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L'intervista

Ocleppo: "Il tennis in Italia è un piatto gourmet fino al 2030 e oltre. Fidatevi della FITP"

Presidente del Comitato d'onore delle Nitto ATP Finals, Ocleppo elogia il tennis italiano per i risultati sportivi e l'organizzazione dei grandi eventi, dagli Internazionali BNL d'Italia alla Final 8 di Coppa Davis

di | 22 febbraio 2026

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Gianni Ocleppo, classe ’57, ci riporta agli Anni Ottanta, quando divenne numero 30 del mondo, vinse un titolo Atp (Linz) e giocò anche una finale di Coppa Davis. Oggi è amministratore delegato della società di famiglia, la Promozioni Gestionali, che opera nel settore del confezionamento di prodotti. Con il circuito chiuse i rapporti nel 1987, ma non con il tennis.

Gianni, qual è il tuo rapporto attuale?
“Il mio rapporto attuale con la racchetta? Beh, è marginale…”. 

Come sarebbe marginale? E il ruolo di Presidente del Comitato d'onore e membro del comitato organizzatore delle Nitto Atp Finals di Torino, dove ha anche contribuito al successo dell'evento e al Fan Village?
“Un ruolo che considero un grande piacere. Far parte di questo grandissimo evento, nella mia regione… ma non ho compiti operativi. Cerco solo di essere il più possibile utile, e se ne faccio parte è perché Angelo Binaghi è un amico”.

Però resti un manager che ha occhio, e dunque un suo punto di vista sulla organizzazione degli eventi.
“Mi piace considerarmi uno spettatore privilegiato, mettiamola così. Torino è la mia città d’adozione, essendo io sono piemontese che vive ad Alba. Quello che vedo è che Angelo ha fatto molto bene, da tantissimi anni a questa parte e i risultati si vedono sul campo no. Il poter vedere dietro le quinte mi ha fatto notare l’atmosfera, da parte dei giocatori stessi. Dico una cosa abbastanza palese, perché la si avverte quando quando si entra in campo, in qualunque posto ci si siede. La verità è che l’organizzazione a Torino è stata straordinaria, e ricordo che all’inizio si pensava non potesse essere all’altezza. C’è stato anche l’anno con il Covid, non so se ci rendiamo conto. E poi è arrivata anche la ciliegina sulla torta: Jannik Sinner”.

Con gli spettatori in crescendo.
“Lui ha portato tanto pubblico, e quest’anno si prevede ancora un record di affluenza. Ma vorrei sottolineare come sia la stessa Torino a piacere ai giocatori, che la trovano città ancora a livello diciamo umano, con i servizi come i campi di allenamento vicini, l’ottima cucina…”.

Non sono dettagli da poco.
“Esatto. Per questo oggi Torino è uno dei tornei i più importanti al mondo, secondo solo agli Slam, con un pubblico che si è dimostrato anche molto competente, non solo tifoso”.

Tanti spettatori, anche stranieri.
“Mi sembra che abbiamo ricevuto spettatori da circa 90 paesi diversi, no? Un successo certificato”. 

Ora però siamo tutti in attesa…
“Io sono piemontese e spero che continui a rimanere a Torino, ma se poi dovesse essere un’altra città come, non so, Milano vedremo… l’importante prima di tutto è che le Atp Finals restino ancora in Italia, e fino al 2030 questo è appurato”.

Gianni Ocleppo in azione (Foto FITP)

Gianni Ocleppo in azione (Foto FITP)

E se tu volessi dare un consiglio alla macchina organizzativa?
“Un consiglio? È quello di continuare a fare quello che stanno facendo. Davvero, meglio di così non si può fare. La macchina organizzativa parte 6-7 mesi, il circolo della stampa sportiva che collabora e mette a disposizione due campi per gli allenamenti, il Pala Inalpi vede davvero tutto compatto, senza tanti spostamenti. Poi, per carità: c’è sempre spazio per migliorarsi ma parliamo di dettagli: io credo che ogni anno si sia andati verso l’eccellenza”.

Chiedo sempre al manager come giudica il fenomeno Italia, modello che gli stranieri ci invidiano.
“Abbiamo due top five e dal punto di vista organizzativo abbiamo anche la Coppa Davis. Ma la svolta nasce dal fatto che l’Italia del tennis è un paese in salute e in fiducia. Il tennis ha fatturato più del calcio, no? Questo per la prima volta, e la dice lunga sui cambiamenti nel nostro sport. La Fitp ha realizzato l’impensabile: il tennis oggi è uno sport al quale possono partecipare tantissimi giovani”.

Finals 2025, il 'Best of'

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A proposito di giovani, stiamo dimenticando un certo Julian.
“Mio figlio… purtroppo, perché il dispiacere c’è e soprattutto per lui, gli infortuni hanno vinto e Julian ha smesso con il tennis agonistico. Ora sta studiando microeconomia per entrare in azienda”.

Soffrivi da genitore? Rivedevi te giocatore con le differenze del tuo tennis, dei tuoi tempi?
“Sicuramente si soffre quando si è genitori, quando gioca tuo figlio, purtroppo c’è anche l’avversario… invece per quanto riguarda le differenze: beh, sono abissali. Io giocavo con la Maxima di legno, poi con la Dunlop…”.

Ultima domanda: il palato dei tifosi italiani è diventato sopraffino, ormai abituati alle pietanze gourmet di Sinner e dei suoi fratelli: si può migliorare e tenere in vita questo ciclo?
“Diciamo che fino al 2030 siamo coperti al massimo con Atp Finals, Coppa Davis e Masters 1000 di Roma. Se si potesse eventualmente aggiungere, acquistare un ATP 500 sarebbe davvero un bel colpo, ma credo che la Federazione si stia muovendo e stia facendo i passi giusti per avere questa opportunità. Restiamo tutti fiduciosi”.

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