Il n.2 azzurro, nel corso di un'intervista con Gill Gross, ha parlato della distanza che ancora lo separa dai due primi giocatori al mondo e su come intenda provare a colmarla, a partire dall'innesto di Jose Perlas nel suo team
29 dicembre 2025
"Contro Jannik (l'anno scorso, ndr) ho giocato una volta sola, agli US Open, ed è stata una sconfitta molto dura perché non ho potuto affatto esprimermi. Ero ben al di sotto del suo livello". Così Lorenzo Musetti, nel corso di un'intervista rilasciata su Youtube a Gill Gross. Diverse invece le sensazioni maturate dal n.6 del mondo quando richiesto di un parere sul confronto con Carlos Alcaraz: "Contro di lui penso di aver giocato un buon tennis, soprattutto sulla terra battuta, e alcune volte mi sono anche ritrovato in vantaggio come a Montecarlo o al Roland Garros - ha sottolineato il toscano - Per mantenere questo livello finivo sempre col farmi male", ha poi concluso Musetti che negli scontri diretti contro l'attuale n.1 del mondo è in svantaggio 7-1.
"Per raggiungerli devo lavorare molto duramente dal punto di vista fisico, cosa che sto facendo, ho bisogno di più tempo per preparami - ha ancora dichiarato l'azzurro nl corso della sua chiacchierata - Ho un nuovo coach nel mio team Jose Perlas, che potrà portare più esperienza e consigli e stiamo lavorando duramente per partire bene fin dall'Australia".

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Non sul servizio, però. Area che resterà ancorata a quanto visto sul finire della scorsa stagione negli Stati Uniti: "Non ho cambiato movimento, quello visto agli US Open mi dà sicurezza anche sul cemento e credo sia importante per me e per il mio gioco se voglio essere aggressivo fin dal primo colpo. Continuerò a lavorarci, è il primo obiettivo".
Annunciato da settimane, solo sul finire della stagione Musetti ha ufficializzato l'ingresso di Perlas nel suo team. Una scelta ponderata, la sua, e in linea con la volontà di provare a colmare parte del gap che attualmente ancora lo separa dai due primi giocatori del ranking: "Ho avvertito il bisogno di qualcosa in più per vedere cosa avrebbe potuto portare di nuovo qualcun altro - ha spiegato ancora Musetti - La relazione con Simone Tartarini va al di là del tennis, ma penso che aggiungere una figura nel team come Perlas sia una qualcosa che volevo da tempo senza avere o il coraggio o il vero bisogno che ho avvertito quest'anno per compiere questo passo avanti per tentare di colmare la distanza con i due leader del circuito. Non c'è niente di garantito ma ci sto provando: lavoro sui dettagli, sulla parte mentale, l'alimentazione, anche solo per riuscire a migliorare anche solo del 1%".
"Non gioco mai pensando al montepremi - ha infine confidato ancora Musetti commentando la sua partecipazione all'esibizione del prossimo 1 marzo a Las Vegas con in palio un milione di dollari - Certo, sono importanti, consentono alla mia famiglia di vivere una vita agiata, ma gioco per la passione di questo gioco e per poterla condividere con i miei figli e con la mia famiglia".