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La verità del Bar Sport: 59 milioni di italiani ct di tennis. La racchetta ha davvero superato il calcio

A prescindere dall’esito finale del Roland Garros l’Italia resta il movimento che tutti vorrebbero copiare e incollare

di | 04 giugno 2026

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È il classico giorno dell’ attesa, dunque il giorno perfetto per il Bar Sport. A Parigi, ieri, abbiamo assistito al trionfo di Flavio Cobolli e alla vittoria di Matteo Arnaldi. Domani la loro sfida, che porterà un italiano in finale al Roland Garros. Ma domani è domani, tutto un altro giorno. Invece oggi, al Bar Sport, è il trionfo del chiacchiericcio fluido. Gara a chi l’aveva detta giusta per primo. “Cobolli… si vedeva che era il momento giusto”. Oppure: “E Arnaldi? Attenti che non molla mai È un muro!”. E poi via, tutto un susseguirsi di pronostici su chi vincerà il derby che vale una finale Slam.

Tutti questi fenomeni di commentatori (e qui casca l’asino, però) hanno dimenticato cosa si dicevano meno di una settimana fa, sorseggiando il loro caffettuccio/cappuccino con cornetto alla crema: distrattamente si dilettavano (o discettavano?) in analisi sul caso Jannik Sinner e la sua relativa uscita di scena anzitempo. “Ah, e adesso? Che diranno del tennis italiano?”. “Già, senza Sinner ciao ciao…”, “Il colpo di calore, ah ah ah…”.

Una semifinale tutta italiana al Roland Garros

Una semifinale tutta italiana al Roland Garros

Memoria a breve termine, per questa gente senza fede. Avessero avuto un briciolo di pazienza. Avessero solo aspettato qualche giorno in più, prima di lanciarsi nei loro commenti. Si fossero almeno ricordati della Coppa Davis 2025, vinta dall’Italia senza Sinner (protagonisti Berrettini/Cobolli in rigoroso ordine alfabetico): avrebbero evitato queste brutte figure. Ma, come ben sappiamo, la storia nulla insegna e il passato ci piace dimenticarlo facilmente.

Senza il nostro grande campione (Jannik Sinner) l’Italia al Roland Garros è stata paradossalmente ancora più protagonista. Perfino senza l’infortunato Lorenzo Musetti (chissà quanti rimpianti avrà il carrarino, considerando che l’anno scorso fu semifinalista…). Arnaldi e Cobolli, et voilà. 

A prescindere dall’esito finale, da chi domenica alzerà la Coppa dei Moschettieri, l’Italia guidata dal presidente Binaghi resta il movimento che tutti vorrebbero copiare e incollare, mica solo i transalpini.

 “Ahò, ma che dici? Ce la farà Cobolli?” “E che voi che te dica? Qua sò diventati tutti campioni…”. La lista di questi pensieri di alto livello e sopraffina qualità è lunga, e quindi soprassediamo che è meglio. Il chiacchiericcio sfiora la comica, ed è la certificazione della realtà: il tennis ha superato il calcio. Da allenatori qui siamo diventati adesso tutti capitani non giocatori di tennis, 59 milioni di italiani. Povero ct Volandri…

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