

Flavio Cobolli ha mostrato un tennis più offensivo con cui ha vinto i primi due titoli ATP a Bucarest e Amburgo sulla terra battuta, e raggiunto il primo quarto Slam sull'erba a Wimbledon. Su queste basi può far bene anche sul duro
di Alessandro Mastroluca | 30 luglio 2025
"Ho la fortuna di sapermi muovere bene su tutte le superfici. Dio non mi ha dato il servizio ma mi ha dato le gambe, dicono tutti così. Mi trovo bene a muovermi e anche a vincere dei punti in difficoltà, anche quando devo scivolare e ho una buona reattività per tornare poi sulla palla successiva".
In questo fedele autoritratto, dopo la vittoria al terzo turno a Wimbledon 2025, Flavio Cobolli spiegava le ragioni che l'hanno portato a raggiungere per la prima volta la seconda settimana in uno Slam. Questa reattività la sta utilizzando in maniera evidentemente diversa rispetto al passato recente: non tanto come un atout per incrementare la solidità in difesa, ma come strumento per accelerare il passaggio alla fase offensiva. Giocare all'attacco ha cambiato le sue prospettive quest'anno, anche sulla terra battuta. E può dar ragione a chi, come il padre Stefano che lo allena da sempre, sostiene che Flavio sia un giocatore da superfici veloci, anche se ha vinto i primi due titoli ATP quest'anno sul rosso. Il fatto che abbia raggiunto i primi quarti di finale Slam a Wimbledon va esattamente in questa direzione.
Quell'autoritratto dice molto anche del suo rendimento sul duro nel 2024. L'anno scorso a Washington, dove ha raggiunto la prima finale ATP in carriera, Montreal (sede del National Bank Open negli anni pari, dopo lo stop per il Covid-19) e Cincinnati, ha giocato in media il 28% dei punti in difesa e solo il 24% in attacco, secondo i dati ATP raccolti da Tennis Data Innovations ed elaborati da Tennis Viz. In base al loro algoritmo, giocare in difesa il 4% di punti in più rispetto a quelli in cui ci si trova in proiezione offensiva, riduce al 39% le probabilità di vincere la partita.
In quei tre tornei sul duro nella scorsa stagione, se si guarda alla qualità del colpo, il servizio è stato il colpo dalla media più elevata (7,6). La risposta, al contrario, ha raggiunto appena la sufficienza in base all'algoritmo di Tennis Viz che per ogni colpo di un giocatore considera parametri come ampiezza, profondità, direzione, impatto sull'avversario, e sintetizza la qualità complessiva in un voto su una scala da 1 a 10, nel quale rientra anche la qualità del colpo precedente dell'avversario.
Se la risposta incide poco, la fiducia nelle proprie gambe può anche portarti a giocare più da dietro, contando sulla resistenza. Ma come nel calcio, sport che ha praticato nelle giovanili della Roma, periodo nel quale ha avuto come compagni di squadra Riccardo Calafiori e Edoardo Bove (suo grande amico presente nel box a Wimbledon), la difesa solida non basta senza il contropiede.
Stare troppo in difesa ti fa perdere campo e nel tennis, che è uno sport molto di spazi, se il tuo campo si allunga e si allarga, vincere il punto diventa più difficile. Non stupisce che a Washington, Montreal e Toronto 2024 Cobolli sia riuscito a raggiungere una buona qualità media con il diritto (7,1) e abbia fatto più fatica con il rovescio (6,7), che è più difficile da giocare in spinta da lontano, non colpendo la palla subito dopo il rimbalzo. Infatti, Cobolli ha vinto solo il 32% dei punti in cui si è trovato in difesa in quei tre tornei.
Flavio Cobolli (Getty)
Ma il suo rendimento, finale a Washington inclusa, dimostra un'altra delle grandi qualità di Cobolli: l'essere un competitor nato, uno che sa interpretare bene le partite, che sa giocare con lucidità e freddezza i momenti importanti. Se si guardano solo i tornei sul duro, nel 2024 è stato il secondo miglior giocatore per rendimento, secondo l'ATP, nelle fasi che mettono pressione dietro solo a Jannik Sinner: ha trasformato il 41,6% di palle break, ne ha salvate il 65,4%, ha vinto due tie-break su tre e quattro set decisivi su cinque. Nascono da qui le qualificazioni al terzo turno all'Australian Open e allo US Open, la vittoria a Shanghai su Stan Wawrinka, che suo padre aveva battuto 21 anni prima al Challenger di Brindisi.
La versione 2025 di Flavio Cobolli è diversa. Il suo gusto nel ribaltare le situazioni in campo lo ha spinto a ribaltare la scena fuori dopo un avvio di stagione complicato, senza vittorie nel circuito maggiore per tre mesi. "Mi sono allenato di più, mi sono allenato meglio, il mio atteggiamento in campo è migliorato e questo ha fatto si che arrivassero dei risultati inaspettati che hanno cambiato la stagione" ha detto.
La prima vittoria del 2025, contro Richard Gasquet a Bucarest, cambia tutto. Per i consigli che il francese offre a Stefano Cobolli, che per due settimane sperimenta sessioni di allenamento con la musica in cui non parla al figlio, e perché lo lancia verso il primo titolo in carriera. Il secondo, di maggior prestigio, arriva prima del Roland Garros, all'ATP 500 di Amburgo.
Nei due tornei vinti, sempre secondo i dati Tennis Data Innovations elaborati da Tennis Viz, ha giocato in attacco il 23% dei punti ma in difesa solo il 21%: un 2% di punti in attacco in più rispetto a quelli in difesa, alza fino al 55% la probabilità di successo nel match.
Veloce di pensiero e di gambe, leggero negli spostamenti ma pesante nei colpi, Cobolli ha mantenuto una qualità media di colpi costantemente superiore al 7 in quei due tornei: 7,4 al servizio, 7 in risposta, 7,2 con il diritto, 7 con il rovescio. Con questo fondamentale ha raggiunto una valutazione di 8,7 contro Bautista Agut nei quarti, e di 8 contro Rublev in finale ad Amburgo, le sue due partite migliori nel torneo. Spiccano i tre vincenti di diritto nel tie-break del primo set contro lo spagnolo, i tre servizi vincenti negli ultimi tre punti del primo set contro Rublev e il vincente di rovescio con cui ha concluso la finale.
Fotogrammi di un Cobolli più rapido nel riprendere campo, che ha vinto in quei tornei sulla terra battuta il 40% dei punti in cui si è trovato in difesa, ovvero l'8% in più di quanto era riuscito a fare sul duro a Washington, Montreal e Cincinnati. Certo, la terra battuta offre anche più tempo per manovrare, un lusso che sul duro non sempre è concesso. Soprattutto in condizioni abbastanza rapide come quelle di quest'anno a Washington, dove ha fatto chiaramente fatica in questa transizione nella partita persa in due set contro Frances Tiafoe, che come pochi in queste condizioni di gioco toglie tempo e ritmo agli avversari.
Se Cobolli riuscirà a far leva sulla rapidità e a volgere la velocità delle condizioni di gioco a suo vantaggio, Cobolli potrà esaltare il suo tennis e godersi il suo sogno americano.
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