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"Miami è stato difficile per me, provo delusione. Sono grata a Wim, ma voglio prendermi del tempo per me stessa e prepararmi ad un nuovo capitolo"
di Samuele Diodato | 23 marzo 2026
“Dopo molti mesi di lavoro insieme al mio allenatore Wim Fissette, ho deciso di intraprendere un percorso diverso. È stato un periodo intenso, pieno di sfide e di esperienze molto importanti”. Così, sui propri canali social, Iga Swiatek ha comunicato la decisione di separarsi dal coach belga (anche capitano di Billie Jean King Cup) con cui aveva iniziato una collaborazione nell’autunno del 2024.
“Gli sono grata per il suo supporto, la sua esperienza e per tutto ciò che abbiamo ottenuto insieme – incluso uno dei miei più grandi sogni nello sport”, ha continuato la polacca (oggi n.3 del mondo), riferendosi evidentemente anche al trionfo della scorsa estate a Wimbledon, proprio con Fissette al suo angolo. “Wim, grazie per questo periodo e per le cose che ho imparato grazie a te. Ti auguro il meglio, sia professionalmente che personalmente”.
Swiatek in allenamento con coach Fissette (Getty Images)
L’unico cenno vero alle motivazioni della sua scelta, sta nell’inizio del suo post, prima del saluto al coach: “A volte la vita e lo sport portano momenti come questo...”, si legge. “Miami è stato difficile per me. Provo delusione, amarezza e sento la responsabilità per la mia prestazione in campo, ovviamente. Ma ho anche imparato molte lezioni importanti e penso che questo sia molto umano”. Ha inciso, evidentemente, l’insoddisfazione legata ai risultati, in un inizio di 2026 piuttosto insolito, per gli standard di Swiatek.
Nel bilancio di 11 vittorie e 6 sconfitte, pesa la sconfitta nei quarti di finale all’Australian Open (unico major mancante nella sua bacheca), ma anche una trasferta sul cemento americano, nei WTA 1000 di Indian Wells e Miami, chiusa con un quarto di finale ed una ferita, ancor più profonda, arrivata in Florida. Fatale è stato il derby contro Magda Linette, che ha interrotto la striscia vincente di Swiatek di 73 vittorie consecutive nei match d’esordio dei vari tornei.
“Il resto del mio team rimane invariato. So che ci sono molte domande, ma vi farò sapere cosa succederà al momento giusto. Mi prendo un momento per prendermi cura di me stessa, elaborare questa esperienza e prepararmi a un nuovo capitolo. Semplicemente, passo dopo passo, perché - come dico spesso - è una maratona, non uno sprint”, ha concluso la tennista classe 2001 di Varsavia.
A Miami, dopo la sconfitta, l’autocritica era già stata pesante, denotando tutta la sua insicurezza: “Non posso avere alcuna aspettativa, non ne sono all’altezza”, aveva commentato, definendo il suo stato d’animo come un “incubo”. Resta ora da capire chi sceglierà per uscirne, dunque, proprio ora che si avvicina la parte di stagione con i tornei in terra rossa, dove escluso il 2025 si è sempre dimostrata la giocatrice più costante nei successi. Successi che sono la parola chiave, per una persona così ambiziosa. Che raramente si perdona gli errori, e che prima ancora dei successi dovrà ritrovare il sorriso.