Nel giorno del lancio mondiale delle nuove Head Speed (e del sorteggio degli Australian Open) ecco la prova in anteprima dei tre modelli più tecnici, tra cui Speed MP, quello utilizzato da Jannik da quando aveva 12 anni. Le racchette del marchio austriaco che più uniscono potenza e precisione si rifanno la veste grafica e inseriscono un nuovo materiale: l’Hy-Bor
di Enzo Anderloni | 15 gennaio 2026
Il timing è perfetto: Head lancia le nuove Speed, le racchette delle quali è grande ambasciatore Jannik Sinner proprio nella giornata in cui a Melbourne si sorteggia il tabellone degli Australian Open 2026. L’azzurro che ha frantumato tutti i record storici del tennis italiano imponendosi come n.1 del mondo per 66 settimane, campione del mondo per l’ITF nel 2025 anche se ha chiuso l’annata da n.2 del ranking ATP, è il campione in carica dell’Happy Slam. Ha vinto addirittura le ultime due edizioni. Il suo presentarsi in Australia con la racchetta dalla nuova veste è quasi un modo di celebrare un momento speciale.
La maturità del leader che a 24 anni ha imposto il suo carisma al punto da condizionare le scelte estetiche del suo attrezzo: nel 2024 lo avevano ridipinto, sempre a base bianca e nera, ma in un modo che non lo convinceva. Ha continuato a giocare con la livrea del 2022 fino a quando non è arrivato il nuovo look, un po’ in chiave automotive, la sua seconda passione.
Il nero è diventato un antracite opaco, metallizzato come la carrozzeria di uno di quei bolidi che a lui piace pilotare. Gli inserti bianchi sono alla base del telaio, coordinati all’impugnatura, e su una spalla (da ore 1 a ore 3 dell’ovale. O da ore 9 a ore 11, se lo si fa ruotare).
Jannik ha impugnato le sue Speed MP da 100 pollici quadrati, i suoi pezzi unici, customizzati sulle sue esigenze già in allenamento a Dubai, poi nell’esibizione contro Alcaraz a Seul e nell’esordio glamour del One Point Slam alla Rod Laver Arena. Da oggi chiunque può comprarsi la sua versione di serie scegliendo tra le sei versioni disponibili: Pro, MP, Tour, MP L, MP UL e Team. Sei declinazioni della racchetta bianca e nera con cui Jannik è diventato Sinner, dalla più impegnativa, la Pro (315 grammi di peso a vuoto e reticolo di corde fitto 18x20, come piaceva a Djokovic) a quella che più aiuta a spingere con successo la palla oltre la rete, la Team (solo 270 grammi di peso e ovale più grande, da 105 pollici quadrati).
Sempre più tecnologia per facilitare il gioco
Insieme alla nuova livrea la collezione Speed 2026 di Head porta con sé la novità di un nuovo materiale: Hy- Bor. Si tratta di un mix di carbonio e Boron, che offre una resistenza particolare alla compressione. Unito alle fibre auxetiche (Auxetic 2.0), che reagiscono ispessendosi in trazione e assottigliandosi sotto pressione, e collocato nel cuore del telaio contribuisce a stabilizzare la racchetta all’impatto.
Le performance possono migliorare perché il feeling e il controllo dell’attrezzo nella mano del giocatore aumentano, facilitando l’utilizzo di quella che è una fuoriserie del gioco, usata dai campionissimi, anche da parte di chi ha qualità sportive del tutto normali. Ovviamente va tarata la tensione delle corde ben distante dai 28 kg di Sinner: una simile rigidtà del piatto se la può permettere solo lui.
Due classici a confronto con la grande novità
Entrati in possesso dei primi esemplari della nuova collezione non potevano esimerci dal far incordare e mettere a confronto le due classiche punte di diamante: Speed MP e Speed Pro. Ma abbiamo dovuto allargarci a una terza possibile incomoda nella scelta della Speed che più fa per noi (sempre pensando all’utilizzatore classico, cioè l’agonista) di fronte a una “new entry” davvero speciale: Speed Tour. Una nuova bella anomalia nella collezione, un telaio più tecnico, l’unica Speed con il piatto più piccolo di quella di Sinner: 97 pollici quadrati, come la storica Wilson Pro Staff di Roger Federer. Tre pollici quadrati in meno della Speed MP e 5 grammi di peso in più (305 grammi senza corde) ma con uno spostamento del bilanciamento all’indietro di 5 mm (315 dall’estremità dall’impugnatura anzichè 320 mm). Un attrezzo che si presenta con proporzioni classiche e la promessa di avere un occhio di riguardo in più per il controllo rispetto alla potenza.
Tutte e tre i modelli sono caratterizzati da un’ottimizzazione dell’aerodinamicità (Speed Beam e Speed Pattern) e da soluzioni tecniche applicate ai fori e ai passacorde (Directional drilling e Power Grommets) per ottenere il massimo dall’interazione tra telaio e incordatura
Le misure del LAB: Pro la più potente, Tour “controllosa”, MP il miglior compromesso
Incordate con sintetico monofilamento Head Hawk Touch (quello usato da Sinner e consigliato dalla casa Austriaca) a tensioni uniformi (21/20 kg per MP e Tour; 20/19 per Pro, che ha il reticolo più fitto) e sottoposte al nostro Diagnostic Centre, le tre racchette hanno subito messo in luce le loro caratteristiche di fondo in termini di potenza, controllo e maneggevolezza.
Speed Pro è risultata la più potente (54 punti su 100) ma anche, sia pur di poco, la meno maneggevole (65 punti su 100). In fatto di controllo è all’ultimo posto (44 punti su 100).
Speed Tour ha fatto segnare il valore più alto nel controllo (53 punti su 100) e sulla maneggevolezza (69 punti su 100) ma è, sia pur di poco, la meno potente (48 punti su 100).
Speed MP non prevale in nessuno dei tre parametri ma è la più equilibrata nelle prestazioni (49 punti su 100 di potenza e 50 su 100 di controllo), caratteristica che di solito sul campo si tramuta in grande giocabilità.
In campo, tre anime diverse
Identiche nell’aspetto, essenziali e tecniche nel loro nuovo look, le tre Head Speed del nostro test esprimono in campo tre anime molto diverse tra loro. L’unico tratto comune è il gran feeling garantito da telai dalla rigidità molto contenuta, che garantiscono un impatto pastoso, privo di fastidiose vibrazioni. Un confort che si coglie sin dai primi scambi.
Poi però Speed Pro si caratterizza subito per la sua incisività ma anche per una richiesta di buone doti tecniche e fisiche per essere sfruttata al meglio. Se c’è la brillantezza atletica per muoverla veloce è in grado di supportare bordate da fondo devastanti, anche di piatto. E il back di rovescio, impattato ben davanti al corpo con piglio aggressivo, è una rasoiata.
Speed MP è la sua alter ego più equilibrata: appena meno esuberante nella spinta ma più disposta a contribuire a generare rotazione aiuta di più nel complesso del gioco. Meno impegnativa per il peso complessivo minore e per un piatto corde più elastico (grazie alla maglia più larga del reticolo 16x19 contro il 18 x 20 della Pro), supporta una gamma più ampia di soluzioni a una fascia più ampia di giocatori. La palla esce veloce e profonda dal piatto corde, lo sweet spot (zona del piatto corde in cui l’impatto è ottimale) è più ampio, il passaggio dalla fase offensiva a un’eventuale fase difensiva è meglio digerito. Un attrezzo duttile, con il quale, se si è in possesso della tecnica necessaria, non è precluso nemmeno il “serve &volley”.
Speed Tour è una sorella diversa. Di sicuro più giovane. Si coglie subito che è la più maneggevole di tutte ma anche che è quella che spinge meno. I tre pollici quadrati che mancano nel piatto corde non si sentono granchè a patto di essere aggressivi, di costruire sempre gioco, di spingere da fondo per cercare di aprirsi il campo per chiudere con il “winner”. Caratteristiche che si ritrovano oggi in tanti agonisti giovani, dalle qualità fisiche importanti, che vogliono poter attaccare a tutto braccio senza perdere il controllo della profondità. La forza ce la mettono loro e nella racchetta cercano una fedele compagna che li aiuti a non andare mai (o comunque il meno possibile) fuori dalle righe. Un attrezzo con cui picchiare con decisione, supportati anche da un buon comfort.
In conclusione
I tre modelli più votati all’agonismo della nuova collezione di Head che ha Jannik Sinner come “ambassador”, sono senz’altro ideali per chi gioca come lui, cercando cioè di prendere l’inerzia dello scambio e di chiudere il punto da fondocampo.
Speed Pro è la versione più potente ma richiede più delle sorelle in termini di tecnica ed energia.
La nuova Speed Tour massimizza il controllo e si presta alle esigenze di quegli agonisti di buon livello che vogliono picchiare sempre e comunque chiedendo alla racchetta soprattutto precisione (sarà una nuova rivale per Wilson Blade probabilmente).
Speed MP è la via di mezzo: spinge generosamente ma controlla altrettanto generosamente, favorendo un mix di soluzioni (colpi piatti ma anche top spin importante e buon backspin) che possono andare a soddisfare una fascia ampia di agonisti che, oltre al piacere di tenere in mano una racchetta molto vicina a quella effettivamente usata da Sinner, apprezzeranno di sicuro il comfort e la pulizia dell’impatto con la palla.
Head Speed Pro
Il Lab
(I dati si riferiscono a un telaio incordato con Head Hawk Touch calibro 1,25 alla tensione di 20-19 kg)
Head Speed MP
Il Lab
(I dati si riferiscono a un telaio incordato con Head Hawk Touch calibro 1,25 alla tensione di 21-20 kg)
Head Speed Tour
Il Lab
(I dati si riferiscono a un telaio incordato con Head Hawk Touch calibro 1,25 alla tensione di 21-20 kg)