus Williams (US Open 1997) ed Emma Raducanu (US Open 2021). Tra le giocatrici alla prima partecipazione al Roland Garros - ancora nell'Era Open - la polacca è la terza a raggiungere la finale dopo Goolagong (1971) ed Evert (1973). E’ la quarta finalista mancina nel singolare femminile a Parigi dal 1990 dopo Seles, Safarova e Vondrousova (l'ultima ad aver raggiunto l’ultimo atto nel 2019). E pensare che quello parigino per lei è solo il terzo main draw Major al quale partecipa: aveva perso al secondo turno a Wimbledon 2022 ed all’esordio all’Australian Open quest’anno.
I tagli, la varietà dei colpi, la copertura del campo e la capacità di leggere ampiamente i colpi delle avversarie sono state alcune delle molte chiavi che hanno guidato Chwalinska fino all’ultimo atto: ha il giusto atteggiamento mentale, sa di essere la sfavorita in ogni incontro ma questo le ha permesso di giocare più liberamente. Tuttavia, in questo torneo, e nella sua carriera in generale, Andreeva è la prima top ten che affronta.
“Ora mi sento più vicina all'obiettivo, sto crescendo: divento un po' più matura ad ogni partita che gioco, un po' più esperta - ha detto Andreeva -. “Ora penso di essere in grado di affrontare ogni match in modo diverso, di cercare di concentrarmi davvero sull'avversaria che devo affrontare e sul piano di gioco che devo mettere in atto in campo”.
“Non avevo molte esperienze, molte opportunità prima di giocare contro giocatrici così forti e di alto livello - ha ammesso Chwalinska -. Quindi in realtà è la prima volta che ho questa opportunità e sono felice di coglierla. So che la mia prossima classifica mi permetterà di giocare nei tornei di livello più alto. Vedremo come andrà. Per ora sto solo cercando di concentrarmi sulla prossima partita”.