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ATP Montreal: Zverev, Medvedev e le ragioni di una sconfitta

Mai era accaduto dacché esiste questo format di non avere nemmeno uno dei primi sei giocatori del mondo qualificato al terzo turno. Lucido il tedesco: "Va bene così, il tennis è fatto di alti e bassi". Mentre il russo giudica "deludente" la sua sconfitta: "Eppure mi sentivo bene"

di | 06 agosto 2026

Daniil Medvedev (getty)

Daniil Medvedev (getty)

Obblighi e obiettivi non vanno di pari sul circuito ATP. E così a emergere sontuosa da quel di Montreal è oggi una statistica che ben spiga quanto stia accadendo nella lunga discesa che porterà i top player a New York e all'ultimo Slam della stagione. Con le sconfitte di ieri di Alexander Zverev e Daniil Medvedev per mano olandese infatti (Tallon Griekspoor il carnefice del primo, Botic Van De Zandschulp del secondo), cui si aggiungono i forfait di Jannik Sinner, Carlos Alcaraz e, ultimo, quello del beniamino di casa Felix Auger-Aliassime, l'Omnium Bank National di quest'anno verrà ricordato come il primo torneo, dacché esiste questo format, a non veder alcuno dei primi sei giocatori del ranking raggiungere il terzo turno. Infortuni, schedule, programmazione, carta d'identità. Molteplici i motivi che hanno contribuito a delineare questo scenario. Imprevedibili e ancora da scoprire le conseguenze che tale risultato potrà avere sul ranking: il tabellone si è ora aperto, la concorrenza proverà a giocarsi le sue carte e a Cincinnati spetterà il compito di certificare in ultimo le teste di serie di Flushing Meadows.

 Se i forfait della vigilia di Sinner e Djokvic erano cosa nota da giorni, nel corso del torneo è arrivato quello inatteso di Alcaraz che getta ora ombre sulla sua presenza a New York. Diverso il caso di Auger-Aliassime, bloccatosi alla schiena nel corso del suo ultimo allenamento di rifinitura. Ultimi a uscir di scena sono stati invece il fresco campione del Roland Garros, e del russo ex n.1 del mondo che, al netto di una programmazione all'inegna della logica, quest'anno era riuscito a risalire in top10 e a portarsi a un passo da una top5 frequentata l'ultima volta nel gennaio del 2025.

Tra i due, il tedesco è quello che meglio è riuscito a spiegare questo improvviso calo partendo proprio dall'analisi della performance messa in campo contro Griekspoor: "Sì, non mi aspettavo di giocare bene. Però, a essere sincero, non mi aspettavo nemmeno di giocare così male - ha dichiarato il finalista di Wimbledon in conferenza stampa - Credo che questa sia stata la peggior partita della mia stagione. Quest'anno non ho disputato molte brutte prestazioni, ma questa è stata sicuramente una delle peggiori. Va bene così, però. Fa parte del percorso. Il tennis è fatto di alti e bassi. Sono molto soddisfatto di come sono andati gli ultimi due mesi, e adesso si tratta di ritrovare quel livello di gioco".

Nessun alibi: né per le condizioni atmosferiche - "L'estate europea è stata molto più calda rispetto a oggi" - né per le palle da gioco - "Difficili da controllare" -; non è lì che vanno rintracciati "i motivi della mia sconfitta". E lì dove ieri lo spunto avrebbe offerto lui qualche sponda per recriminare, oggi lo status di campione Slam infonde lui una consapevolezza maggiore nel guardare al dettaglio da una diversa prospettiva: "Credo semplicemente che tutti debbano abituarcisi - ha riflettuto prima di congedarsi - Il Canada è il primo torneo della stagione in cui le utilizziamo, quindi serve un po' di tempo per prendere confidenza. Sono molto, molto diverse da tutte le altre palline con cui giochiamo nel corso dell'anno".

Non riesce invece a spiegarsi la sua sconfitta, Daniil Medvedev. Scarno di parole, Meddy non ne vuol sapere di trovare una spiegazione che accomuni la sua eliminazione a quella delle altre prime teste di serie del torneo: "Non ho idea di cosa sia successo agli altri. Io so soltanto di aver giocato una partita molto al di sotto del mio livello e di aver perso. Questo è tutto quello che posso dire su di me. Degli altri non so nulla", ha scandito chiaro a fine match.

Avaro di spiegazioni ma onesto nella valutazione, Medvedev ha tagliato corto anche il discorso legato all'utilizzo di nuove palle da gioco - "Non è una scusa" - ribadendo quanto "deludente" sia stata per lui questa battuta d'arresto. Eppure, ha infine aggiunto, "mi sentivo benissimo, mi ero allenato molto bene, avevo vinto contro la maggior parte dei giocatori con cui mi ero allenato. Stavo giocando davvero un ottimo tennis, mentre oggi in partita ho giocato dieci volte peggio. Può succedere, ma non dovrebbe accadere se vuoi vincere". 

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