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Lanciate due nuove versioni delle leggendarie iPrestige con cui Gustavo Kuerten e Goran Ivanisevic vinsero rispettivamente a Parigi e a Wimbledon nel 2001, il francese Clement arrivò in finale a Melbourne e Marat Safin spopolò nel circuito: una dal sapore vintage, l’altra proiettata al futuro
Enzo Anderloni | 01 ottobre 2026
E’ il giorno dell’operazione “A legacy reborn”, un’eredità rinata. Si tratta della nuova idea di Head, uno dei marchi di riferimento nel mercato mondiale dell’attrezzo tennistico, che punta a raggiungere due obbiettivi in contemporanea: ricordare e ribadire una certa supremazia ai vertici del circuito professionistico e far sognare i super appassionati con nuovi prodotti che mixano il fascino della grande tradizione con la più evoluta tecnologia attuale. E che cosa ci può essere di più accattivante per i palati fini del gioco di una particolare riedizione della mitica Head Prestige?
L’operazione “un’eredità rinata” scatta non a caso a 25 anni esatti da stagione 2001 in cui quella racchetta in grafite, precisa e sibilante, nata nel 1986 ed evoluta nella sua versione iPrestige con l’inserimento della tecnologia “Intelligence”, si prese i grandi palcoscenici mondiali impugnata dai protagonisti del tempo.
Cominciò in gennaio il sorprendente francese Arnaud Clement, testa di serie n.15 agli Open d’Australia ma capace di arrampicarsi fino alla finale, battuto solo da quel fenomeno dello statunitense Andre Agassi. Continuò ai primi di giugno l’allora n.1 del mondo, il brasiliano Gustavo Kuerten, detto “Guga”, che ribadì la sua leadership sui campi del Roland Garros a Parigi, battendo in finale lo spagnolo Alex Corretja.
Si esaltò un mese più tardi quando, saettando servizi imprendibili con la sua iPrestige, il croato Goran Ivanisevic fece l’impresa della vita, quasi trentenne e scivolato al n.125 del mondo, conquistando il titolo a Wimbledon dopo essere entrato in tabellone grazie a una wild card gentilmente concessagli dagli organizzatori.
Sulla strada di questa imprevista e imprevedibile performance (che culminò con una vittoria 9-7 al quinto set sull’australiano Pat Rafter) il lunatico Goran aveva superato anche il nuovo astro nascente del tennis mondiale, il russo Marat Safin che l’anno prima aveva abbattuto nella finale degli Us Open il monumento di Pete Sampras, allora l’uomo con più Slam di tutti (allora erano 13, a fine carriera sarebbero stati 14). E con che racchetta giocava nel 2001 Marat Safin? Head iPrestige, ovviamente.
Ecco dunque che gli ingegneri austriaci di Kennelbach si sono inventati quest’operazione di recupero di un’eccellenza assoluta e l’hanno sviluppata su due piani.
Il primo storico, con un tocco di romantica nostalgia e il gusto della “madeleine”, della sensazione che scatena ricordi dolci e perduti: è disponibile da oggi una nuova iPrestige MP 2.0, che riprende tutto di quella di allora, con piccole iniezioni di aggiornamento tecnologico.
Lo stampo è quello del tempo, il leggendario Head PT75E, che significa telaio a sezione squadrata (box beam), piatto piccolo da 95 pollici quadrati, profilo sottile di soli 20 mm, reticolo corde fitto (18x20), 320 grammi di peso e bilanciamento a 310 mm dall’estremità del manico.
Torna l’utilizzo delle Intellifibers nella struttura del telaio, come allora, per restituire quel feeling unico, solido all’impatto e votato a garantire la massima precisione.
Completa l’opera l’esclusivo passacorde “full cap” che avvolge tutto l’ovale e produce nello swing dei colpi quell’antico inconfondibile soffio che ti fa riconoscere una Prestige a occhi chiusi. Un attrezzo da brividi per un pubblico di nicchia: quei giocatori di buon livello, anche se non più giovanissimi, che non hanno bisogni di aiutini, di ampi sweet spot ma godono assaporando la palla sulle corde quando picchiano ‘dritto per dritto’ o rasoiano il back di rovescio. Come rivedere la luce del tramonto sulla spiaggia di quando avevi vent’anni.
Il secondo livello dell’operazione è del tutto collocato nel presente: prendiamo la iPrestige di allora e rendiamola attuale cercando di non snaturarne le caratteristiche.
Nasce così la Prestige MP Limited. Con una livrea nuova, il piatto che sia allarga a 99 pollici quadrati, lo spessore sempre contenuto ma più consistente (21,5 mm), il reticolo corde a maglia più larga (16x19), il peso ridotto a 300 grammi, il bilanciamento spostato a 320 mm. Rimane il telaio a sezione squadrata che offre quel suo particolare feeling, come rimane il passacorde meravigliosamente sibilante. Però nei materiali vengono inserite sia le fibre auxetiche (Auxetic 2.0) che conferiscono stabilità nella zona del cuore sia la tecnologia Hy-Bor, combinazione di carbonio e boron che aumenta ulteriormente precisione e controllo, ottenibili però con maggiore facilità rispetto al passato.
Insomma, la riedizione di una iPrestige vincente 25 anni fa (iPrestige 2.0), con tutto i sapori di allora per chi non dimentica e si vuol godere di muovo certe piacevolezze di gioco e la sua edizione rinnovata (Prestige MP Limited) e proiettata al futuro, per le nuove generazioni, che possono ripartire dall’evoluzione di una racchetta vincente ai massimi livelli.
Un’idea niente male per un marchio che già si sta godendo un momento particolare, con i grandi protagonisti del circuito che fanno parte della scuderia: il numero 1 del mondo Jannik Sinner (Head Speed) e l’attuale n. 2 Alexander Zverev (Head Gravity).