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Il serbo centra la sua vittoria n.32 consecutiva in carriera nel China Open e ora attende Medvedev in semifinale. Il successo gli permette di superare Nadal (31) nel numero di vittorie consecutive in un singolo torneo
Ronald Giammò | 04 ottobre 2026
Ai consueti problemi fisici che l'affliggono da mesi, e che son costati lui due sconfitte al primo turno di Cincinnati e degli US Open contro gli argentini Tirante e Navone, Novak Djokovic ha risposto con l'orgoglio dei grandi nel quarto di finale del China Open che lo vedeva opposto al tedesco Alexander Zverev. Se Tirante e Navone avranno di che raccontare per il resto della loro carriera, Zverev è rivale che il serbo aveva battuto già nove volte nei quattordici scontri diretti giocati, l'ultima in un quarto giocato al Roland Garros l'anno scorso, oggi lanciato verso la prima posizione del ranking, e per questo meritevole di attenzioni e trattamento particolare.
E così è arrivata la vittoria n.32 consecutiva in quel di Pechino per lui. Tirata, e per questo ancora più bella, ottenuta dopo poco più di due ore e mezza col punteggio di 46 64 64., al termine di una delle prestazioni più belle offerte da Nole nel 2026, seconda forse solo a quella messa in scena in Australia contro Jannik Sinner. Serviva una performance simile per avere la meglio sul tedesco, lanciato verso la vetta del ranking e ormai alleggerito nell'animo dalla conquista di ben due Slam dopo un'attesa decennale. Capace con il solo servizio di tenere a bada la quasi totalità dei suoi rivali sul circuito, ma non questo Djokovic: forgiato da una carriera costruita controvento, e finalmente ricongiuntosi con sensazioni che sembravano dimenticate e che faranno di lui uno dei protagonisti da tenere maggiormente d'occhio in questa ultima parte di stagione in cui ancora rincorre l'ennesima partecipazione consecutiva al Masters di fine stagione.
A giustificare fino in fondo il suo successo non sono state né la tenuta atletica né quella fisica che così a lungo lo avevano tormentato e che contro il cinese Bu lui stesso aveva dichiarato di esser riuscito per la prima volta a domare in corso d'opera. Quanto più invece la freddezza e la pazienza, la precisione e la lucidità. Appena 16 i suoi gratuiti contro i 39 concessi da Zverev, a segno ben 19 volta alla battuta eppure leggermente in calo nelle percentuali cui aveva abituato gli addetti ai lavori in questi suoi ultimi folli quattro mesi. Nel secondo set, quello che ha consentito a Djokovic di andarsi a giocare il tutto per tutto al terzo, Zverev ha giocato una sola seconda, scagliata tra lo stupore del pubblico cinese.
"Sono sincero, all'inizio ero freddo e ho tirato due doppi falli, non mi ero scaldato bene ma è stata colpa mia - ha dichiarato Nole a caldo a fine match - Gli ho concesso un break ed è stata dura rientrare, ho avuto due palle break ma non sono riuscito a sfruttarle, ma già dalla metà del primo set sentivo che stavo prendendo un buon ritmo. Sono questi i momenti per cui continuo a giocare, la motivazione non manca ed è enorme quando devi affrontare i migliori del circuito di fronte a 15.000 spettatori. Ma sono questi i momenti che ogni giocatore di tennis sogna di poter vivere. Quest'anno è stata dura per diverse ragioni, ma sono ancora qui che sudo e faccio faticare i più giovani per guadagnarsi quel che meritano e sono davvero felice di essermi qualificato".
Epico Nole ?? ?? Oltre 2 ore e 30 minuti di battaglia per avere la meglio di Zverev e conquistare la semifinale a Pechino, dove resta imbattuto con 32 vittorie consecutive @BMWItalia https://t.co/rxbiPNGlDh
— SuperTennis TV (@SuperTennisTv) October 4, 2026