-
Commenti

Sinner, l'ultima lezione e uno stile da numero 1

Proviamo a metterci nei panni di Jannik Sinner che ha scelto oggi la sua salute con l'obiettivo di tornare grande nel 2027. Il suo stile si ispira a Roger Federer, Rafa Nadal, Novak Djokovic.

| 07 ottobre 2026

20261007_GettyImages_2258027830.jpg

Che cosa ci ha detto il videomessaggio di Sinner? Che vivremo sei mesi senza vederlo giocare. Bene. Anzi, male. Lui ci ha messo la faccia, noi suoi tifosi dovremo farcene una ragione.

Subito dopo, è partita la marea di commenti ed opinioni. “Poteva dirlo prima”. “Trasparenza”. “Conservativo”. “E ora? Come tornerà?”. I sentimenti prevalgono sulla ragione. Molti dimenticano.

Per fortuna, nella grande massa, qualcuno ha sottolineato le cose giuste. Angelo Binaghi, presidente Fitp: “La priorità è la salute, viene prima dei trionfi”. Filippo Volandri, capitano di Coppa Davis: “Scelta fatta da chi vuole durare a lungo, il tempo non gli manca”. Giovanni Di Giacomo, ortopedico responsabile degli Internazionali BNL d’Italia: “Superare il dolore è una cosa, entrare in campo per vincere da n. 1 è un’altra. Deve guarire in profondità, prima di tutto”.

I plurivincitori Atp nel 2026

I plurivincitori Atp nel 2026

Forse, e ribadisco il forse, dovremmo provare a metterci nei panni di Jannik. Domanda: lui non vorrebbe essere il numero uno? Difendere la sua leadership? Quindi, in conclusione: vogliamo tutti la stessa cosa, parliamo la stessa lingua. Qual è, allora, la differenza? Semplice: è tra l’uovo oggi o la gallina domani. 

Quanti tennisti medi (si intende in classifica tra i 50 e i 100) sarebbero scesi incerottati, pur di non di perdere il ranking e fare cassa? C’è un detto, nel tennis: che i cicli buoni dei giocatori durino massimo un biennio-triennio, poi si scivola giù. E quindi vale la pena soffrire e incassare soldi il più possibile.

Questa filosofia vale per gli altri. Non per Jannik Sinner. Lui ha studiato dai più grandi. Il suo stile si ispira a Roger Federer, Rafa Nadal, Novak Djokovic. Lui, da ragazzino, ha imparato come comportarsi da loro, dai loro atteggiamenti: discrezione, privacy, low profile. Gli è stato facile anche perché viene dai duemila metri, dove le cose si vedono nella sostanza e non si urla tanto per attirare l’attenzione.

Questo è, se vi pare. Però Jannik piace, no? L’Italia, e anche il mondo lo ha capito, apprezzato e amato. Torniamo al punto: cosa ci ha voluto dire Jannik? Ci ha informato, senza tanti giri di parole, ha voluto che lo vedessimo.

Pensate che sia il momento più buio? In caso affermativo, tornate indietro e riavvolgete il nastro: i tre mesi di stop forzato sono stati più dolorosi, per un tipo che sapeva di essere innocente nel suo cuore. Eppure, ha sfruttato quel bicchiere mezzo vuoto. Ora la situazione è simile, per quanto riguarda lo stop. La differenza è la salute.

Eppure, viene sempre da pensare: ma Alcaraz non ha seguito la stessa procedura? Gliene hanno dette di tutti i colori. Abbiamo rimosso anche questo.

Jannik Sinner e suo padre Hanspeter (Getty Images)

Jannik Sinner e suo padre Hanspeter (Getty Images)

 Ecco perché, quando si parla di Jannik, bisogna sempre essere positivi: è, o non è, il campione della resilienza? Con il sorriso e senza urlare?

Appunto. Vittur, Vagnozzi e Ferrara sanno il fatto loro. Il suo team, il cerchio magico secondo alcuni. Le persone di cui Jannik si fida, e i fatti lo confermano.

Insieme ai sanitari sapranno preparare la prossima stagione pensando, e lo dico alla faccia della scaramanzia, al Grande Slam che non riesce a nessuno dal 1969 (Rod Laver), e di certo anche a quel Roland Garros che ancora manca, sfuggito per un niente.

Non ci resta che attendere con fiducia. 

Loading...

Altri articoli che potrebbero piacerti