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Gli ultimi due mesi hanno stravolto gli equilibri in classifica, dal Canada parte il grande confronto
di Paolo Rossi | 03 agosto 2026
Lo swing americano ha ufficialmente aperto la stagione della caccia grossa, almeno per le tenniste. A Toronto, nel Wta 1000 in corso, non c’è in palio soltanto l’ambito trofeo del torneo ma anche la posizione Top 1, quella della leadership della classifica mondiale. Al momento la regina del ranking è la bielorussa Aryna Sabalenka, e lo è ininterrottamente dal 21 ottobre del 2024. Però il suo vantaggio si è un po’ assottigliato nel tempo, con le ultime prestazioni non proprio soddisfacenti: sintetizzando, non vince un torneo da marzo (Wta 1000 di Miami). Da allora solo una serie di piazzamenti, oggettivamente da voto insufficiente per la dominatrice del circuito. Così, grazie anche al sistema computer del ranking, la kazaka Elena Rybakina (peraltro senza aver realizzato anche lei exploit memorabili) le si è avvicinata come un’ombra e dunque il Canada è diventato un affaire personale per le due fanciulle dell’Est. Ad oggi le duellanti sono divise da 494 punti.
Cosa vuol dire, tradotto in numeri? Semplice: se Sabalenka non giungesse agli ottavi di finale, e Rybakina trionfasse al National Bank Open di Toronto, dovremmo changer la femme al top della classifica Wta. Non sarebbe una grande sorpresona, ma non era neppure una cosetta così scontata fino a un mese fa. E, comunque sia, anche se non accadesse nulla a Toronto, è ovvio che con i successivi US Open newyorchesi e i duemila punticini in palio dell’ultimo Slam dell’anno la faccenda diventerebbe sempre più intrigante. Talmente tanto che s’è aperto il dibattito, nel mondo, su chi si preferisce vedere con la corona: la florida Aryna oppure la glaciale Elena? Il sondaggio è aperto e tuttora in corso, con le votazioni che oscillano tra chi ha occhi solo per la Sabalenka dal busto ampio, le due spalle invidiate da molti maschietti e con braccia e gambe forti e veloci, e invece chi propende per la longilinea e imperturbabile Rybakina.
La rivalità è perfetta, non potrebbero infatti essere più diverse: lo yin e lo yang. Non hanno tra di loro trascorsi polemici, anzi. Aryna ha sempre avuto parole al miele per Elena: “È una ragazza adorabile. Direi che è la persona più gentile del circuito. Giochiamo da molto tempo ormai, e abbiamo disputato tantissime partite. Mi diverto molto, perché giochiamo spesso un tennis fantastico e le sfide diventano una battaglia. Mi piace la nostra rivalità. Lei mi piace come persona e come giocatrice. Ma spero davvero di vincerle tutte d’ora in poi, le nostre sfide”.
L’una è glaciale e l’altra ribelle e focosa. Eppure entrambe hanno in comune qualcosa: sofferenze e dolori per problemi personali, di organizzazione interna diciamo. Ad esempio, di Rybakina conosciamo la lunga vicenda del suo coach, il croato Stefano Vukov, sospeso per un anno dalla Wta proprio per la sua gestione non impeccabile (eufemismo gentile) con la ragazza, che però non ha mai voluto accusarlo e sconfessarlo, tanto da riprenderlo con sé dopo le parentesi con Goran Ivanisevic e Davide Sanguinetti. Invece, Sabalenka, ha dovuto apprendere la notizia del suicidio di Konstantin Koltsov, suo ex fidanzato, gestirla e conviverci per qualche tempo. Non è stato facile per nessuna delle due, e questo certifica il temperamento delle due tenniste più forti del mondo.
La bielorussa ha un tale carattere forte da reagire sempre nel modo giusto alle avversità, persino con una punta di humour: “Io ho due personalità: in campo sono piuttosto aggressiva, piuttosto emotiva, cosa che mi serve per esprimere al meglio il mio tennis. Fuori dal campo, sono una persona completamente diversa. Non so, non avessi impugnato una racchetta sarei stata una pugile o una modella curvy. Sì, e penso che sarei stata brava”.
Capito il tipo? Ma non le è da meno la kazaka, algida e imperscrutabile per principio comportamentale: “Per me il tennis è sempre stato un gioco. Anche adesso non lo considero un lavoro. È un gioco, e se non riesco a fare qualcosa mi piace migliorarla, correggerla. Sì, amo tutto del tennis”. Per estirparle qualcosa di suo, bisogna essere degli ottimi dentisti: “Le rivali? No, non mi influenzano. In realtà, è il mio umore che cambia molto. Dipende da qualsiasi cosa, ma non mi vedrete mai lanciare una racchetta. Anche se forse, a volte, non è bene tenersi tutto dentro”. Per questo, quando vuole sfogarsi, Rybakina decide di divorare gelato al cioccolato come se non ci fosse una domani, oppure salire sulle montagne russe: non urlerà, come chiunque fa con la testa sottosopra e i capelli al vento: riderà divertita per tutto il tempo del giro.
A Toronto la prima sentenza, dunque. Ma Rybakina – ben consapevole di dover fare un lavoro perfetto – dovrà comunque chiedere un aiutino a qualche altra collega per uno sgambetto a Sabalenka. Forse, a giudicare dal sorteggio del tabellone (potrebbe accadere nei sedicesimi di finale), potrebbe darle una mano la lettone Jelena Ostapenko che, se si sveglia dal lato giusto del letto la mattina, è capace di fare cose impossibili da pronostico e magari fare uno scherzetto a Sabalenka: sono proprio cose dell’Est, in diretta su SuperTennis.