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Solidarietà al soldato Sascha: Sinner è un mostro, non perderai altre partite così belle come a Miami

Chissà come reagirà Zverev alla batosta della semifinali in Florida pur dopo una super-prestazione. Con Jannik che l’ha superato in tutto, persino al servizio: grazie al grande lavoro dopo che ci aveva perse agli US Open 2023…

di | 28 marzo 2026

Alexander Zverev (Getty Images)

Alexander Zverev (Getty Images)

D’acchito, Sascha Zverev non è simpatico forse nemmeno al padre (Alexander senior) e al fratello (Mischa) che gli fanno da angeli custodi da quand’era in fasce, svezzandolo ed insegnandogli tutto quello che sa nel tennis e portandolo dal numero 1 mondiale juniores al 2 dei professionisti.

Si porterà dietro per sempre quel po’ di arroganza che viene dal talento fisico e tecnico - naturale -, dai quasi 2 metri d’altezza, dall’aspetto che conquista, e da quelle - gravi - macchie nella vita privata per i suoi difficili rapporti con le donne. Si porta anche dietro, e dai 3 anni, il diabete, limite difficile nella vita di tutti i giorni e insormontabile per i più nell’attività fisica, figurarsi nell’agonismo più sfrenato com’è quello di un soldato dell’ATP Tour. Ed è proprio come soldato che questo tedesco testardo, spesso insofferente ai colpi dell’avversario, merita rispetto dopo la favolosa prestazione nella semifinale di venerdì notte contro Jannik Sinner a Miami, che pure si è tradotta in una sconfitta per due set a zero.

L'INATTESA UMILTA’ DI ZVEREV 

Solo con l’avvento di Alcaraz & Sinner, la terribile coppia di più giovani fenomeni che s’è presa la ribalta, sorpassando la generazione del ’90, Zverev s’è convertito ad un gioco più offensivo. Uscendo solo alla soglia dei 30 anni dalla confort zone di servizio-rovescio da privilegiato dal dio del tennis. L’ha fatto forse più per intelligenza che per reale umiltà, dopo le troppe batoste che ha subito, fallendo come erede dei Fab Four, ruolo cui sembrava destinato, subendo un terrificante infortunio alla caviglia, e mancando ancora quel trionfo Slam che gli è stato negato in tre finali in altrettanti Majors.

A conferma delle qualità tecniche, non solo sul cemento, ma anche sulla terra rossa. Ha avuto reazioni rabbiose, Sascha, e non vogliamo sapere come ha sfogato la frustrazione dopo la magnifica prestazione contro il Profeta dai capelli rossi, finita col settimo ko di fila, in quarto senza raggranellare nemmeno un set, nei testa a testa che oggi dicono 8-4 per l’italiano che, agli US Open 2023, dopo l’ennesimo confronto perso in 5 set, spinsero Jannik a un profondo, accurato, scientifico, lavoro sulla resistenza e sul servizio. Auto-promuovendosi quindi alla attuale dimensione di campione solido e completo, di fisico e di battuta, con una prima addirittura migliore dello specialista tedesco, e all’affettuoso abbraccio a rete di Zverev. Dolce, cameratesco, agonisticamente ideale, come quello della finale degli Australian Open 2025.

Un primo piano di Alexander Zverev (Getty Images)

Un primo piano di Alexander Zverev (Getty Images)

FUTURO

Come reagirà Zverev a questa partita e ai complimenti di Sinner? “E’ stata una battaglia dura, Sascha ha giocato un tennis incredibile, alla fine ho servito molto bene, soprattutto nei momenti cruciali”. Con le prove di Miami, conferma il ruolo di terzo uomo dietro i soliti noti, con gli altri top ten - salvo Jannik - tutti bocciati nell’ultimo test sul cemento che precede alla stagione sulla terra rossa.

La sua scommessa funziona: se spinge di testa, può finalmente spingere nei primi due-tre colpi dello scambio, senza disperdere energie ed esaltando le sue qualità, fra le quali ha scoperto anche un signor dritto. Se non si sente umiliato dalla sensazione più sgradevole e irrisolvibile che possiamo avere nella vita - “Oddio, il mio meglio non basta!” -, magari avrà in sorte un tabellone che lo aiuti a coronare il suo sogno più grande e conquistare finalmente quel Major che anche Sinner gli augura. E che onestamente si merita.

Come Daniil Medvedev, l’unico coetaneo che ha saputo rimettersi in gioco come lui. Coraggio, Sascha, non capiterà così spesso che l’avversario ti batta negli ace (15-5) nelle percentuali di punti sulla tua prima, pur eccezionale (79% a 76%),  ed addirittura con una velocità media con la prima palla di servizio superiore: 203 chilometri all’ora a 196. Chi l’avrebbe mai detto? 

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