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Racchette e corde

Defyer a confronto: le nuove racchette rosse che spingono sotto controllo

Dopo una anno di test tra coach e giocatori la Wilson ha messo sul mercato una nuova serie di telai pensati per gli agonisti che spingono forte da fondocampo. Abbiamo testato i modelli di punta, Pro 98 e 100: scoprite quale può adattarsi meglio al vostro stile di gioco

| 23 ottobre 2026

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Le rosse racchette Defyer, lanciate quest’estate tra i primi di luglio e la fine di agosto, rappresentano un progetto  importante per Wilson. L’azienda statunitense è grande protagonista nella top 100 ATP con la Blade 98, l’attrezzo più diffuso tra i top player che cercano il miglior compromesso tra potenza e controllo, badando però più al secondo che alla prima. E’ l’attrezzo di Aryna Sabalenka e Stefanos Tsitsipas (ma anche di Lorenzo Sonego, Sebastian Korda, Karen Khachanov…) apprezzato da tennisti che voglio spingere a tutto braccio senza che la palla scappi via o perda precisione.

Il gioco però si fa sempre più duro e la concorrenza è agguerrita in questa fascia di mercato, dove sono comparse racchette ottime nel controllo ma più generose nella spinta, che hanno ingolosito il target dei tennisti della Blade desiderosi di avere un po’ d’aiuto in più nella spinta e nello spin. Il caso più eclatante è quello di Babolat Pure Aero 98, l’attrezzo di Carlos Alcaraz (ma anche di Arthur Fils e Felix Auger- Aliassime). Un attrezzo che più di un testimonial della Wilson Blade ha voluto provare (sottoforma di prototipo mascherato con la vernice nera).

Wilson ha reagito a questa sfida con una contromossa eclatante. Nella seconda parte del 2025 ha cominciato a sua volta a far girare tra coach e testimonial una racchetta tutta nera, anch’essa un prototipo, che era stata battezzata in modo non ufficiale “Phyton”. Un prototipo che è passato per le mani dei più importanti giocatori della scuderia Wilson Blade. Una racchetta sviluppata dagli ingegneri di Chicago perché garantisse elevate dosi di controllo ma più spinta e più spin della sorellina verde.

Alla fine, la versione definitiva ha assunto un altro nome: Defyer (cioè ribelle, anticonformista, poco amante di leggi e regole) e soprattutto un altro colore: un rosso fiammante che non si presta a fraintendimenti. Spicca, accende l’attenzione.

Si rivolge a chi ha i gusti di Tsitispas o di Korda e gli dice: volevi una Blade che spingesse un po’ di più e che facesse girare un po’di più la palla? Eccola.

Abbiamo voluto provare questa nuova Defyer nelle due versioni di riferimento: quella con il piatto corde da 98 pollici quadrati come la più classica delle Blade (Defyer Pro 98) e la sorella maggiore, sempre rosso fuoco (Defyer 100).

Il talentoso 17enne francese Moise Kouame con la Wilson Defyer (Foto Getty Images)

Il talentoso 17enne francese Moise Kouame con la Wilson Defyer (Foto Getty Images)

Pro 98 e 100: così simili, così diverse

L’aspetto e persino le misure sembrano gemellare le due rosse sorelle Defyer al punto da renderle indistinguibili se guardate da un metro di distanza. Anche perché le sigle che formalmente le distinguono, cioè “Pro 98 v1” (dove v1 sta per Versione 1) e 100 v1, sono microscritte, pochi mm sul profilo, poco sopra il manico. I due pollici quadrati di differenza nella dimensione del piatto, i 5 grammi di peso in più della Pro 98, il millimetro e mezzo in più della 100 sfuggono a un’osservazione non sufficientemente pignola. Eppure appena si va sul campo e si comincia a colpire le anime delle racchette vengono fuori e la differenza si delinea sostanziale, pur senza snaturare il carattere che gli sviluppatori Wilson hanno voluto dare a questi nuovi attrezzi.

Defyer Pro 98 è confortevole, spinge bene ma offre un impatto asciutto, pulito pulito, fa sentire la palla sulle corde e richiede sufficiente attenzione alla bontà dell’impatto, che chiede sia centrato e deciso. Defyer 100 è ancora più morbida, restituisce meno il feeling asciutto all’impatto ma aggiunge un senso avvolgente di sicurezza, allarga la zona dove la spinta esce generosa: insomma, facilita le cose.

I passacorde alla base del piatto e il logo della tecnologia Si3D nella Wilson Defyer

I passacorde alla base del piatto e il logo della tecnologia Si3D nella Wilson Defyer

Le nuove tecnologie sono le stesse per entrambe

Nelle descrizioni tecniche della Casa, vengono evidenziate tre soluzioni tecnologiche applicate ad entrambi i modelli: Torq Shaft, Airfoil Bumper e SI3D. Torq Shaft è una lavorazione e una scelta di materiali nella parte centrale del telaio per rendere l’attrezzo più stabile, più resistente alla torsione e quindi più potente. Airfoil Bumper è la denominazione del passacorde che avvolge la testa della racchetta, disegnato per migliorare l’aerodinamicità e conseguentemente migliorare la maneggevolezza. SI3D è una sigla che rimanda a una struttura che consentirebbe una flessione tridimensionale del telaio, che dovrebbe risultare più elastico ma senza perdere in termini di spinta e rotazioni.

Il nostro lab

Considerate le caratteristiche dei due telai abbiamo optato per due set up leggermente diversificati: per la Defyer Pro 98, che presenta un reticolo corde 16 x 20, abbiamo scelto un sintetico monofilamento tra i più diffusi tra i professionisti e gli agonisti di alto livello, il classico Luxilon Alu Power, utilizzando una tensione contenuta, 20/21 KG. Per il più classico 16x19 della 100 (piatto più grande e profilo più consistente) abbiamo chiesto un kg in più (22/21) ma optato per una corda più morbida, il sintetico multifilamento Sensation della Wilson.

In questo modo le caratteristiche delle racchette si sono ben amalgamate in termini di prestazione. La nostra macchina test, il Diagnostic Center, ha comunque colto la differenza e fatto segnare due punti di potenza in più alla Defyer 100 (54 punti su 100 contro i 52 della Pro 98) e due punti in più di controllo alla Defyer Pro 98 (46 punti su 100 contro i 44 della Defyer 100). L’aspetto più significativo però è che gli algoritmi dell’apparecchiatura hanno registrato come raggiunto l’obbiettivo degli ingegneri Wilson: il controllo c’è ma la caratteristica di spicco di questi nuovi attrezzi è la potenza.

Defyer a confronto: le nuove racchette rosse che spingono sotto controllo

Defyer Pro 98: più potenza sotto controllo

Se con la Defyer Wilson voleva accontentare i suoi clienti fedeli alla serie Blade ma, sotto sotto, alla ricerca di un po’ di potenza e generosità da parte del loro telaio, il risultato è pienamente raggiunto. La palla esce dalle corde con spinta generosa, impatto confortevole e facilità nell’imprimere le rotazioni senza che si perda quel tocco pulito che dà la sensazione di controllare direzione, angoli e profondità. Se spingi, spazzolando con lo spin superiore, la palla non ti scappa mai via e trova profondità facilmente. I colpi di piatto sono solidi. Il back di rovescio parte che è una rasoiata e resta basso, come piace a chi ama alternarlo alle spinte piatte o coperte, si tratti di giocate bimani o “monomani”.

In tutte queste soluzioni da fondocampo spicca la maneggevolezza di un attrezzo che è pensato per gli agonisti ma è sviluppato con un bilanciamento neutro (31,5 centimetri dall’estremità del manico) che non affatica e non rallenta il gesto. Una caratteristica che si valorizza ancor di più sotto rete, dove la racchetta si disimpegna egregiamente, stabile, precisa, efficace.

Dimostra in quella zona del campo una facilità nell’esser mossa nell’aria che torna utile anche nel mulinello del servizio che si rivela preciso, efficace in tutte le versioni, con particolare presa degli effetti nel kick e nello slice.

Un dettaglio dell'Airfoil Bumper, disegnato per migliorare l'aerodinamicità della Wilson Defyer

Un dettaglio dell'Airfoil Bumper, disegnato per migliorare l'aerodinamicità della Wilson Defyer

Defyer 100: una nuova rivale per le regine dello spin

La versione più ampia, più spessa e 5 grammi più leggera di Defyer, si spinge decisamente più in là in termini di potenziale utenza. Si fa sentire sin dalle prime giocate più facile e generosa della gemella, spinge e arrota, all’impatto è confortevole e meno esigente. Certo, la sensazione di controllo non è la stessa della Pro 98, l’impatto è più ovattato. Ma evidentemente non è più l’utente della Wilson Blade il giocatore con cui flirtare: Defyer 100 si propone come alternativa a Babolat Pure Aero e Pure Drive, a Yonex EZone, a Head Extreme, i telai di spinta e spin delle aziende concorrenti.

Lo fa offrendo spinta generosa e buon controllo: i colpi da fondocampo trovano profondità senza scappare (quasi) mai via. E di particolare ci mette quel bilanciamento arretrato (come la gemella più piccola 31,5 centimetri dall’estremità del manico) che la rende più maneggevole della media (quasi sempre 32 cm il bilanciamento in questa categoria di racchette da 300 grammi di peso a vuoto) e dunque più facile da gestire anche sotto rete. Una versatilità che potrebbe incontrare il favore di chi gioca volentieri anche il doppio.

Defyer a confronto: le nuove racchette rosse che spingono sotto controllo

Defyer Pro 98 e 100: quale scegliere?

Le nuove, rossissime, Wilson Defyer si sono dimostrate racchette molto duttili, pensate soprattutto per chi vuole esprimere un tennis aggressivo da fondocampo ma in grado di supportare molto bene anche il gioco di volo, grazie a un bilanciamento studiato ad hoc.

Wilson Defyer Pro 98 è una racchetta da provare per tutti coloro che hanno sempre scelto telai votati al controllo, convinti del fatto che la spinta l’avrebbero messa con i loro muscoli, e adesso non disdegnerebbero di avere anche qualcosa in più dal loro attrezzo. La palla si sente bene sulle corde e non scappa via. Però esce generosamente dotata di spinta e rotazione, se chi impugna la racchetta lo vuole.

Wilson Defyer 100 è invece un’interessante opzione per i giocatori che hanno sempre utilizzato telai generosi, potenti, facili nella spinta ma non sempre altrettanto facili da controllare. Questa rossa con il piatto da 100 pollici quadrati e i classici 300 grammi di peso (senza le corde) spinge e “toppa” con facilità ma offre quel pizzico di controllo in più che in questa fascia di mercato spesso manca. Il back di rovescio resta basso, la volée si controlla bene.

Insomma, due gemelle diverse che oltre al colore hanno in comune una capacità di mediazione (una è “controllosa” ma spinge, l’altra è generosa nella spinta ma controlla) che in giro non sempre si trova.

Defyer Pro 98 e 100: le schede tecniche a confronto

 

Wilson Defyer Pro 98 v1

  • Piatto corde: 98 sq. in.
  • Profilo: variabile 22/23,5/22 mm
  • Schema d’incordatura: 16x20
  • Peso senza corde: 305 g
  • Bilanciamento (senza corde): 31,5 cm
  • Prezzo al pubblico: 290,00 euro

Il Lab

(I dati si riferiscono a un telaio incordato con Luxilon Alu Power calibro 1,25 alla tensione di 21-20 kg)

  • Peso: g. 323
  • Deflessione corde: 34
  • Tensione dinamica ERT: 30
  • Rigidità: 63 RA
  • Inerzia: 323
  • Bilanciamento cm 32,6
  • Potenza: 52 punti su 100
  • Controllo: 46 punti su 100
  • Maneggevolezza: 71 punti su 100

 

Wilson Defyer 100 v1

  • Piatto corde: 100 sq. in.
  • Profilo: 23,8/25/23 mm variabile
  • Schema d’incordatura: 16x19
  • Peso senza corde: 300 g
  • Bilanciamento (senza corde): 31,5 cm
  • Prezzo al pubblico: 280,00 euro

Il Lab

(I dati si riferiscono a un telaio incordato con sintetico multifilamento Wilson Sensation calibro 1,30 alla tensione di 22-21 kg)

  • Peso: g. 313
  • Deflessione corde: 43
  • Rigidità: 65 RA
  • Inerzia: 322
  • Bilanciamento cm 32,7
  • Potenza: 54 punti su 100
  • Controllo: 44 punti su 100
  • Maneggevolezza: 72 punti su 100

 

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