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Laureato in chinesiologia negli Stati Uniti, Borges punta a diventare il primo portoghese nei quarti di finale in un Masters 1000
di Alessandro Mastroluca | 08 agosto 2026
Una sfida che vale un primato. A Montreal, negli ottavi del "National Bank Open presented by Rogers", Nuno Borges (55 ATP) sfida Luciano Darderi (22) per prendersi un posto nella storia del tennis portoghese. Vincendo, diventerebbe il primo giocatore della sua nazione nei quarti di finale in un Masters 1000.
Nel bilancio dei confronti diretti Borges è avanti 3-1, se si tiene conto di tutti i match, 2-1 se si restringe lo sguardo al solo circuito maggiore. Il portoghese ha vinto le prime tre sfide, al Challenger di Barletta sulla terra battuta del 2022, a Auckland nel 2025 nell'unico precedente incontro sul duro, e a Mallorca quest'anno sull'erba. Poche settimane dopo Darderi l'ha sconfitto per la prima volta a Bastad, sul rosso.
In Canada, il portoghese ha eliminato lo statunitense Aleksandar Kovacevic (95 ATP) e il tedesco Yannick Hanfmann, diventando il secondo portoghese con 50 vittorie ATP all'attivo sul duro nell'era Open, alle spalle del primatista Joao Sousa (113). Ha così raggiunto per la quinta volta gli ottavi di finale in un Masters 1000, la seconda in Canada. Ha inaugurato la serie agli Internazionali BNL d'Italia 2024, a cui hanno fatto seguito i piazzamenti a Montreal nel 2024, a Monte-Carlo e Shanghai nel 2025.
Darderi non si troverà di fronte un giocatore che aspetta l'errore dell'avversario. Anche se il portoghese, come ha spiegato quest'anno a Wimbledon dove è stato eliminato da Jannik Sinner, non è di quelli che parte subito a tutta ma tende a crescere durante il match.
Al servizio, come dimostrano i dati ATP raccolti da Tennis Data Innovations ed elaborati da Tennis Viz, non ricorre molto alla prima al corpo. Lo si nota chiaramente nelle ultime due sfide contro Darderi, quella vinta sull'erba a Mallorca e quella persa sulla terra battuta a Bastad.
Il suo colpo migliore è generalmente considerato il diritto. Nell'ultimo confronto diretto con il numero 4 d'Italia l'ha eseguito, con frequenza superiore al suo standard delle ultime 52 settimane, in lungolinea. Darderi invece ha spinto più della sua media in diagonale ed è stato particolarmente efficace nell'aprirsi il campo dal centro, sia verso destra, sia verso sinistra.
A Bastad Darderi ha raggiunto un rendimento migliore, in termini di percentuale di punti vinti, sia negli scambi giocati in attacco, sia nelle situazioni in cui si è trovato a dover difendere. E ha mantenuto una qualità più elevata alla risposta e con entrambi i colpi da fondo.
Nell'ultima sfida Borges ha giocato più punti in attacco, ma ha vinto complessivamente tre punti in meno negli scambi da fondo. Il dato si spiega anche con le caratteristiche del tennis sulla terra battuta di Darderi, che inizia lo scambio lontano dalla riga facendo leva su forza e colpi carichi di rotazione. Sul duro, come si è visto contro Shang, il 24enne nato in Argentina cerca di avvicinarsi di più al campo giocare il suo colpo migliore più vicino al campo.
Da questo punto di vista sarà interessante verificare quanto Darderi riuscirà a spingere con il diritto dal centro, e quanto Borges sarà nelle condizioni di contrastare il suo maggior peso di palla provando a uscire dalla diagonale destra per giocare con il diritto in lungolinea, come ha fatto con frequenze decisamente superiori ai suoi standard negli ultimi due confronti diretti.
La direzione dei diritti di Borges contro Darderi a Bastad nel 2026 (Dati raccolti da Tennis Data Innovations, elaborati da Tennis Viz)
Il suo idolo d'infanzia è sempre stato Roger Federer, che ad agosto entrerà nella International Tennis Hall of Fame. "Crescendo, quando ho imparato cosa significhi essere un professionista, ho apprezzato ancora di più quello che riusciva a fare in campo: il modo in cui rimaneva calmo e positivo anche durante gli scambi più incredibili". Ma il suo nome resterà associato a quello di Rafa Nadal. L'ha infatti battuto nell'ultima finale disputata dallo spagnolo in carriera, a Bastad nel 2024. Ha festeggiato il primo titolo ATP ed è diventato solo il sesto giocatore capace di sconfiggere Nadal in una finale ATP dopo Djokovic, Federer, Murray e Zeballos.
Nel 2024, inoltre, è diventato il primo portoghese agli ottavi all'Australian Open e ha raggiunto il quarto turno anche allo US Open, entrando così per la prima volta in Top 30. E' solo il secondo giocatore della sua nazione a figurare tra i primi 50 del mondo nell'era del ranking computerizzato, introdotto nel tennis maschile nel 1973.
Nel 2025, al Roland Garros, ha firmato un nuovo record nazionale. Ha messo a segno la prima vittoria per un tennista portoghese contro un Top 10 in un torneo del Grande Slam, battendo il numero 8 Casper Ruud per approdare al terzo turno. Ne ha aggiunta una seconda, contro il numero 8 Felix Auger-Aliassime (anche se per ritiro) all'Australian Open 2026.
Figlio di un venditore di automobili, ex giocatore di pallavolo, e di una formatrice di impiegati e impiegate delle agenzie di viaggi, ha iniziato a giocare a tennis in un circolo di Maia, vicino a casa. Ma fino ai 16 anni, benché molto competitivo, giocava solo per divertimento. "Tutto è avvenuto un passo alla volta durante la mia crescita. Non ho mai avuto gli enormi investimenti che molti di questi ragazzi hanno ricevuto, dedicandosi praticamente a tempo pieno al tennis già a 13 o 14 anni. Alcuni di loro lavorano fin da piccoli con l'obiettivo di diventare i migliori al mondo, e io non posso dire di aver fatto lo stesso" ammetteva in un'intervista di qualche anno fa pubblicata sul sito dell'ATP.
Prima di diventare professionista, nel 2015 sceglie la strada del college negli USA e si iscrive alla Mississippi State University, dove completerà il suo piano di studi con una laurea in chinesiologia.
Durante gli anni universitari è stato nominato per tre volte Giocatore dell'Anno della Southeastern Conference, ha ottenuto più volte il titolo di All-American e infilato una serie di 31 vittorie consecutive, interrotta soltanto nell'ultima partita della carriera universitaria, la finale NCAA di singolare del 2019, persa contro Paul Jubb.
Una partita che sembra il manifesto di quello che una volta gli ha detto il suo coach Rui Machado: "Non vinci quando vuoi tu, ma quando ce la fai". In portoghese suona ancora meglio: 'Não é quando queres, é quando consegues'. In questa frase c'è il realismo di chi sa come volere non sia sempre potere su un campo da tennis.