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Cultura e costume

Gladiatori della Terra, 90 anni di storie, passioni e campioni

La storia degli Internazionali d'Italia raccolta in un libro, edito da Giunti e curato dalla Federazione Italiana Tennis. Il racconto del torneo, dei suoi grandi campioni, dell'Italia che cambia vista attraverso la terra rossa del Foro Italico. Il libro è arricchito da una vasta sezione fotografica, da interviste ai protagonisti del torneo, statistiche e curiosità

08 settembre 2020

Novant'anni di storia, di storie, di passioni e campioni. Dal 1930, gli Internazionali d'Italia hanno alimentato l'amore per il tennis, hanno fatto soffrire e gioire i tifosi insieme ai loro idoli nell'arena unica, immaginifica, del Foro Italico dove il torneo si è spostato dopo i primi anni a Milano. Roma e il grande tennis, una corrispondenza di sensazioni forti come solo uno sport che è specchio della vita piò regalare. A questo legame è dedicato "Gladiatori della terra rossa" (Giunti editore), il volume curato dalla Federazione Italiana Tennis che racconta i novant'anni degli Internazionale d'Italia.

Attraverso i testi di Giancarlo Baccini, Luca Bottazzi, Angelo Carotenuto, Luca Marianantoni (curatore del volume, autore delle didascalie e delle note biografiche), Vincenzo Martucci, Roberto Perrone si sviluppa il racconto del torneo e dei suoi campioni, impreziosito da efficaci ritratti dei vincitori di ogni edizione, da un ricco apparato iconografico e da una dettagliata "Dataroom" che contiene l'Albo d'oro delle varie specialità e una serie di utili statistiche. Le emozioni passano anche attraverso il ricordo diretto di quei "Gladiatori" che hanno illuminato la storia del torneo nelle sue differenti stagioni. 
Il libro traccia un percorso suddiviso per epoche che restituisce lo spirito di un evento capace di raccontare l'Italia, anche attraverso i ricordi di "gladiatori" simbolo delle stagioni del torneo. I capitoli infatti sono accompagnati dalle testimonianze dirette, raccolte da Alessandro Mastroluca. Presenti interviste a John Newcombe e Lea Pericoli; Paolo Bertolucci e Chris Evert, con cui ha dialogato Dario Castaldo; Thomas Muster e Gabriela Sabatini, Flavia Pennetta, Maria Sharapova e Rafa Nadal. Le emozioni del passato sfumano poi nell'orgoglio per un presente che vede l'Italia al centro del mondo del tennis. Al rinnovato splendore degli Internazionali è dedicata l'intervista conclusiva di Piero Valesio al presidente della Federazione Italiana Tennis, Angelo Binaghi.

In principio, era il Tennis Club Milano ad ospitare il torneo. Ed è da qui che procede il racconto, in un primo capitolo, affidato a Luca Bottazzi, dedicato ai primi cinque anni degli Internazionali e al passaggio al Foro Italico, allora chiamato Foro Mussolini.

Roberto Perrone racconta il boom degli anni Cinquanta e Sessanta, trascorsi nel segno di Nicola Pietrangeli, dei grandi australiani come Tony Roche, Ken Rosewall o Rod Laver, che Pietrangeli ha sconfitto nella celebre finale dell'edizione del 1961 giocata a Torino per il centenario dell'Unità d'Itallia. Il tennis è lo specchio di un sogno di benessere che sta diventando realtà, metafora di una gioia di vivere da ritrovare dopo le difficoltà della guerra.

Roma città aperta si trasforma nell'icona della Dolce Vita, e gli Internazionali d'Italia affiancano il cambiamento con i successi di Margaret Court, con il debutto della prima grande tennista nera nella storia del gioco, Althea Gibson, con la passione per le specialità più spensierate come il doppio e il doppio misto. Specialità che vedono affermarsi nel cuore degli appassionati Gianni Cucelli e Rolando Del Bello prima, Nicola Pietrangeli e Orlando Sirola poi.

"Gladiatori della terra rossa". una delle pagine fotografiche del volume

Con Vincenzo Martucci attraversiamo l'era Open fino all'inizio del terzo millennio, all'avvento dei Fab Four, i quattro moschettieri che hanno avviato la nuova era nella storia del gioco. Molto prima di Federer, Nadal, Djokovic e Murray, però, per l'Italia il quartetto del tennis da recitare come una filastrocca era un altro: Corrado Barazzutti, Paolo Bertolucci, Adriano Panatta, ultimo italiano nell'albo d'oro del singolare maschile, Tonino Zugarelli. I quattro grandi azzurri degli anni Settanta, i protagonisti del trionfo in Coppa Davis del 1976, fanno crescere il popolo del tennis, che invade la programmazione delle televisioni e riempie i circoli di appassionati desiderosi di imitare i gesti dei campioni.

Una doppia pagina fotografica del volume "Gladiatori della terra rossa"

Il decennio dei Settanta, iniziato con la vittoria di Billie Jean King su Julie Heldman, le due principali icone delle "Original 9", nucleo del primo circuito femminile preludio alla nascita della WTA, rinforza l'immagine degli Internazionali d'Italia come specchio dei tempi. Il racconto di questa stagione attraversa anche le difficoltà degli anni Ottanta, con lo spostamento del torneo femminile prima a Perugia, dove si alimenta il record di vittorie di Chris Evert, poi nel 1985 all'Italsider di Taranto dove vinse Raffaella Reggi. E il rinnovato boom del singolare femminile grazie all'innamoramento del pubblico di Roma per Gabriela Sabatini.

Tra gli anni Novanta e i Duemila, Roma "scopre" Thomas Muster, si divide tra Pete Sampras e Andre Agassi che proprio a Roma si sono sfidati per la prima volta nel 1989. Il tennis rock di Jim Courier scalda il pubblico, Guga Kuerten intenerisce con il sorriso aperto e sincero come il suo gioco. Si affermano le grandi scuole europee sul rosso, su tutte la Spagna: trionfano Alex Corretja, Juan Carlos Ferrero, la sorpresa Felix Mantilla nel singolare maschile; Conchita Martinez si afferma per quattro anni di fila.

"Gladiatori della terra rossa", una doppia pagina di foto con i campioni degli anni Ottanta

Si arriva così al racconto di un passato che ancora non trascolora, alle vittorie di Rafa Nadal e Novak Djokovic, di Venus e Serena Williams che al Foro Italico hanno vissuto il secondo capitolo della loro rivalità. Gli anni di Maria Sharapova e del sogno ancora senza lieto fine di Roger Federer, mai vincitore a Roma. Gli anni di un altro quartetto azzurro che ha fatto destare l'Italia del tennis: Sara Errani, Flavia Pennetta, Francesca Schiavone, Roberta Vinci. 

Gli Internazionali d'Italia festeggeranno il novantesimo compleanno senza l'abbraccio del pubblico, in una data e con un formato diverso dal solito per la pandemia che ha stravolto la vita di tutti. Ma in questa versione insolita si ergono a simbolo di rinascita, epifania della forza di una splendida realtà consacrata nel mondo. 
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