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ATP Pechino, Djokovic: "E' per partite come questa che continuo a giocare"

Il serbo commenta la sua vittoria ai quarti contro Zverev - "La miglior partita della mia stagione insieme a quella giocata in Australia contro Sinner" - ma già si traguarda al prossimo impegno: "Avrei voluto un giorno in più di riposo, ma sto bene e dopo una vittoria così aumenta anche la fiducia"

04 ottobre 2026

Novak Djokovic (Getty)

Novak Djokovic (Getty)

"Questa è probabilmente una delle due migliori partite che ho giocato quest'anno, insieme a quella contro Sinner in semifinale agli Australian Open. Sono ovviamente entusiasta di aver vinto contro quello che probabilmente è il miglior giocatore del mondo al momento". Raggiante e soddisfatto Novak Djokovic ha commentato così in conferenza stampa la vittoria ai quarti del China Open in tre set contro Alexander Zverev.

Un giocatore, Sascha, che "sta giocando un tennis incredibile da un po' di tempo, in particolare negli ultimi due mesi, culminati con la vittoria agli US Open - ha ancora aggiunto Nole - È sempre stato un giocatore di vertice. Sapevamo che era solo questione di tempo prima che conquistasse il suo primo titolo del Grande Slam. E ci è riuscito quest'anno. Non solo il primo, ma anche il secondo nello stesso anno".

Poi, soffermandosi sulle qualità del tedesco e orientando il discorso su quanto accaduto nel corso del match, Djokovic ha evidenziato come "Grazie alla grande fiducia che ha e al suo servizio potente, affrontarlo è un'impresa ardua: mette molta pressione sui tuoi turni di battuta, mentre lui è estremamente costante, preciso e potente nei propri. Quando si presentano le occasioni – e sono molto rare – bisogna sfruttarle. Credo di aver fatto proprio questo. Sul 5-4 nel secondo e nel terzo set, ho servito bene, ho giocato ottimi punti, ho colto le opportunità e questo è bastato per vincere la partita".

Più facile a dirsi che a farlo. Perché per riuscirci Djokovic ha dovuto mantenere il suo gioco su livelli molto alti, confidando al tempo stesso sul suo servizio e su qualche giro a vuoto di quello del suo rivale (capace nel secondo di set di servire ben 19 prime palle su 20 giocate)

"Ovviamente, per arrivare a quel punto, è successo molto altro - ha riflettuto ancora l'ex numero uno del mondo - Direi che stasera il mio gioco 'servizio più uno' è stato davvero eccellente. Cercavo di sfruttare ogni palla corta per avanzare e mettergli pressione, variando il gioco, venendo a rete ed essendo aggressivo. A tratti ho giocato un tennis ad alto rischio, ma era necessario; altrimenti, sarebbe stato molto difficile vincere".

Restano due partite da vincere per incamerare il settimo titolo a Pechino in altrettante partecipazioni e mantenere immacolato il suo ruolino di marcia nel China Open. Normale quindi che le curiosità oltre a quelle riguardanti la tattica messa in campo contro il tedesco, siano rivolte ora alle sue condizioni fisiche che così tanto ne hanno inficiato il rendimento in questo 2026 e sulle cui ragioni il serbo si è mantenuto assai vago nel corso degli ultimi mesi.

"Avrei voluto un giorno di riposo in più per godermi davvero il momento e la vittoria, ma non c'è tempo. Sto già pensando a cosa devo fare per recuperare e dormire bene. So che farò di nuovo le ore piccole e che domani dovrò tornare in campo. Ormai si gioca ogni giorno. Ma va bene così", ha ancora dichiarato Djokovic consapevole di quel che ora lo attende ma altrettanto consapevole del fatto di essersi "sentito piuttosto bene fisicamente, sia qualche giorno fa che stasera. Le mie ultime due partite sono finite tardi ed entrambe sono durate quasi tre ore, eppure mi sento bene. A dire il vero, non potrebbe esserci notizia migliore per me, dato che per gran parte dell'anno la situazione è stata diversa".

"Quindi sì, penso solo alla partita di domani e al mio prossimo avversario. È stata una vittoria fantastica stasera, ma il torneo non è ancora finito".

Ma ciò che rincuora più Nole, al di là del recupero della routine e del rivale che ora l'attende (Daniil Medvedev, ndr) è l'esser riuscito ancora una volta a dimostrare a sé stesso in primis di avere ancora gioco e colpi per poter continuare a scrivere la sua storia sul circuito da protagonista e non da semplice comprimario: "L'ho detto in campo e lo ripeto - ha chiosato il sei volte campione di Pechino - Partite come questa sono la motivazione principale per cui continuo a gareggiare e a spingermi oltre i miei limiti per allenarmi e raggiungere il livello necessario ad affrontare e battere i migliori giocatori del mondo in occasioni come quella di stasera. Per me è la dimostrazione che posso ancora battere i migliori giocatori del mondo sui palcoscenici più importanti. L'ho sempre saputo, ne sono sempre stato consapevole. Naturalmente, quando giochi così bene, la fiducia aumenta: finisci per dimenticare problemi e difficoltà e continui semplicemente ad andare avanti".

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