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Errani e Paolini che si qualificano per la terza stagione consecutiva alle WTA Finals rinnovano la umanissima sfida di tutti noi, tutti i giorni, senza super poteri. Ma con uno spirito straordinario
Vincenzo Martucci | 31 ottobre 2026
Sara Errani e Jasmine Paolini che si qualificano per la terza stagione di fila alle Wta Finals di doppio fanno del bene sicuramente a se stesse, come fiducia e come premi, ma anche al tennis italiano e allo sport tutto. Perché regalano un enorme insegnamento.
La coppia funziona tecnicamente e tatticamente, ma soprattutto perché le due ragazze sono amiche e si parlano, si confortano, si aiutano, si sostengono e quindi fanno davvero, compiutamente, squadra più di tanti tandem che si trovano di fronte. La coppia funziona umanamente, ma anche come coefficiente di intelligenza, nell’adeguarsi alle situazioni, e quindi anche nella capacità di reazione, nel prodigioso orgoglio che anima entrambe. Uno spirito che ha spinto il tennis italiano in parallelo con le imprese degli uomini, come asse portante della prodigiosa nazionale di Billie Jean King Cup, campione nel biennio 2024-2025 sulla scia della finale 2023, entrando decisamente, sempre insieme, nella storia delle racchette azzurre conquistando l’oro olimpico, il Roland Garros e Roma.
I risultati concreti sono importanti e indimenticabili, ma il messaggio morale, l’esempio del grande, minuzioso, e pesante lavoro dietro le quinte, per sopperire alle deficienze di altezza e potenza, come al pugno del ko, è da indicare a tutti i colleghi, giovani e meno giovani. Perché dimostra, fattivamente come abbattere, con la volontà, l’impegno e il sacrificio, qualsiasi barriera. Conquistandosi una bella fetta di gloria sia individualmente che in coppia, dove hanno imparato a smussare gli angoli del carattere del partner e gestire al meglio le difficoltà di giornata dell’una e dell’altra. Un’altra decisiva lezione di vita e di comportamento che diventa decisiva in uno sport imprevedibile come il tennis, e in generale in tutte le discipline.

Sara e Jasmine, sorrisi d’oro: le foto di un trionfo storico
Il sorriso contagioso di Jas e la grinta di Sarita sono diventati un marchio di fabbrica che incute timore e fa pensare sempre molto le avversarie. Tutte conoscono infatti i lati deboli della coppia azzurra, a cominciare dal servizio leggerino e dalla scarsa spinta da “dietro” della Errani e da certe geometrie e da certe scelte azzardate della Paolini. Ma proprio questi limiti, evidenti come l’1.63 di altezza della toscana e 1,64 della romagnola, diventano una motivazione extra, una possibilità di sfruttare altre capacità, nella rapidità di movimenti e nella capacità di colpire sempre la palla in equilibrio.
Ma, soprattutto, avvicinano ancor di più al pubblico le due azzurre, aggravate anche dall’anagrafe (Jasmine ha 30 anni, Sara 39). Pubblico tutto, sul posto, in tribuna, testimone in presa diretta delle loro partite e, ovviamente, pubblico italiano, magari davanti alla tv. Pubblico che si identifica con Errani e Paolini, rivedendo nelle loro pecche le proprie, umanissime, difficoltà. I cali, le sofferenze, le pressioni, le cadute, le frustrazioni. Ostacoli da superare senza super poteri, ma con le mani nude e quegli stuzzicadenti di racchette. Ma anche con cuore, polmoni e determinazione. Il ring ideale dove la straordinaria coppia italiana trascina pian pianino qualsiasi partita. Come se lottassero come noi, tutti i giorni, per la vita.