Chiudi
Carlos Alcaraz rifinisce con Landaluce la prepatazione per la stagione sulla terra battuta. Il suo coach Samuel Lopez, soddisfatto dei primi mesi del 2026, non chiude la porta al ritorno di Ferrero.
di Alessandro Mastroluca | 01 aprile 2026
"Il rapporto con Juan Carlos Ferrero è buono. Non so cosa potrà succedere in futuro, però un suo ritorno nel team di Carlos Alcaraz non è affatto un’idea così assurda. È una possibilità che esiste: magari, tra un po’ di tempo, perché no?". In una lunga intervista concessa a Eurosport Spagna l'attuale coach del numero 1 del mondo Samu Lopez ha aperto le porte a un ritorno di 'Mosquito', che ha forgiato il tennis di Alcaraz e l'ha guidato fino a diventare il più giovane numero 1 del mondo nel tennis maschile da quando esiste il ranking computerizzato.
La decisione di interrompere la lunga collaborazione con Ferrero, annunciata lo scorso dicembre, ha rappresentato una grossa scommessa per il numero 1 del mondo. "Ferrero ha fatto il lavoro più difficile che esista nel mondo del tennis, cioè prendere un bambino e farlo diventare un tennista e non solo un tennista, ma farlo diventare numero uno del mondo e portarlo fin lì. All’improvviso Carlos va in Australia e volta pagina" ha detto a “Radiogaceta de los Deportes”, su Radio Nacional Española, il direttore del Masters 1000 di Madrid Feliciano López.
In un giocatore così giovane, ha agiunto "Feli", "la rottura con una persona che ha avuto tanta influenza nella sua carriera può risultare, all’inizio, un po’ più difficile da gestire, soprattutto per il fatto di non avere quella persona vicino quando in una partita le cose si complicano. Ma d’altra parte, quando ho visto come l’ha gestita, mi sono reso conto che è un fenomeno a tutti i livelli- Carlos ha dimostrato la sua maturità e la sua capacità di accettare le cose e gli ostacoli che possono presentarsi lungo il suo percorso durante la carriera".
Le prime tappe del nuovo corso, infatti, hanno dato ragione allo spagnolo. Alcaraz ha trionfato all'Australian Open, diventando il più giovane a completare il Career Grand Slam, ovvero a vincere almeno una volta tutti i quattro major, e messo in fila una serie di 16 partite vinte di fila. Il Sunshine Double si è chiuso con una semifinale a Indian Wells e un terzo turno a Miami, risultati in linea con quanto fatto in questi stessi tornei nel 2025.
Sicuro di raggiungere, il lunedì di Pasquetta, le 66 settimane da numero 1 di Jannik Sinner, Alcaraz potrebbe perdere lo scettro a favore dell'italiano già il lunedì successivo, dopo il Masters 1000 di Monte-Carlo, il primo grande appuntamento della stagione sulla terra battuta, dove tornerà da campione in carica.
Alcaraz ha rifinito la sua preparazione per il rosso in casa. Questa settimana si è allenato con Martin Landaluce (102 ATP dopo gli ottavi a Miami) prima alla la Real Sociedad Club de Campo de Murcia, a El Palmar, poi ieri al Real Murcia Club de Tenis 1919: tra gli spettatori anche l'ex centravanti della Juventus e del Milan Alvaro Morata, oggi al Como. La sua partenza per il Principato, rivela l'agenzia di stampa spagnola Efe, è prevista per sabato.
I primi tre mesi della stagione, ha spiegato Lopez a Eurosport Spagna, "sono stati positivi, con nuove situazioni all'interno del team. Carlos ha avuto un ottimo inizio di stagione, ha giocato al meglio delle sue possibilità. L'idea è sempre quella di arrivare il più preparati possibile, ma non si può mai essere al 100%. Bisogna anche accettare il fatto che perdere è possibile". Anche la Race, la classifica aggiornata dopo ogni partita che tiene conto solo dei risultati nell'anno solare, premia Alcaraz, primo anche se con soli 50 punti di vantaggio su Sinner. I due continuano a competere in una dimensione diversa rispetto alla concorrenza.
Ma restare davanti al proprio rivale non deve diventare un fine. L'ha detto più volte Sinner: il suo obiettivo è migliorare come giocatore, diventare la miglior versione possibile di sé; la classifica è solo una conseguenza del suo livello di gioco. L'approccio di Alcaraz e del suo team, spiega Samu Lopez, è identico. "La motivazione si trova nell'obiettivo di migliorare come giocatore. Carlos deve concentrarsi ogni giorno come migliorare gli aspetti che deve migliorare, perché c'è sempre qualcosa su cui lavorare. Ci concentriamo molto sul suo tennis, sull'aspetto mentale, sulla gestione delle routine, sulle percentuali di servizio: tutti gli obiettivi che ci poniamo in allenamento devono poi essere trasferiti in partita - ha detto - Dico spesso a Carlos: vuoi essere ricordato come un giocatore che fa divertire il pubblico? Per riuscirci, devi fare tutte le cose su cui insistiamo costantemente".