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Andreeva inarrestabile, è in finale a Parigi: sabato affronterà la rivelazione Chwalinska!

Nella semifinale della parte bassa del tabellone Mirra concede appena quattro game a Kostyuk, che perde la prima partita sul “rosso” in stagione. Ultimo ostacolo per lei la qualificata polacca Chwalinska, rivelazione del torneo

di | 04 giugno 2026

La gioia incontenibile di Mirra Andreeva (foto Getty Images)

La gioia incontenibile di Mirra Andreeva (foto Getty Images)

Un confronto Russia-Ucraina sul “Philippe Chatrier” di Parigi emotivamente coinvolgente forse solo per una delle due protagoniste. Tralasciando poi l’importanza della posta (sportiva) in palio, una prima volta per entrambe. Determinazione, freddezza e consapevolezza hanno proiettato Mirra Andreeva in finale al Roland Garros, secondo Slam del 2026 (montepremi complessivo 61.723.000 euro) che si sta avviando alle fasi decisive sulla terra rossa francese.

In semifinale la 19enne di Krasnojarsk, n.8 del ranking e del seeding, ha sconfitto per 61 63, in un’ora e 16 minuti di una partita mai in discussione, Marta Kostyukh, n.15 WTA e 15esima testa di serie, approdando per la prima volta in carriera all’ultimo atto di un Major. E’ la quinta finalista più giovane negli ultimi trent’anni dietro Hingis (16 anni nel 1997), Clijsters (17 anni nel2001), Gauff (18 anni nel 2022) e di nuovo Hingis (18 anni nel 1999). Per Mirra - la giocatrice che in stagione ha vinto più match di tutte - si tratta della 35esima vittoria in questo 2026: sul “rosso” ha un bilancio di 21 vittorie e 3 sconfitte (ha vinto il titolo a Linz, è stata finalista a Madrid, semifinalista a Stoccarda e nei quarti a Roma).

“Sono ancora molto tesa e nervosa - ha detto Andreeva nell’intervista in campo con Marion Bartoli - lo ero anche prima del match: lei sta giocando una stagione incredibile sulla terra e sentivo molta la pressione. Sono estremamente felice. E molto soddisfatta per come ho giocato, per essermi presa la rivincita di Madrid e per essere nella mia prima finale Slam. Mai provate così tante emozioni tutte insieme! Oggi le condizioni erano molto difficili: non riuscivo a capire da che parte soffiasse il vento ma sono rimasta concentrata. Mi sono detta ‘stai tranquilla, non ti arrabbiare e, a prescindere dal risultato e dal punteggio continua a lottare’”. Conchita Martinez, il suo coach, qui ha giocato la finale nel 2000, battuta da Mary Pierce: “Non le farò domande: sta funzionando quello che stiamo facendo e siamo d’accordo che non cambieremo nulla. Guarderemo il match delle mie avversarie ma non vedo l’ora di tornare di nuovo in campo”.

Grandi numeri per Andreeva: 2 ace e 2 doppi falli, il 73% di prime in campo con il quale ha portato a casa il 66% dei punti oltre ad un 57% dei punti vinti con la seconda di servizio. Ha trasformato solo 5 delle 13 palle-break che si è procurata ma ne ha salvate ben 4 delle 5 che ha concesso. Molto buona la sua percentuale a rete (64%), 7 volte a segno in 11 discese.  Mirra ha messo a referto 14 vincenti a fronte di 22 gratuiti: 344 contro 20 il bilancio della sua avversaria.

Marta Kostyuk in azione (foto Getty Images)

Marta Kostyuk in azione (foto Getty Images)

Kostyuk da parte sua ha sicuramente pagato il peso emotivo di una sfida che andava oltre il tennis.  Marta sta vivendo un gran 2026 soprattutto sulla terra (17 successi, BJK Cup inclusa, ed una sola sconfitta), superficie sulla quale ha vinto i due tornei ai quali ha preso parte: il “250” di Rouen e il “1000” di Madrid, primo trofeo per lei nella categoria seconda solo agli Slam (il terzo complessivo), che le hanno permesso di firmare il “best ranking” (n.15, a inizio maggio), che migliorerà grazie alla sua prima semifinale Slam.

La tennista ucraina non ha mai dato l’impressione di poter cambiare il corso della partita, probabilmente anche a causa della mancanza di un “piano B”.

Un recupero di rovescio di Mirra Andreeva (foto Getty Images)

Un recupero di rovescio di Mirra Andreeva (foto Getty Images)

Il racconto della semifinale

Mirra aveva sempre perso in due set contro Marta nelle due sfide precedenti, giocate proprio quest’anno: nei quarti sul cemento di Brisbane a gennaio e soprattutto in finale sulla terra di Madrid il mese scorso. C’è abbastanza vento anche oggi a Parigi. Nel game d’apertura del primo set Kostyuk commette ben due doppi falli, concede una palla-break e completa il pasticcio spedendo in rete il rovescio lungolinea (1-0). Recupera da 0-40, infila cinque punti consecutivi e consolida il break Andreeva (2-0). E poi se ne prende anche un secondo, con uno schiaffo al volo di diritto che sta dentro per miracolo ed uno smash che non si prende (3-0). Con un potente diritto incrociato nell’angolo Mirra prende il largo (4-0).

Mette i piedi in campo appena può la 19enne di Krasnojarsk, chiudendo gli spazi alla sua avversaria: nel quinto game si procura altre due palle-break ma la 23enne di Kiev le annulla. Ne arriva una terza, ma Andreeva mette in rete la risposta di rovescio. La quarta la cancella Kostyuk grazie alla combinazione servizio-diritto. Con una bella prima l’ucraina annulla anche la quinta palla-break, e poi finalmente riesce a muovere il punteggio (4-1). Turno di battuta immacolato per Mirra (5-1) che poi nel gioco successivo spreca un primo set-point sotterrando il rovescio in rete ma sul secondo è Marta a commettere lo stesso errore (6-1).

Per colpa di un diritto d’attacco sbagliato Kostyuk spreca una palla-break nel primo gioco della seconda frazione e Andreeva può partire avanti (1-0). Ed invece, con un rovescio lungolinea a rientrare, è la 19enne di Krasnojarsk a strappare la battuta alla sua avversaria (2-0) e a confermare poi in tutta tranquillità il vantaggio (3-0). Con un drop-shot di rovescio Marta interrompe a cinque giochi la serie positiva di Mirra (3-1). Grazie ad un diritto inside-out che si stampa sulla riga laterale, con tanto di urlo di accompagnamento, la russa mantiene le distanze (4-1). E mentre il tetto lentamente si chiude, con un diritto imprendibile Kostyukh porta a casa un altro game (4-2).

Improvvisamente le nubi si addensano non solo sul cielo di Parigi ma anche nella testa di Andreeva che, con un gratuito di rovescio, concede il contro-break addirittura a zero (4-3), con sette punti vinti di fila dalla chance per il 5-1 della sua avversaria. Si ritrova subito, però, Mirra che con uno smash si riprende il break di vantaggio e può servire per chiudere (5-3). La russa dimostra quanto le faccia bene giocare in doppio con un attacco di rovescio ed una volée di diritto da antologia e poco dopo, su un diritto lungo di Kostyuk sul primo match-point (6-3) può liberare tutta la sua gioia.

Il diritto di Mirra Andreeva (foto Getty Images)

Il diritto di Mirra Andreeva (foto Getty Images)

Ultimo ostacolo per lei - sabato - la polacca Maja Chwalinska, n.114 WTA, partita addirittura dalle qualificazioni e rivelazione assoluta del torneo, che ha battuto per 76(4) 64, in due ore e dieci minuti, l’altra russa, la mancina Diana Shnaider, n.23 del ranking e 25 del seeding. Tra le due non ci sono precedenti.  

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