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Le storie

Tirante, l'idolo Del Potro e il tatuaggio profetico: "Se puoi sognarlo, puoi farlo"

Tirante è il primo argentino a battere Djokovic dai tempi di Del Potro, sua grande ispirazione, nel 2016. Legatissimo alla famiglia, ama la musica e la lettura. Conosciamo meglio la storia dell'argentino

di | 16 agosto 2026

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"Se puoi sognarlo, puoi farlo". La frase che Thiago Agustin Tirante è tatuato sul petto quando ancora non aveva sedici anni si veste di nuovi colori dopo il successo di maggior prestigio in carriera, a Cincinnati contro Novak Djokovic.

Dopo la partita, Tirante ha subito telefonato a casa. "Ho parlato con mio padre e con mio nonno. Chiamerò anche mia madre. Penso che questo sia un momento davvero, davvero importante per me e anche per la mia famiglia. Gioco a tennis per vivere momenti come questo" ha detto.

IL TENNIS NEL DESTINO DALLA NASCITA

Classe 2001, Tirante è praticamente nato su un campo da tennis. E pensare che in famiglia le uniche appassionate erano le zie Vanesa e Valeria, diventate anche insegnanti. Danno qualche lezione anche nel club che il nonno ha acquistato come forma di investimento, il “Tenis La Cumbre” di La Plata. "L’hanno inaugurato l’1 aprile 2001 e io sono nato nove giorni dopo. Il circolo ha una zona abitabile, con una cucina, così i miei genitori sono andati a viverci. Il cortile di casa mia erano i due campi da tennis, così stavo tutto il giorno al club e le mie zie mi hanno messo in mano la prima racchettina quando avevo nove mesi" raccontava in occasione del Challenger di Milano del 2023. 

Tifoso del River Plate, da piccolo gioca anche a calcio, ma dai 10 anni si concentra sul tennis. “A 12 anni ho giocato i primi tornei internazionali in Sudamerica, poi ho iniziato a farmi conoscere nel secondo anno di Under 14, quando sono venuto in Europa e ho giocato alcuni eventi, raggiungendo per quattro volte la finale. E poi ho partecipato alla Davis Cup Junior. La mia carriera è iniziata così”. 

La sua infanzia è segnata tanto dallo sport quanto da una delle cicliche crisi economiche che affliggono l'Argentina. La sua è una famiglia di lavoratori, la madre Marine fa le pulizie in un ospedale al mattino e al pomeriggio lavora in una farmacia, il padre Gonzalo si divide tra una ditta di lucidatura di pavimenti e una scuola guida. 

“È capitato che i miei genitori rimanessero senza mangiare per comprarmi le scarpe da tennis. Mio nonno, mia zia, i miei genitori mi davano i soldi per andare ai tornei. Magari andavamo in macchina e non in aereo: ci volevano 10-12 ore, ma almeno si arrivava. In questo modo ho imparato ad amministrare i soldi” raccontava.

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L'IDOLO DEL POTRO

Tirante è il quarto argentino capace di battere Novak Djokovic dopo gli ex numeri 3 del mondo 
Guillermo Coria, David Nalbandian e Juan Martin del Potro, ultimo a riuscirci prima di lui, ai Giochi Olimpici del 2016. "L’ho sempre ammirato più di tutti, un po’ per il suo modo di giocare simile al mio, ma anche per gli infortuni: da ragazzino mi facevo spesso male e quindi ho vissuto dei passaggi simili ai suoi, tra stop e riabilitazioni. È il mio idolo, volevo essere come lui, come giocatore e come persona" ha raccontato.

LA CARRIERA DI TIRANTE: E' STATO N.1 JUNIOR

Le premesse erano più che buone. Nel 2019 Tirante ha chiuso la stagione da numero 1 del mondo, con una serie di 19 partite e 26 set vinti di fila, e tre trofei consecutivi: lo Yucatan Cup, l'Eddie Herr e l'Orange Bowl. Aveva già vinto il Roland Garros junior in doppio con Pucinelli de Almeida. Sarebbe poi stato scelto come sparring partner alle Nitto ATP Finals di Londra, dove ha avuto l'occasione di allenarsi con Roger Federer, Rafael Nadal e Daniil Medvedev.

Ha debuttato nel circuito nel 2021, a Buenos Aires, ma ha vinto la prima partita ATP solo al Roland Garros 2023. L'anno successivo è entrato per la prima volta in Top 100, anche grazie alla prima semifinale ATP a Bastad, raggiunta battendo il campione in carica, e allora numero 8 del mondo, Andrey Rublev.

Il 2026 è l'anno della definitiva svolta. Vince la prima partita in carriera all'Australian Open, debutta in Coppa Davis nel deludente preliminare giocato senza star e perso in Corea del Sud a febbraio e raggiunge la seconda semifinale ATP a Houston battendo Ben Shelton. Sulla terra battuta raggiunge per la prima volta il terzo turno di un Masters 1000, e fa ancora meglio agli Internazionali BNL d'Italia dove gioca il primo ottavo in questa categoria di tornei. Al Roland Garros firma il suo miglior risultato Slam, il terzo turno. Sul duro, a Montreal torna negli ottavi di un Masters 1000 e debutta in Top 50. Pochi giorni dopo si regala un giorno di gloria contro Djokovic.

LA PASSIONE PER LA LETTURA

"Penso di essere una persona molto tranquilla e mi piace andare in un caffè e ascoltare musica. Mi piace anche leggere  soprattutto i romanzi - ha detto in occasione dell'ultimo Roland Garros -Di recente ho letto Pablo Borges. Mi aiuta, perché non mi piace passare troppo tempo nella mia testa a pensare al tennis, a quello che dovrò fare domani, a cosa devo migliorare durante gli allenamenti o in partita".

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