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Coco (n.7) Jessica si è aggiudicata in rimonta il derby a stelle e strisce con l’ex compagna di doppio Pegula (n.4). Prossima avversaria per lei la ceca Muchova
di Tiziana Tricarico | 07 luglio 2026
Proprio sull’erba londinese aveva firmato il suo primo exploit raggiungendo gli ottavi nel 2019 ad appena 15 anni. Ha dovuto aspettare sette anni per riuscire a fare meglio - anzi: molto meglio - ed alla fine ce l’ha fatta, pur lasciando per strada quattro set in cinque partite. E’ Coco Gauff la prima a staccare il pass per le semifinali del singolare femminile a Wimbledon. La 22enne di Delray Beach, n.7 del ranking e del seeding, si è aggiudicata in rimonta per 46 63 63, dopo oltre un’ora e tre quarti di partita, il derby statunitense contro l’ex compagna di doppio Jessica Pegula, n.4 del ranking e del seeding, approdando per la prima volta al penultimo atto dello Slam British. E diventando la tennista più giovane a raggiungere le semifinali in tutti e quattro i Major dopo Maria Sharapova, che ha firmato l’impresa al Roland Garros del 2007.
Coco è diventata anche la sesta giocatrice in attività ad aver raggiunto almeno le semifinali in tutti e quattro gli Slam nella sua carriera, unendosi a Venus Williams, Serena Williams, Karolina Pliskova, Aryna Sabalenka e e Iga Swiatek. Per la due volte campionessa Slam - Us Open 2023 e Roland Garros 2025 - si tratta della sesta volta tra le migliori quattro in un Major, la prima da Parigi lo scorso anno.
“E’ una cosa folle, incredibile, considerato che non vincevo un match sull'erba da due anni! Sono davvero contenta per come ho giocato oggi - ha detto Gauff nell’intervista in campo -. Lei è una giocatrice complicata: è sempre difficile affrontarla. La sua palla era molto bassa e dovevo trovare le giuste contromisure. Nel primo set ho sbagliato un po’ troppo ma poi il servizio ha iniziato a funzionare bene ed ho riacquistato fiducia nei miei colpi”.
“La mia prima semifinale a Wimbledon è davvero una bella sensazione - ha ribadito poi ancora Gauff in conferenza stampa -. Sono molto felice di essere arrivata a questo punto del torneo. Soprattutto sull’erba è decisamente speciale. Penso di potermi rilassare un po’ perché, non so, sento che, indipendentemente da come andrà a finire, credo davvero di aver fatto un piccolo passo avanti su questa superficie. Penso semplicemente di essere orgogliosa di me stessa. Ovviamente non sono soddisfatta: voglio arrivare fino in fondo. Allo stesso tempo, però, mi concentro solo sulla partita che ho davanti e cerco semplicemente di migliorare punto dopo punto”.
Fin qui ha perso già quattro set: “Penso di aver affrontato tre avversarie di fila che mi sembrano davvero toste in generale, ma soprattutto per me sull’erba – ha aggiunto -. Oggi nel primo set mi sembrava di affrettare troppo la conclusione di alcuni punti, cercando o di chiudere lo scambio troppo presto o di colpire con troppa forza. Verso la fine, mi sono concentrata davvero sul mio gioco e ho capito che non devo giocare un punto spettacolare ogni volta per vincere, anche se ce ne sono stati alcuni spettacolari. Penso semplicemente di aver fiducia in me stessa, di credere che i miei colpi da fondo campo siano abbastanza buoni da poter competere con chiunque su questa superficie”.
Sogno o obiettivo? “Penso che ci siano momenti in cui gioco in cui è come se, qualunque cosa faccia, vincerò. Ma se mi chiedete se penso che Wimbledon faccia parte del mio destino… beh sette giorni fa, la risposta sarebbe stata no. Onestamente, l’avevo un po’ accantonato. Ma spero che faccia parte del mio destino, che sia quest’anno o in futuro. Mi piacerebbe moltissimo vedere il mio nome sulla bacheca dei campioni, davvero. Questo è il primo anno in cui ho avuto un vero e proprio periodo di allenamento sull’erba. Sono riuscita a ritagliarmi un fine settimana prima di Berlino, concentrandomi davvero sul gioco di gambe, prendendomi il tempo per analizzare ogni dettaglio. Penso che sia per questo che ho avuto successo. Anche se a Berlino sono stata eliminata presto, ho comunque avuto tutta la settimana qui per dedicare molto tempo agli aspetti specifici, che sono completamente diversi rispetto alla terra battuta”.
La giocatrice più giovane, dopo Sharapova nel 2007, a raggiungere le semifinali di tutti e quattro gli Slam: “Onestamente non pensavo che sarebbe stato quest’anno. Voglio dire, credo che forse la cosa più importante sia la mia capacità atletica. Mi muovo bene sul campo. Penso che, proprio per questo, riesco ad adattarmi a tutte le superfici. Ecco perché forse finora sto ottenendo buoni risultati su tutte. Inoltre, non voglio mentire, vengo qui da quando avevo 15 anni, quindi ho avuto molte più opportunità di giocare questo torneo rispetto ad altre persone. Questo mi offre semplicemente più possibilità di successo, immagino. Quindi penso che anche questo sia un fattore fondamentale: aver fatto presto l’esperienza di arrivare alla seconda settimana di uno Slam, e aver acquisito quella fiducia in me stessa”.
Jessica era in vantaggio per 5-3 nel computo dei precedenti con Coco (1-1 sull’erba) e si era imposta anche nel più recente, disputato nei round robin delle WTA Finals lo scorso novembre a Riyadh. Nel primo set Pegula ha preso un break di vantaggio in avvio (2-0 e 3-1), ma nel sesto game ha subìto il contro-break, addirittura a zero (3-3).
Gauff, però, non ha approfittato del momento, ed ha ceduto di nuovo il turno di battuta, anche lei a zero (4-3). Jessica ha consolidato il vantaggio (5-3) e poi, nel decimo gioco, ha incamerato il 6-4 alla prima opportunità.
Coco ha continuato ad avere problemi al servizio sia nel primo (due palle-break) che nel terzo game (una palla-break) del secondo parziale ma Jessica non è riuscita ad approfittarne. E la partita è girata perché la 22enne di Delray Beach è diventa improvvisamente solidissima nei turni di battuta: ha centrato il break, nuovamente a zero, nell’ottavo gioco (5-3) e in quello successivo ha pareggiato il conto (6-3) alla prima palla utile.
La frazione decisiva ha seguito il copione del primo set ma a ruoli invertiti: Gauff ha preso un break di vantaggio (3-1), lo ha restituito nel sesto game (3-3) ma se lo è ripreso - incredibilmente di nuovo a zero (!) - in quello successivo (4-3). E non c’è più stata storia perché Pegula non ci ha più creduto e Gauff ha siglato il 6-3 al primo match-point, chiudendo con un altro break ed un parziale finale di 12 punti a 4. Per la 22enne di Dlray Beach a referto 25 vincenti a fronte di 32 errori non procurati: 15 contro 24 il bilancio della 32enne di Buffalo, la giocatrice più”anziana” presente nei quarti.
Sull’erba Coco vantava come migliori risultati le semifinali a Berlino nel 2022 (sconfitta dalla futura campionessa Jabeur), a Eastbourne nel 2023 (sconfitta dalla futura campionessa Keys) e a Berlino nel 2024 (sconfitta dalla futura campionessa Pegula). Ma, come lei stessa ha sottolineato, erano due anni che non vinceva un match sui prati.
Giovedì in semifinale Gauff dovrà vedersela con la ceca Karolina Muchova, n.9 del ranking e 10 del seeding, che dopo aver perso nei quarti sia nel 2019 e nel 2021 (stoppata da Svitolina e da Kerber) stavolta ha sfatato il tabù imponendosi per 76(4) 64, in un’ora e quaranta minuti, sulla giapponese Naomi Osaka, n.14 WTA e 14esima testa di serie, mai così avanti sui prati londinesi.
Nel bilancio dei confronti diretti Gauff è avanti 5-1 su Muchova ma Karolina ha vinto proprio il più recente, disputato nei quarti sulla terra indoor di Stoccarda lo scorso aprile. Sarà la loro prima sfida sui prati.