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Chwalinska dalle “quali” alla 1ª finale Slam! “Fatemi godere questo momento”

Arriva all’ultimo ostacolo l’incredibile corsa della polacca, che supera in due set una Shnaideer incapace di trovare una soluzione per arginare la varietà dei colpi della sua avversaria. Sabato Maja si giocherà il titolo con Andreeva

di | 04 giugno 2026

Tutta la felicità di Maja Chwalinska (foto Getty Images)

Tutta la felicità di Maja Chwalinska (foto Getty Images)

C’è una polacca in finale a Parigi, e non è Swiatek! Bensì una ragazza che, super promettente da junior (anche più di Iga), non era ancora mai riuscita a mettesi in luce tra le “pro”. Bene, per farlo ha scelto un palcoscenico incredibile, dove vivere la sua favolo meravigliosa, iniziata oramai tre settimane fa, dalle qualificazioni. E sì perché Maja Chwalinska è in finale al Roland Garros (montepremi complessivo 61.723.000 euro) sulla terra rossa francese.

In semifinale la 24enne di Dabrowa Gornicza, n.114 del ranking, proveniente dalle qualificazioni, si è aggiudicata per 76(4) 64, in due ore e dieci minuti, la sfida tra mancine contro la russa Diana Shnaider, n.23 del ranking e 25 del seeding. La 22enne mancina di Zhigulevsk non è riuscita a dare seguito all’exploit dei quarti, con l’eliminazione della regina del tennis mondiale Aryna Sabalenka (vincendo tutti gli ultimi dieci game). Chwalinska è la seconda qualificata dell'Era Open a raggiungere la finale del singolare in un torneo Slam dopo Emma Raducanu, che allo Us Open del 2021 completò poi l’opera conquistando il trofeo.

“Non so cosa sta succedendo e non so davvero cosa dire - le parole di una Chwalinska emozionatissima nell’intervista in campo con Julienne Benneteau -. Mentalmente e non solo fisicamente è dura giocare giorno dopo giorno contro le migliori, ma è uno Slam e bisogna dare tutto, quindi non mi lamento. La mia calma? Beh, qualche volta ‘impazzisco’ anche io ma cerco di rimanere composta perché so che questo per me è il modo per tirare fuori il mio tennis migliore”. A seguire con attenzione il suo match c’era Conchira Martinez, coach di Andreeva: “Anche io ho guardato il match di Mirra prima di entrare in campo…. In finale sicuramente darò il massimo, ma ora per favore fatemi godere questo momento”.

Chwalinska è la terza giocatrice dell'Era Open a raggiungere la sua prima finale WTA in uno Slam dopo Venus Williams (US Open 1997) ed Emma Raducanu (US Open 2021). Tra le giocatrici alla prima partecipazione al Roland Garros - sempre nell'Era Open - la polacca è la terza a raggiungere la finale dopo Goolagong (1971) ed Evert (1973). Maja è la quarta finalista mancina nel singolare femminile a Parigi dal 1990 dopo Seles, Safarova e Vondrousova (l'ultima ad aver raggiunto l’ultimo atto nel 2019). E pensare che quello parigino per lei è solo il terzo main draw Major al quale partecipa: aveva perso al secondo turno a Wimbledon 2022 ed all’esordio all’Australian Open quest’anno.

L'abbraccio a fine match tra Diana Shnaider e Maja Chwalinska (foto Getty Images)

L'abbraccio a fine match tra Diana Shnaider e Maja Chwalinska (foto Getty Images)

Semifinale tra mancine

Tra le due non c’erano precedenti. E’ la prima volta da Wimbledon 2014 (Kvitova e Safarova) che due mancine si affrontano in una semifinale Slam: a Parigi non accadeva dal 1984 (Navratilova e Benjamin). Fa subito capire di non essere capitata lì per caso la polacca - in campo con la coscia sinistra abbondantemente fasciata -, che si procura una palla-break già nel secondo gioco del primo set ma la spreca mettendo fuori un rovescio slice (1-1). Nel quarto game, però, la chance sono tre e consecutive: basta la prima, perché il diritto lungolinea della 22enne di Zhigulevsk è largo (3-1).

Nel gioco successivo Shnaider spreca una prima chance di contro-break mettendo fuori la risposta di rovescio, ma la seconda è quella buona (3-2). Usa davvero tutto il campo la 24enne di Dabrowa Gornicza, che con un diritto lungolinea al termine di uno scambio micidiale si procura una palla-break, che però non sfrutta. Ed alla fine con il drittone Diana completa la rimonta (3-3). Il servizio comincia a funzionare al meglio per entrambe, e bisogna attendere l’undicesimo game per vedere un’altra palla-break, sulla quale però Shnaider mette fuori il rovescio lungolinea: ne arriva una seconda, e stavolta a finire fuori è il rovescio incrociato della russa, che poi se la prende anche con coach Sascha Bajin.

E Chwalinska, con un rovescio lungolinea a campo vuoto, si assicura come minimo di disputare il tie-break (6-5), raggiunta poi dalla sua avversaria (6-6). Per due volte Shnaider prende un mini-break di vantaggio ma ad aggiudicarsi il tie-break per 7 punti a 4 e Chwalinska, grazie ad un rovescio lungolinea largo della russa. Che dopo oltre un’ora e un quarto si ritrova ad inseguire.

Si prende un “toilette-break” per schiarirsi le idee Diana. Ed invece è Maja ad iniziare la seconda frazione subito con un break, grazia ad una volèe affossata in rete dalla russa (1-0). Con un diritto lungolinea che si stampa sulla riga, però, Shnaider si prende un immediato contro-break (1-1). Al cambio campo con la russa avanti (2-1), la polacca chiede l’intervento del medico per un non meglio precisato malessere.

Al cambio campo dopo il settimo gioco (4-3) è Shnaider a chiedere un “medical time out” per un problema alla parte bassa della schiena. Alla ripresa dell’incontro Chwalinska prima aggancia la sua avversaria (4-4) e poi grazie ad un micidiale drop-shot di rovescio ottiene il break (5-4) e può andare a servire per chiudere. E non si lascia sfuggire l’occasione infilando il diritto lungolinea sul primo match-point (6-4). E la sua favola continua….

La grinta di Maja Chwalinska (foto Getty Images)

La grinta di Maja Chwalinska (foto Getty Images)

Sabato in finale la polacca si giocherà il titolo con Mirra Andreeva, n.8 del ranking e del seeding, che ha regolato per 61 63, in un’ora e 16 minuti, l’ucraina Marta Kostyuk, n.15 WTA e 15esima testa di serie. Tra le due non ci sono precedenti.

Parigi è pronta ad incoronare una nuova campionessa Slam.

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