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Le storie

Come mi alleno, come gioco, che racchetta uso? Chiedilo all’App di Agassi e Cahill

L’ex pro e il super-coach di Sinner lanciano una nuova applicazione per dilettanti, coach e professionisti. Unendo le loro esperienze all'intelligenza artificiale

di | 13 febbraio 2026

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Ehi, Darren, tutti pensano che Agassi abbia un QI tennistico alto. Dici che è una fesseria?”. Agassi, il famosissimo Andre, si rivolge così, via Zoom, ad uno dei suoi coach, l’australiano Cahill, che oggi guida il nostro Jannik Sinner. E riceve come risposta immediata: “Andre è stato uno dei ragazzi più intelligenti che abbia mai allenato. Ha fatto leva sulla sua profonda preparazione alle partite e sulle questioni tecniche più che sulla sua sensazione. Non era solo ricco di talento, il modo in cui funzionava la sua mente - abbattere gli avversari e adattarsi in campo era qualcos’altro -, quindi no, non sono fesserie”.

Ovviamente, in questa provocazione social non c’è nulla di casuale: è il lancio promozionale di un progetto che, in collaborazione con il colosso informatico IBM, sta lavorando ad un’applicazione in cui gli appassionati di ogni livello potranno chiedere consigli tattici e sull’attrezzatura grazie all’Intelligenza Artificiale.

Andre Agassi (Getty Images)

Andre Agassi (Getty Images)

NUOVA VITA

Andre Agassi è più d’una persona e di una storia. Dopo aver vissuto un paio di vite da atleta e da uomo, si sta riciclando anche come manager, dopo aver fallito come coach. Così, la sua ultima uscita non deve sorprenderci.

Né dobbiamo soffermarci troppo sulle zone grigie dell’ex grande promessa che, prima sperpera gli Slam e scende negli inferi della classifica poi risale miracolosamente al numero 1 del mondo, esempio di gran lavoratore e professionista, passando da ex bad boy, il punk di Las Vegas che confessa di aver giocato per anni con un toupé per mascherare la calvizie ed avere assunto metanfetamine, nell’eroe dell’autobiografia best seller, scritta da un premio Pulitzer, sbandierando anche un sorprendente matrimonio felice con l’ex numero 1 delle donne, Steffi Graf, apparentemente molto diversa da lui. Agassi è intelligente e abile manager di se stesso e ha il polso della realtà e sa che oggi lo sport è dedizione totale, allenamento continuo ed accurato, giorno dopo giorno eludendo tutte le tentazioni della vita, a cominciare dalla tavola, e poi concentrazione, personalità, tecnica, certo, e tattica, e tantissimo fisico, ma anche supporto tecnologia.

E quindi analisi particolareggiate che vengono elaborate nel dettaglio da macchinari sempre più precisi e forniscono a tecnici ed atleti le indicazioni ideali per l’attività.

Cahill, i giocatori e le imprese

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OBIETTIVI

E’ anche legittimo ed utilissimo che gli ex atleti mettano in gioco le proprie esperienze in funzione degli eredi. Così, lo stesso Agassi che odiava la macchina spara-palle inventata da papà, pur diventando così il miglior risponditore di sempre e che voleva evadere dal sistema d’allenamenti da Marines della prima grande accademia tennis, di Nick Bollettieri, adesso che in campo non ci va più lui, esalta anche i sistemi tecnologici per il raggiungimento degli obiettivi.

Che possono comunque garantire e democratizzare l’accesso alla competenza tecnica e strategica. Perché non tutti possono permettersi un coach di alto livello. Ma tutti possono avere uno smartphone, con la App che offre consigli tattici personalizzati, analisi video automatica del gioco, suggerimenti sull’attrezzatura e programmi di allenamento adattivi. Il sistema è semplicissimo. 

DOMANDE/RISPOSTE

Si parte dalla video analisi, lanciata in Italia nel 2006 da Danilo Pizzorno (oggi nello staff di Jasmine Paolini) e poi istituita come base di lavoro di tutti gli allievi della Riccardo Piatti Academy di Bordighera e di tutte le scuole tennis: l’utente carica un video del proprio allenamento o del match, l’AI analizza posizionamento in campo, modello di gioco, percentuali di prime palle e direzioni del servizio ed errori non forzati e fornisce quindi, di rimando, indicazioni con correzioni tecniche e suggerimenti situazionali.

Come ad esempio: “Attacca di più sul rovescio dell’avversario”. Le domande classiche sono sempre quelle: “Come affronto un mancino?”, “Come gestisco un gran battitore che però si muove poco?”, “Come miglioro la transizione a rete?”. L’AI elabora le risposte in base ai Database storico di match, i principi tattici di Agassi e Cahill, le loro esperienze tattiche ed umane, e alcuni schemi di gioco concreti e applicabili tradizionali.

CAPISALDI

Molti giocatori non hanno nozioni precise sull’attrezzatura ideale personalizzata. L’App di Agassi-Cahill cerca di dare una risposta in base a: livello di gioco, stile (attaccante, contrattaccante, giocatore serve & volley), frequenza di rottura delle corde, problemi fisici più frequenti. Suggerendo anche il tipo di racchetta da utilizzare, la tensione dell’incordatura, peso, bilanciamento, materiale della racchetta. Con il sostegno del colosso informatico IBM che avvalora i suggerimenti tecno/tattici, basandosi sulle esperienze di partite e test, costruendo un ecosistema capace di apprendere continuamente dai dati caricati dagli utenti e da quelli delle partite del circuito ATP.

 

RISPOSTA

L’App sembra rivolta soprattutto ai dilettanti che, con questo sistema, avranno accesso a competenze prima riservate solo ai professionisti, potranno raggiungere una crescita tecnica più rapida, aumentando la motivazione col supporto di due acclamati e vincenti specialisti mondiali.

Anche gli allenatori potranno trovare un punto di riferimento decisivo nella nuova applicazione come strumento di supporto/scambio di idee, analisi oggettiva dei dati e monitoraggio dei progressi. Senza tema di perdere il lavoro perché possono personalizzare in modo ancor più approfondito le situazioni generiche con quelle specifiche del loro assistito. 

Il rischio è piuttosto che il giocatore sia sempre meno libero di seguire la propria creatività e spontaneità, e si affidi sempre più alle indicazioni programmatiche del computer. Sempre più schiavo di una macchina e sempre meno John McEnroe.

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