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L'attrezzatura del campione

La vera storia della racchetta di Sinner (e le altre delle Nitto ATP Finals)

Non servono maghi, a differenza di quanto si è sentito dire, nè esoterismi infinitesimali a Jannik per avere gli attrezzi perfettamente tarati per la competizione: i tecnici che lavorano per lui all’Inalpi Arena (e non solo) ci illustrano le sue scelte

di | 15 novembre 2025

Marco Rossani, responsabile del team degli incordatori delle Nitto ATP Finals, alle rpese con una racchetta di Alexander Zverev

Marco Rossani, responsabile del team degli incordatori delle Nitto ATP Finals, alle prese con una racchetta di Alexander Zverev

Uno come tanti anche se lui è unico: Jannik Sinner, a differenza di quanto si è sentito dire e letto in questi giorni, non si porta dietro l’incordatore personale come fa il suo grande rivale Carlos Alcaraz. Affida le sue racchette, preziosi ed efficacissimi strumenti di lavoro, al team ufficiale degli incordatori delle Nitto ATP Finals (Team Wilson) guidato a Torino (come a Roma per gli Internazionali BNL d’Italia) dal milanese Marco Rossani.

Lo stesso stringer professionista che si è occupato delle sue racchette a Wimbledon, facendo parte anche della squadra degli incordatori dei Championships, organizzata intelligentemente per dare così la possibilità ai top player italiani di avere uno stringer che… parla la loro lingua.

Da lui apprendiamo (o meglio abbiamo la conferma, perché l’altoatesino non ha fatto cambiamenti rispetto alle sue abitudini) che le scelte di Sinner sono semplici, chiare e trasparenti come tutto il suo modo di essere e quantomai vicine a quelle di uno qualunque di noi, che abbia la passione del tennis.

Cinque racchette di Jannik Sinner che attendono di essere incordate alla Inalpi Arena di Torino

Cinque racchette di Jannik Sinner che attendono di essere incordate alla Inalpi Arena di Torino

Le sue racchette (Head Speed MP) hanno un peso praticamente identico a quelle di serie (quelle che si trovano nei negozi specializzati): circa 300 grammi il peso senza corde. E per l’incordatura Jannik utilizza un sintetico monofilamento (Head Hawk Touch) che costa (di listino) 20 euro ed è di uso comunissimo.

Anche la modalità d’incordatura che richiede è la più classica, il cosiddetto sistema “a quattro nodi”. Si utilizzano due spezzoni di corda, lunghi circa 6 metri, uno per le verticali, l’altro per le orizzontali. Una tecnica richiesta per tutta la carriera anche da Rafael Nadal (per fare un esempio) e conosciuta benissimo da Sinner perché è la stessa che usava lui da junior quando si incordava le racchette da solo, con una piccola macchina portatile comprata online, per risparmiare, dato che spaccava le corde di continuo.

Sull'impugnatura della racchetta di Sinner il foglio con tutt i dati per l'incordatura, compreso il nome dello

Sull'impugnatura della racchetta di Sinner il foglio con tutt i dati per l'incordatura, compreso il nome dello "stringer"

L’unica cosa in cui Sinner è diverso, ma tanto diverso, dalla stragrande maggioranza dei giocatori che frequentano i nostri tornei e i nostri circoli è la tensione che richiede per le sue corde: 28 kg sia per le verticali che per le orizzontali. E’ altissima e rende il piatto corde una specie di tavola, specie considerando che il calibro di 1,30 mm non è il più sottile a disposizione.

A Jannik un piatto corde così serve per poter giocare il suo tennis potentissimo e velocissimo lasciando andare il braccio con naturalezza, in totale decontrazione: il suo attrezzo così tarato gli offrirà il massimo controllo. Che è ciò che ha sempre voluto dalla sua racchetta, da quando era ragazzino. Per i giocatori comuni mortali 28 kg significherebbero una grandissima difficoltà a spingere la palla e probabilissimi problemi al braccio.

Basterebbe però scendere a 21/22 kg, stesso telaio, stessa corda, stessa modalità d’incordatura “a quattro nodi”, per ottenere un’attrezzo utilizzabile dalla gran massa degli appassionati. Sempre che siano alla ricerca di una racchetta, quella di Sinner, che ha come sua prerogativa un buon compromesso tra spinta e controllo nel gioco da fondo.

Sfatato il mito delle tarature esoteriche, entrando nel box degli incordatori ufficiali Wilson alle Nitto Atp Finals (il team è composto da Marco Rossani, Paolo Aramini, Nicola Facci e Stefano Damian, ciascuno con la sua macchina ergonomica Baiardo) abbiamo avuto l’opportunità di capire come vanno “attrezzati” in campo anche gli altri protagonisti del torneo. Tutti tranne Carlos Alcaraz, come detto, e Ben Shelton, che si sono appoggiati sempre ai loro tecnici personali (che viaggiano con loro).

Andiamo a vedere che scelte hanno fatto con una interessante premessa: scopriamo infatti dai grafici sul desktop di Marco Rossani che la tensione media delle corde nel torneo (doppisti compresi) è di 22,7 kg. Giusto per confermare quanto sia fuori dagli standard Jannik Sinner con i suoi 28 kg e come siano molto più “umani” tutti gli altri.

Racchette e tensioni da... maestri

Jannik Sinner usa una Head Speed MP (piatto da 100”) e la incorda con sintetico monofilamento Head Hawk touch calibro 1,30 alla tensione di 28/28kg

La vera storia della racchetta di Sinner (e le altre delle Nitto ATP Finals)

Alexander Zverev utilizza una Head Gravity Pro (piatto da 100”) con un’incordatura ibrida che prevede un sintetico monofilamento Head Hawk Touch calibro 1,25 sulle verticali e un budello naturale Babolat VS calibro 1,30 sulle orizzontali alla tensione di 17/18 kg.

La vera storia della racchetta di Sinner (e le altre delle Nitto ATP Finals)

Alex De Minaur gioca con una nuova Wilson Ultra 99 Pro (piatto da 99”) con un un’incordatura ibrida realizzata con budello Luxilon, calibro 1,25, tirato a 22 kg (con un pre-stretch del 10%, cioè un pretensionamento che aiuta a limitare il calo di tensione fisiologico che avviene durante il gioco) per le verticali e un sintetico Luxilon 4G rough, calibro 125, tirato a 22 kg.

La vera storia della racchetta di Sinner (e le altre delle Nitto ATP Finals)

Felix Auger-Aliassime utilizza una Babolat Pure Aero 98 (piatto da 98”), vecchio modello, incordata con sintetico monofilamento Babolat Rpm rough, calibro 1,30, con una tensione di 24/24 kg.

La vera storia della racchetta di Sinner (e le altre delle Nitto ATP Finals)

La racchetta di Taylor Fritz è una Head Radical MP (piatto da 98”), versione Palm Tree Beach (una cosmesi particolare legata a una linea di accessori ispirati alle spiagge californiane care allo statunitense), per la quale vuole un’incordatura ibrida realizzata con budello Babolat VS tirato a 52 libbre (23,5 kg) per le corde verticali e sintetico monofilamento Head Hawk teso a 48 libbre (21,7 kg)  

La vera storia della racchetta di Sinner (e le altre delle Nitto ATP Finals)

Lorenzo Musetti è sceso in campo a Torino con la sua Head Boom MP (piatto da 100”), versione Neon (una cosmesi particolare ispirata a NYC e agli Us Open). La sua incordatura è un ibrido ma realizzato con due filamenti sintetici.

Sulle verticali fa montare un monofilamento Head Hawk Rough, calibro 1,25, alla tensione di 24 kg; sulle orizzontali vuole invece il monofilamento Head Lynx Tour, calibro 1,25, tirato 23 kg. Una combinazione molto particolare tra una corda corrugata (Hawk rough) e una dalla sezione poligonale (Lynx Tour) che fa sì che i filamenti nel sovrapporsi si blocchino tra di loro, limitando l’elasticità e l’effetto snap back (le corde che si spostano all’impatto con la palla e poi tornano con restituzione di energia al loro posto).

La vera storia della racchetta di Sinner (e le altre delle Nitto ATP Finals)

Doppisti azzurri amanti del sintetico

Esaurito il quadro delle racchette dei singolaristi lavorate dal team ufficiale Wilson alla Inalpi Arena, ci era rimasta la curiosità di conoscere le scelte dei doppisti, in particolare i nostri Simone Bolelli e Andrea Vavassori.

Abbiamo scoperto che entrambi prediligono le corte sintetiche monofilamento in grado di aggiungere controllo alle loro giocate esplosive.

Simone Bolelli gioca con una Head Extreme (piatto da 98”) con corde sintetiche Solinco Hyper-G, calibro 1,25, alla tensione di 25,5/24,5 kg.

Andrea Vavassori utilizza invece una Babolat Pure Drive (piatto da 100”) incordata con sintetico Babolat RPM Blast, calibro 1,30, alla tensione di 22/21 kg.

Simone Bolelli e Andrea Vavassori alle Nitto ATP Finals

Simone Bolelli e Andrea Vavassori alle Nitto ATP Finals

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