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Racchette e corde

Il prototipo della racchetta più strana e il marchio più nuovo nella top 100: scoprili

Un grande marchio francese prepara il lancio di un nuovo attrezzo agonistico che esce dagli schemi abituali e in Florida si investe su un campione kazako (e una campionessa ucraina) per far conoscere un brand “outsider” finora protagonista soprattutto nel pickleball

| 13 ottobre 2026

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Nuove soluzioni tecniche, nuovi brand in arrivo e in decollo: il finale di stagione sui campi duri asiatici prima e su quelli indoor europei poi porta a tirare le somme sulle tendenze tecniche del tennis “pro” nel 2026, con la consapevolezza di quanto la scelta dell’attrezzo pesi nella performance dell’atleta ai massimi livelli. E allo stesso modo influenzi le prestazioni ai livelli minori dell’agonismo, sino a quelli basici nostri, della quarta categoria nei tornei regionali.

Come avevamo avuto modo di constatare le abitudini dei Top 100 ATP e WTA non hanno subito trasformazioni drastiche ma fatto segnare un’evoluzione generale verso telai dal piatto più ampio (100 pollici quadrati) e leggermente più votati alla spinta in un mondo, quello dei professionisti, che ha tradizionalmente chiesto alla racchetta soprattutto doti di precisione e controllo (rimanendo ancora legati a ovali da 98 pollici quadrati).

Non stupisce che tra i primi 100 giocatori del mondo predominino marchi e modelli consolidati, con i colossi Wilson, Head, Yonex e Babolat a farla da padrone, evolvendo costantemente le loro collezioni.

Uno scatto in avanti in questo senso arriva in questo finale di stagione proprio dai francesi di Babolat, in evidenza ai vertici grazie alle imprese di Carlos Alcaraz, con le sue Pure Aero 98. Si tratta di una proposta innovativa che al momento circola tra le mani di coach e giocatori pronta a trasformarsi a inizio 2027 in un nuovo strumento nelle mani sia di qualche “pro” sia di tutti i “dilettanti” che verranno catturati dall’idea. L’oggetto al momento è un fusto nero con la sigla PP01.

Le caratteristiche del prototipo sono: piatto corde da 100 pollici quadrati e 300 grammi di peso senza le corde. Un reticolo molto originale dal 18 x18 (18 verticali e 18 orizzontali) che si differenzia rispetto al più diffuso schema 16 x19. E un bilanciamento arretrato (31 cm dall’estremità del manico che rende l’attrezzo “leggero in testa”, quindi molto maneggevole.

Le prime immagini del prototipo Babolat PP01 sul sito statunitense TennisNerd

Le prime immagini del prototipo Babolat PP01 sul sito statunitense TennisNerd

Questi dati, riportati all’interno del prototipo tutto nero distribuito a coach e giocatori testimonial del brand di Lione, sono di per sé un po’ particolari, suscitano curiosità. La forma del telaio però li supera abbondantemente in termini originalità, specie se confrontata con tutta la pregressa produzione Babolat.

PP01 si presenta con la testa schiacciata e allargata nella parte alta dell’ovale, le linee squadrate, le 5 corde orizzontali centrali di lunghezza omogenea perché il piatto è schiacciato ai lati, a ore 3 e ore 9. Una forma che guardando al passato ricordano le leggendarie racchette Lacoste Equijet in grafite usate dal francese Guy Forget e gli ovali ottagonali disegnati da Warren Bosworth per Brad Gilbert prima e Radek Stepanek poi. Nel presente si vede in qualche modo richiamata la forma isometrica delle giapponesi Yonex.

In Europa l’attrezzo è ufficialmente ancora “top secret”, negli Usa le testate specializzate Tennis.com e Tennisnerd hanno avuto l’occasione di una fugace anteprima. E c’è chi ha definito il prototipo di PP01 “la racchetta più strana che abbia provato negli ultimi anni”.  Siamo curiosi di provarla quanto prima e di verificare i vantaggi che queste nuove forme sono in grado di portare in campo.

Elina Svitolina (Foto Getty Images)

Elina Svitolina (Foto Getty Images)

Per quanto riguarda i brand, il nome nuovo ad alto livello del 2026, è quello della statunitense Diadem, nata nel 2015 a Pompano Beach in Florida dalla collaborazione di un gruppo di ex giocatori e allenatori che avevano cominciato in un garage, sviluppando nuovi tipi di corda sintetica. Negli anni successivi sono arrivate racchette non solo per il tennis ma anche per pickleball (dove Diadem si è ritagliata velocemente il suo spazio) e padel.

Un consolidamento che ha spinto al grande salto, la creazione di rapporti con i top player che si è concretizzata nel 2026. In gennaio è stato ufficializzato il contratto con Elina Svitolina, attuale n.6 del mondo, che aveva cominciato a fine 2025 a utilizzare la racchetta che oggi si chiama Elina Svitolina signature Axis 98. La sua stagione passata si era chiusa al n.14. Quella presente l’ha vista rientrare nella Top 10, a livelli che non raggiungeva dal 2020, prima della maternità.

Alexander Bublik (Foto Getty Images)

Alexander Bublik (Foto Getty Images)

In aprile Diadem ha realizzato un altro colpo grosso, convincendo un top player di grande personalità come il kazako Alexander Bublik a lasciare Tecnifibre per sposare quello che in Florida hanno chiamato “progetto Bublik”, cioè l’idea di lavorare in modo “sartoriale” sulle esigenze dell’oggi n.22 ATP (ma lo scorso gennaio n.10), creando attrezzi sempre nuovi e più evoluti sulla base di ciò che egli ritiene gli sia utile per migliorare le sue performance. E rispecchiarne progressivamente l’evoluzione nelle collezioni di serie, destinate ai negozi specializzati e al pubblico degli appassionati.

La sua racchetta si chiama proprio Project Bublik 98 (piatto da 98 pollici quadrati, peso a nudo 302 grammi). Il look è molto tecnico (colore base è il nero). Farsi un nome in mezzo agli storici giganti del settore (Head, Babolat, Yonex, Wilson, Dunlop ecc.ecc.) è impresa titanica ma il motto di Diadem è: Pressure Make Diamonds (La pressione genera diamanti). Dà l’idea che ci vogliano provare davvero.

Il prototipo della racchetta più strana e il marchio più nuovo nella top 100: scoprili

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