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La tennista toscana piega in tre set la pericolosa filippina Eala e per la seconda volta in carriera centra i quarti di finale a Wimbledon. Nel prossimo turno sfiderà Marta Kostyuk
di Francesca Paoletti, da Wimbledon | 06 luglio 2026
C’è la storia dello sport in tribuna, il presente ha il sorriso curioso di Kimi Antonelli, e il passato è la classe senza tempo di Roger Federer. E in campo c’è lei, Jasmine Paolini, che lotta, soffre, vince e sorride, rivolgendo lo sguardo al suo secondo quarto di finale ai Championships. “Vorrei ringraziare il mio idolo – ha dichiarato nell’intervista a caldo rivolgendosi verso la leggenda svizzera, re di otto edizioni del torneo -, mi sono detta di stare concentrata e di non pensare troppo al fatto che lui fosse qui a vedere la mia partita. Mi sono sentita fortunata, non c'è nulla di meglio che giocare a tennis su questo campo e in questa atmosfera fantastica”.
Gli occhi le brillano ancora quando lo racconta nella conferenza stampa post match: “Prima del match avevo visto che Federer era arrivato al club – racconta - , poi quando ho alzato lo sguardo l’ho visto lì. Ovviamente un po’ di tensione c’è: uno vuole fare bella figura. Ci ho pensato, ma cercavo anche di non farlo troppo, anche se era impossibile ignorarlo del tutto. Invece, non mi ero accorta di Kimi… l’ho incontrato dopo, ed è stato piacevole. Ultimamente lo sto seguendo molto: mi sto appassionando anch’io alla Formula 1, che prima non seguivo. Mi sembra un ragazzo molto simpatico, molto alla mano, e la sua personalità mi piace un sacco”.
Alex Eala è uscita dal torneo tra gli applausi, il match non è stato affatto semplice per la numero 1 azzurra: “È stata una partita dura – dice - ; Alex è un’avversaria molto tosta, soprattutto qui sull’erba perché credo che il suo gioco sia perfetto per questa superficie. È stata una battaglia difficile e sono felice di essere riuscita a passare. Penso sia stata una bella partita anche per il pubblico. A Dubai non avevo approcciato bene il match ed era stata una partita complicata, oggi invece avevo una buona energia, credo di essere stata presente su ogni punto. Sapevo che sarebbe stata dura: lei sta giocando molto bene, soprattutto i punti importanti, ha molta personalità in campo. Lo sapevo, ho cercato di giocare il mio miglior tennis e ha funzionato. Credo di aver giocato una partita davvero molto, molto buona, perché Alex è presente su ogni punto. Oggi ci ho messo tanta intensità, match dopo match mi sento meglio, ho più fiducia in me stessa e sono più positiva e propositiva. Spero di riuscire a mantenere questa mentalità per il resto della stagione, perché penso che possa davvero aiutarmi. Poi, si può vincere o perdere, ma lo scopo è mantenere questa mentalità”.
Nel match che metterà in palio un posto nella semifinale della parte bassa del tabellone, Jas affronterà Marta Kostyuk: “E’ sicuramente molto in forma e credo che quest’anno stia giocando il miglior tennis della sua carriera. E’ cresciuta tanto, è molto aggressiva, è un’atleta straordinaria e si muove molto bene in campo. Sarà una partita dura, durissima: dovremo prepararla bene, guardare un po’ il suo stile di gioco qui sull’erba. Siamo ai quarti di finale, quindi è normale avere questo tipo di match. Lei gioca un tennis molto aggressivo e si muove molto bene, queste sono due sue caratteristiche fondamentali. È molto atletica, riesce a difendere palle incredibili, ma allo stesso tempo, quando mette i piedi dentro il campo, può essere molto pericolosa”.
Dopo un inizio stagione non ottimale, principalmente a causa degli infortuni, la Paolini può finalmente guardare avanti con ottimismo: “Inizio stagione non è stato il massimo – spiega - , però sono contenta del tennis che sto esprimendo qui. Giocare in questo modo mi fa stare bene: mi sento competitiva, ed è la parola giusta. Questo mi dà energia e, secondo me, è anche il modo corretto di stare in campo. Poi in campo può succedere di tutto, ma almeno so di essere nel mood giusto. Invece, quando il mood è quello sbagliato, difficile aspettarsi cose positive”.
“Negli ultimi due anni ho fatto le cose abbastanza bene – aggiunge - , quest’anno è stato un po’ più impegnativo: forse avevo troppe aspettative, ho perso un paio di partite che non mi aspettavo di perdere, e questo ha fatto nascere alcuni dubbi nella mia testa. Spero di riuscire a tornare in Top-10, è quello che voglio. Quest’anno ho avuto troppi dubbi. E’ difficile essere sempre al top, ci riescono davvero poche persone. Ma io penso che si debba imparare a perdonarsi un po’ di più, sapendo che nel tennis una settimana ti può cambiare la stagione, in positivo o in negativo. Le occasioni arrivano, ma bisogna essere nella condizione giusta per poterle cogliere. Quando giochi bene è più facile godersi il tennis, ma penso sia importante provare a mantenere questo tipo di mentalità anche quando le cose sono più difficili”.